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domenica 19 Settembre 2021

L’Industria Solare in Vietnam

In breve

  • In Vietnam, mentre l’economia si riprende dalla flessione dovuta alla pandemia, il consumo di energia continua a crescere superando la crescita del PIL.
  • Le strette scadenze renderanno difficile per gli investitori beneficiare della revisione delle tariffe incentivanti, ma si stanno considerando nuovi meccanismi di investimento.
  • É necessario il miglioramento di infrastrutture e procedure amministrative per sfruttare appieno il potenziale dell’energia solare in Vietnam.

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Periodo d’oro per lo sviluppo dell’energia solare in Vietnam

Nel giugno 2020, la Sharp Energy Solutions Corporation (SESJ) ha completato un mega impianto di energia solare nella provincia di Ninh Thuan, che genererà 76,373 megawatt/ora (MWh) all’anno. L’impianto è l’ultima aggiunta alle altre cinque centrali solari di SESJ in Vietnam.

Sharp è solo una delle tante aziende che hanno tratto beneficio dal fabbisogno di energia rinnovabile del Vietnam investendo in progetti di energia solare su larga scala. Mentre il Paese si riprende dalla flessione dovuta alla pandemia, si prevede che la sua domanda di energia aumenterà di oltre il 9% nel prossimo decennio, a partire dal 2021. Il Ministero dell’Industria e del Commercio (MoIT), in una bozza di relazione, ha previsto che il Vietnam avrà bisogno di circa 128,3 miliardi di dollari di investimenti per sviluppare la sua industria elettrica nel periodo 2021-2030.

Per anni il Vietnam, come molti altri Paesi in via di sviluppo, ha puntato sul carbone come opzione più economica e più semplice per far fronte al bisogno di energia. Ma il progresso tecnologico e le crescenti preoccupazioni ambientali hanno spostato l’attenzione sulle energie rinnovabili. Infatti, se nel 2017 l’energia solare non aveva alcun ruolo nella strategia energetica del Vietnam, già alla fine del 2019 il Vietnam ha superato Malesia e Tailandia raggiungendo la maggiore capacità di pannelli solari installati nell’Asia sud-orientale. Il Paese ha sviluppato circa 5 gigawatts (GW) in progetti fotovoltaici, superando di gran lunga l’obiettivo di 1 GW entro il 2020.

Questo articolo pone l’attenzione sul recente successo dell’energia solare in Vietnam e sulla traiettoria futura del suo sviluppo nel Paese.

Approvazione delle FiT in un momento di incertezza

Gran parte del successo dell’energia solare in Vietnam può essere attribuito alle tariffe incentivanti (feed-in-tariffs, FiT). Le FiT incoraggiano gli investimenti nell’energia rinnovabile garantendo un prezzo superiore a quello di mercato per i produttori. Considerato che questi normalmente si impegnano con contratti a lungo termine, le FIT aiutano a limitare i rischi relativi alla produzione di energia rinnovabile.

Nell’aprile 2020, il governo vietnamita ha fissato le nuove FiT per il solare, dieci mesi dopo che il precedente programma FiT era scaduto (giugno 2019). Le nuove tariffe, rispetto a prima, sono fra il 10 ed il 24% inferiori e sono ancora uniformi tra le regioni, ma differenziate per tipo (impianti a terra, galleggianti e su tetto).

In base alla nuova decisione, per beneficiare delle nuove FiT, i progetti riguardanti l’energia solare dovevano raggiungere l’operatività commerciale entro il 31 dicembre 2020. Il ritardo nell’approvazione da parte del governo ha imposto tempi di lavoro molto più stretti.

Con l’attuale interruzione delle catene di fornitura che riguardano le celle solari e la consegna dei moduli dalla Cina, oltre ad altre incertezze di carattere economico indotte dalla pandemia, è stato molto difficile per le aziende diventare operative prima della scadenza. Per questo la società di consulenza FitchSolutions prevede che il nuovo schema di FiT non sarà il conduttore principale degli investimenti in energia solare in Vietnam.

Per il futuro, il Vietnam intende implementare ulteriormente un meccanismo di aste. Tutti i progetti che non possono beneficiare delle nuove tariffe FiT, passeranno per una procedura d’appalto competitiva. La pubblicazione di un bando di gara da parte del governo, e la selezione delle aziende più competitive in termini di prezzi, aiuterà a gestire meglio lo sviluppo dell’energia pulita in tutto il Paese.

Tuttavia, la transizione da uno schema FiT potrebbe richiedere più tempo del previsto, dato che è appena stata approvata l’eleggibilità alle tariffe per i progetti fotovoltaici su larga scala non ancora sviluppati. L’attrazione degli investimenti dipenderà in gran parte dalla capacità del governo di fornire in tempo un chiaro schema d’asta ed altri incentivi.

Impegno a lungo termine per rilanciare l’energia solare

La FiT riviste sono state rese note dopo che il governo vietnamita ha annunciato che intende duplicare la propria capacità di produzione energetica nel prossimo decennio. Questo aumenterà la proporzione di energia rinnovabile al 20%, nel tentativo di ridurre la dipendenza dal carbone per la produzione di elettricità.

Alla fine del 2019, il Primo Ministro ha approvato lo schema del VIII Piano di Sviluppo Energetico nazionale (PDP), che sarà presumibilmente completato nel 2021. Il PDP VIII riguarda il periodo 2021-2030 con una prospettiva al 2045 e fissa come priorità fondamentali lo sviluppo dell’energia rinnovabile e l’attrazione degli investimenti.

La bozza del PDP prevede che entro il 2030 le risorse elettriche del Vietnam possano raggiungere 132,2 GW con il 27% da impianti a carbone, il 21% da gas termico, il 18% da energia idroelettrica, il 29% da energia eolica, solare e rinnovabile e il 4% da altre fonti importate.

Il piano incoraggia lo sviluppo dell’energia rinnovabile e scoraggia l’idroelettrico. Nel 2020 le rinnovabili costituivano il 13% dell’energia, ma l’obiettivo è quello di arrivare al 30% entro il 2030. Questo è un obiettivo ambizioso, ma riflette la spinta del governo a passare alle rinnovabili.

Oltre a sviluppare il PDP VIII, il 21 gennaio 2020 il MOIT ha anche presentato la proposta No. 544/TTr-BCT, che delinea un programma pilota sui meccanismi di accordo di acquisto diretto di energia (DPPA).

Il programma DPPA consentirà ai produttori di energia di vendere e distribuire elettricità ai consumatori aziendali, evitando loro di passare attraverso un’azienda di distribuzione elettrica statale. La proposta fissa in due anni il periodo di implementazione del programma pilota e delinea i criteri da seguire per gli sviluppatori partecipanti ed i consumatori privati di energia. Si prevede una fascia di 400-1000 megawatt (MW), disponibili su tutto il territorio nazionale.

Nonostante qualche critica alla portata limitata del DPPA, la proposta rappresenta uno sviluppo positivo per la crescita delle energie rinnovabili in Vietnam e segnala che il Paese è un attore serio in materia di energia solare, disposto ad implementare meccanismi di sostegno per mantenere alto l’interesse degli investitori nel settore delle energie rinnovabili.

Gli Investitori dovranno affrontare altre sfide

Oltre alle incertezze sui futuri schemi di investimento, ci sono altri fattori che sia gli investitori che le autorità governative dovranno tenere in considerazione nel corso dello sviluppo dell’energia solare in Vietnam.

Primo, ci sono alcune carenze nelle infrastrutture che ostacolano la trasmissione energetica. La maggior parte degli impianti di energia solare sono concentrati nella soleggiata regione meridionale dove la rete nazionale tende ad essere sovraccarica. Allo stesso tempo alcuni impianti solari hanno visto ritardare la loro operatività a causa di linee di trasmissione incomplete.

Il governo ha proposto di sviluppare il sistema di trasmissione energetica e la fonte di energia dalle regioni centrali, centro-meridionali, centro-settentrionali e centrali. Ha anche dichiarato di voler ricercare un sistema di rete intelligente e di utilizzare la tecnologia Industria 4.0 per ottimizzare i sistemi di trasmissione.

Trasportare energia nei centri economici e nelle città del nord, pertanto, è ancora un problema. Il nuovo PDP intende affrontarlo assicurando che lo sviluppo energetico sia bilanciato in tutte le regioni e che le reti energetiche siano connesse sia all’interno del Vietnam che con i Paesi vicini.

Inoltre, i progetti riguardanti l’installazione di pannelli solari al suolo devono tenere conto dei diritti fondiari, una questione che in Vietnam è incombente. Nonostante gli investitori possano trarre beneficio dalle esenzioni da tasse e affitti per l’utilizzo del suolo, i procedimenti amministrativi possono prendere molto tempo e causare ritardi significativi.

Ci sono ancora delle incertezze che riguardano il futuro del carbone. Mentre il PDP VIII enfatizza lo sviluppo sostenibile per far fronte al cambiamento climatico, le importazioni di carbone in Vietnam nella prima metà del 2020 hanno avuto un aumento del 53,8% rispetto all’anno precedente, un livello record. Secondo il MOIT, gli impianti a carbone coprono circa il 35% della capacità di generazione di energia elettrica del Paese.

Il Ministero prevede che il Vietnam andrà incontro ad una grave scarsità di energia poiché la costruzione di nuovi impianti energetici è in ritardo rispetto alla rapida crescita della domanda. Il carbone, pertanto, nei prossimi anni, potrebbe continuare a riempire il vuoto energetico.

Ci sono comunque dei segnali di calo nell’interesse verso il carbone. La maggior parte della capacità di produzione di energia a carbone prevista è stata ritardata o rinviata. Sebbene la presunta corruzione e le difficoltà dal punto di vista ingegneristico spieghino in parte questi ritardi, anche l’opposizione locale e un movimento globale di allontanamento dall’energia prodotta con il carbone sono importanti fattori che contribuiscono a questa situazione.

Ad esempio, alcuni finanziatori sud-coreani e giapponesi hanno ritirato i loro investimenti da progetti di energia a carbone, mentre società cinesi stanno diventando più consapevoli dei rischi derivanti dal continuare ad investire in questa fonte energetica. Più recentemente, a febbraio, la Mitsubishi Corp. si è ritirata da una centrale a carbone nel Vietnam centrale a causa della preoccupazione internazionale sul suo impatto ambientale.

Nonostante ciò, con una adeguata pianificazione strategica ed un aumento nel sostegno agli investimenti, il Vietnam può fare leva sulle opportunità fornite dal successo dell’energia solare e consolidare la sua posizione come leader nelle energie rinnovabili in Asia sud-orientale.

a cura di Jacopo Genovese

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta da Vietnam Briefing, edito da Dezan Shira & Associates, Partner del Caffè Geopolitico per l’Asia. Lo studio assiste gli investitori stranieri in tutta l’Asia e ha uffici in Cina, Hong Kong, Vietnam, Singapore, Indonesia, Thailandia, Malesia, Filippine, Russia e India. Si prega di contattare [email protected] o di visitare il sito web all’indirizzo www.dezshira.com.

Central Solar Fotovoltaica de Amareleja – Portugal” by Portuguese_eyes is licensed under CC BY-SA

Jacopo Genovese
Jacopo Genovese

Romano, laureato in scienze economiche per poi scoprire di essere appassionato di geopolitica, che ora studio nel tempo libero. Durante il mio percorso accademico ho sviluppato un marcato interesse per il mercato asiatico studiando l’inesorabile ascesa delle Quattro Tigri Asiatiche e gli aspetti macroeconomici su cui è stato costruito il miracolo asiatico.

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