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venerdì 17 Settembre 2021

Una panoramica sugli accordi di libero scambio dell’ASEAN

In breve

  • Al fine di capitalizzare il potenziale a lungo termine del blocco dell’ASEAN, per gli investitori esteri è importante conoscere gli accordi di libero scambio (FTA) che interessano quest’area.
  • Questi FTA offrono numerosi benefici come esenzioni fiscali, sdoganamenti semplificati e costi di importazione ridotti.

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L’ASEAN potrebbe diventare, entro il 2030, la quarta maggiore economia al mondo, forte di un mercato di consumatori valutato in oltre 4mila miliardi di dollari. Questo risultato economico sarà guidato da quattro forze principali: forte tendenza demografica (il 65% dei 600 milioni di abitanti dell’ASEAN apparterranno alla classe media), investimenti esteri in aumento, aumento dei livelli di reddito e progressi digitali.

I vari accordi di libero scambio (FTA), alcuni dei quali sono i più grandi al mondo, stanno rafforzando la traiettoria in continua crescita del blocco. Questi FTA offrono numerose opportunità agli investitori esteri, dall’utilizzo di Singapore come hub per i servizi finanziari della regione, allo spostamento delle operazioni di produzione in regioni a basso costo in Vietnam, Indonesia e Malesia. Le società internazionali possono beneficiare della rete dei FTA dell’ASEAN attraverso costi ridotti all’importazione, miglioramento delle procedure di sdoganamento e migliore accesso ai prodotti ammissibili al trattamento preferenziale. Inoltre, ci sono numerosi benefici fiscali e tributari come le esenzioni e le detrazioni fiscali.

Zona di Libero Scambio ASEAN-Australia-Nuova Zelanda

L’ASEAN-Australia-New Zealand Free Trade Area (AANZFTA) è entrata in vigore nel gennaio 2010 e attualmente elimina le tariffe doganali sul 90% dei prodotti commercializzati fra ASEAN, Australia e Nuova Zelanda. Il FTA riguarda approssimativamente una popolazione di 653 milioni di persone e oltre 4,3 trilioni di dollari. L’accordo verrà implementato completamente nel 2025, anno in cui tutti gli scambi fra gli stati ASEAN, l’Australia e la Nuova Zelanda saranno privi di tariffe doganali. Nel 2019, i firmatari del FTA hanno discusso l’aggiornamento dell’accordo in modo da sviluppare regolamenti nei moderni ambiti della politica commerciale e affrontare le rimanenti questioni. Le parti si sono concentrate sulla revisione di queste aree chiave riguardanti il commercio:

  • Scambio di servizi – Rivedere gli impegni dei servizi tenendo conto dei recenti progressi tra i membri;
  • E-commerce – Rivedere il capitolo riguardante l’e-commerce per tenere conto degli sviluppi del settore a partire dall’implementazione del AANZFTA;
  • Regole di origine (ROO) – Questa è una revisione del testo sulle ROO che tenga conto delle pratiche attuali che comprendono:
    • Un sistema di prove documentali d’origine che faciliti il commercio;
    • Accordi di transito che riflettano le moderne pratiche di hubbing;
  • Procedure doganali – Revisione del capitolo sulle procedure doganali per includere una semplificazione del commercio, in particolare le disposizioni dell’Accordo di semplificazione commerciale del WTO;
  • Appalti pubblici – Sviluppare un capitolo per migliorare la trasparenza e la cooperazione negli appalti pubblici;
  • Commercio e sviluppo sostenibile – Sviluppare ulteriore cooperazione fra i membri in questo contesto;
  • Concorrenza – Revisione del capitolo per includere nuove disposizioni sulla protezione dei consumatori; e
  • Investimenti – Revisione e finalizzazione dei testi, tenendo conto dei progressi ottenuti in altri procedimenti di FTA

Zona di Libero Scambio ASEAN-Cina

La Zona di Libero Scambio ASEAN-Cina (ACFTA) è stata siglata nel 2004 ed implementata nel luglio 2005. Per mezzo di questo FTA, nell’ultimo decennio la Cina si è costantemente classificata come il maggior investitore dell’ASEAN, con un commercio totale di oltre 731 miliardi di dollari nel 2020. Il FTA ha ridotto a 0 le tariffe doganali su oltre 7.000 categorie di prodotti – o il 90% delle importazioni – nel 2010, nonostante inizialmente applicabili solo a Indonesia, Malesia, Singapore, Brunei, Filippine, Singapore e Tailandia. I rimanenti membri dell’ASEAN (Myanmar, Laos, Vietnam e Cambogia) sono arrivati nel 2015. Nel 2019, l’ACFTA è stato aggiornato per semplificare le norme di origine (ROO), le misure di semplificazione commerciale, le procedure di investimento e le procedure doganali. Sulla base degli emendamenti, ci sono molti modi per decidere le ROO:

  • L’origine delle merci viene valutata sulla base del paese in cui esse sono state prodotte o ottenute;
  • Se però le merci sono state ottenute in paesi diversi, il contenuto di valore regionale (RVC) deve essere almeno il 40% del valore dei beni ed il processo produttivo finale deve avvenire in un paese membro del FTA; e
  • sono state introdotte le Diverse Regole Specifiche di Prodotto per riconoscere le merci che hanno subito una trasformazione significativa nella classificazione tariffaria o nella catena di approvvigionamento.

Nel primo trimestre 2020, l’ASEAN ha superato l’EU diventando il maggior partner commerciale della Cina, raggiungendo i 140 miliardi di dollari su base annua per un volume totale del commercio cinese pari al 15%. Ciò in concomitanza all’esteso lockdown subito dall’UE, tradizionalmente il più grande partner commerciale della Cina. L’elettronica è il settore che ha maggiormente contributo a questi scambi, con la Cina che ha importato, dai paesi ASEAN,  circuiti integrati come chip per microprocessori, convertitori analogico-digitali e condensatori di chip per 14,9 miliardi di dollari.

Zona di Libero Scambio ASEAN-India

L’Area di Libero Scambio ASEAN-India (AIFTA) è entrata in vigore il 1° gennaio 2010. La firma dell’accordo ha aperto la strada alla creazione di uno dei più ampi mercati in zona di libero scambio, creando opportunità per oltre 1,9 miliardi di persone nell’ASEAN ed in India, con un PIL combinato di 4,8 trilioni di dollari. L’accordo ha sancito la liberalizzazione delle tariffe doganali per oltre il 90% delle merci, specialmente per alcuni prodotti quali l’olio di palma, il pepe, il thè nero ed il caffè. Le esportazioni dall’India verso l’ASEAN hanno raggiunto 31 miliardi di dollari nel periodo 2019-2020 mentre le importazioni dell’India dai paesi ASEAN hanno raggiunto i 55 miliardi di dollari. India ed ASEAN hanno deciso di procedere alla revisione dell’oggetto del FTA per discutere di alcune barriere al commercio, ossia le tariffe doganali. L’India è trattata in modo diverso rispetto ad altri partner commerciali dell’ASEAN in quanto non ha un accordo economico in vigore con il blocco. Ad esempio, l’importazione di auto giapponesi è sottoposta, in Indonesia e Tailandia, ad un dazio del 5%, mentre sulle automobili indiane viene imposta una tariffa del 35%. Ci sono opportunità in settori come la produzione di farmaci generici e dispositivi medici. L’India è il più grande fornitore al mondo di farmaci generici e fornisce globalmente circa il 62% dei vaccini. 

Zona di Libero Scambio ASEAN-Repubblica di Corea

La Zona di Libero Scambio ASEAN-Repubblica di Corea (AKFTA) è entrata in vigore nel 2007 e stabilisce accordi commerciali preferenziali fra gli stati membri dell’ASEAN e la Corea del Sud. L’eliminazione delle tariffe doganali per il 90% dei prodotti scambiati fra la Corea del Sud ed i membri dell’ASEAN Brunei, Indonesia, Filippine, Malesia e Singapore erano previste nel 2010, mentre le eliminazioni tariffarie per Vietnam, Laos e Myanmar erano previste entro il 2018. Le esportazioni dalla Corea del Sud verso tutti i 10 stati membri dell’ASEAN hanno superato gli 80 miliardi di dollari nel 2019, con un commercio bidirezionale che ha raggiunto i 160 miliardi di dollari. Per marcare 30 anni di legami, la Corea del Sud e l’ASEAN, durante un vertice a Busan, si sono impegnati ad incrementare questo traffico a 200 miliardi di dollari. Questo è avvenuto due anni dopo che Seul ha lanciato la sua Nuova Politica del Sud che mira ad approfondire le relazioni con l’ASEAN e l’India, come partner importanti nella regione meridionale. Per l’ASEAN, maggiori legami economici con la Corea del Sud potrebbero aiutare il blocco a diversificare i propri interessi economici, in particolar modo in zone diverse dalla Cina.

Partenariato Economico Globale ASEAN-Giappone

Il Partenariato Economico Globale ASEAN–Giappone (AJCEP) è entrato in vigore nel dicembre 2008 e copre il commercio di servizi, beni, investimenti e cooperazione economica. L’eliminazione tariffaria per gli ASEAN-6 ed il Vietnam è stata completata circa 10 anni dopo l’entrata in vigore dell’accordo e circa tre anni dopo nel resto dell’ASEAN. Il FTA prevede l’eliminazione dei dazi sull’87% di tutte le linee tariffarie e comprende un meccanismo di risoluzione delle controversie. Consente inoltre la spedizione delle merci back-to-back tra i paesi membri, la fatturazione delle merci da parte di terzi e il cumulo ASEAN. Sia ASEAN che Giappone hanno dato inizio a diversi progetti di cooperazione economica che includono capacity building ed assistenza tecnica in aree di reciproco interesse. Queste aree includono, tra gli altri, i diritti sulla proprietà intellettuale, procedure legate al commercio, tecnologia dell’informazione e della comunicazione, sviluppo delle risorse umane, piccole e medie imprese, turismo e ospitalità, trasporti e logistica. Nell’agosto 2020 il Giappone ha informato i suoi partner ASEAN del completamento delle procedure riguardanti l’emendamento del Primo Protocollo dell’AJCEP, che includeva alcuni provvedimenti non contemplati nella versione del 2008. La revisione consentirà ulteriori investimenti transfrontalieri fra il Giappone e l’ASEAN che, nel 2019, hanno raggiunto oltre 214 miliardi di dollari e richiedono ai paesi di mantenere la trasparenza nella regolamentazione dei servizi. Essa stabilisce anche meccanismi di risoluzione delle controversie per le imprese, riguardo a possibili trattamenti ingiusti da parte del governo, e regole sui viaggi d’affari degli stranieri. Queste regole sono di particolare importanza per Myanmar, Laos e Cambogia che non hanno accordi commerciali bilaterali con il Giappone.

Partenariato Economico Globale Regionale (RCEP)

Il 15 novembre 2020, l’ASEAN ha firmato il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) con Australia, Cina, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud. Il RCEP è il più importante FTA che sia mai stato sottoscritto, con una ricaduta su circa il 30% del PIL globale (26 trilioni di dollari) ed il 30% della popolazione mondiale. L’accordo potrebbe aggiungere 186 miliardi di dollari all’economia globale e lo 0,2% al PIL dei suoi membri. In base al FTA, nei prossimi 20 anni verrà eliminata la tariffazione sul 92% delle merci e verranno consolidate le definizioni delle norme di origine (ROO) tra le nazioni partecipanti. Per commerciare nella regione le imprese necessiteranno quindi di un solo certificato di origine. Circa il 65% del settore dei servizi aprirà agli investitori stranieri innalzando il tetto della proprietà estera in vari settori quali i servizi finanziari, le telecomunicazioni ed i servizi professionali. In base alla strategia China+1 il RCEP motiverà ulteriori investimenti verso i Paesi con manodopera a basso costo della FTZ, come Cambogia, Myanmar, Indonesia e Vietnam, per processi ad alta intensità di lavoro, come la produzione di abbigliamento.

a cura di Jacopo Genovese

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta da ASEAN Briefing, edito da Dezan Shira & Associates, Partner del Caffè Geopolitico per l’Asia. Lo studio assiste gli investitori stranieri in tutta l’Asia e ha uffici in Cina, Hong Kong, Vietnam, Singapore, Indonesia, Thailandia, Malesia, Filippine, Russia e India. Si prega di contattare [email protected] o di visitare il sito web all’indirizzo www.dezshira.com.

Photo by nguyenthuantien is licensed under CC BY-NC-SA

Jacopo Genovese
Jacopo Genovese

Romano, laureato in scienze economiche per poi scoprire di essere appassionato di geopolitica, che ora studio nel tempo libero. Durante il mio percorso accademico ho sviluppato un marcato interesse per il mercato asiatico studiando l’inesorabile ascesa delle Quattro Tigri Asiatiche e gli aspetti macroeconomici su cui è stato costruito il miracolo asiatico.

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