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    L’agenda programmatica dell’UE nel 2016

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    Il Giro del Mondo in 30 Caffè – In un ideale “passaggio di consegne” tra l’anno che si conclude e quello che inizia, analizziamo il 2015 della Commissione europea, cercando di capire come sarà il 2016

    IERI: 2015, BILANCIO DEL PRIMO ANNO DI ATTIVITÀ – Lo scorso novembre la Commissione a guida Juncker ha ultimato il primo anno di attività.
    Così come per l’intera Unione, il 2015 ha rappresentato un anno di sfide anche per la Commissione, che al momento del suo insediamento aveva stabilito un’agenda programmatica articolata in dieci aree di azione/priorità, da sviluppare nel corso del proprio mandato quinquennale.
    Durante il 2015, complice una nuova organizzazione del lavoro – i Commissari sono stati chiamati a lavorare in team sui temi in agenda –, la Commissione Juncker ha potuto occuparsi di tutte le priorità prefissate. Molto deve essere ancora fatto, ma si possono già registrare alcuni progressi:

    • Il Piano Juncker è in fase di implementazione, e secondo l’OCSE dovrebbe riuscire a dare buoni risultati per la ripresa economica dell’UE;
    • il mercato unico digitale diviene sempre più strutturato e inizia a dare i propri frutti, tra cui il taglio dei costi di roaming dal 2017;
    • nell’ambito della trasparenza e della migliore regolamentazione, sono diminuite le proposte di legge e si è avviata la razionalizzazione della legislazione esistente – anche attraverso l’eliminazione delle normative ridondanti. I Commissari hanno inoltre partecipato in prima persona alla diffusione delle attività della Commissione presso i Paesi membri.
    • Le trattative sul TTIP proseguono speditamente e con maggiore trasparenza, e l’Europa continua ad essere in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici.

    Ma gli affari interni l’hanno fatta da padrone in questo 2015 particolarmente complesso, in cui si è rischiata una crisi profonda e potenzialmente letale per l’intera Unione.
    Sebbene economia, migrazioni e sicurezza rientrassero già tra le dieci priorità della Commissione, con la crisi greca e il rischio di Grexit, l’aggravarsi della crisi dei rifugiati e gli attentati terroristici che hanno scosso la Francia tali temi sono “balzati” in cima alla lista delle attività in agenda.

    OGGI: DA COSA SI RIPARTE? – Sempre dalle dieci priorità che, nel 2016, saranno implementate attraverso 23 iniziative chiave.
    L’Unione europea ha vissuto un anno particolarmente intenso, che ne ha messo a dura prova anche la tenuta politica – se si considerano, oltre ai temi precedentemente accennati, i risultati dei partiti cosiddetti “euroscettici” in diverse tornate elettorali, dalla Polonia al Portogallo.
    Allo stesso tempo – e in modo quasi inaspettato – il 2015 è stato anche un anno positivo per l’Unione, che è riuscita a raggiungere dei buoni risultati, soprattutto in politica estera.
    Il cambio di passo al Servizio esterno è evidente, e nonostante molto potrebbe ancora essere fatto – la mancanza di obiettivi politici congiunti diviene spesso un ostacolo insormontabile e non consente un’azione propriamente a guida UE – il ruolo dell’Unione europea si è mostrato più rilevante che in passato.
    In primo luogo per ciò che riguarda l’accordo sul nucleare iraniano, nella cui conclusione l’UE ha giocato un buon ruolo da negoziatore, consentendo di pervenire a un accordo che, nonostante gli esiti ancora incerti, potrebbe avere portata storica.
    Secondariamente, l’UE sta cercando di porsi come interlocutore di rilievo nelle crisi internazionali in corso – in particolar modo su quella libica – e come “mediatore” per la de-escalation delle tensioni (come quella recente tra Russia e Turchia).

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    DOMANI: IL 2016 DELLA COMMISSIONE – Come già accennato, la Commissione è intenzionata a lavorare su tutti i punti dell’agenda. Ma quali dovrebbero essere le aree di azione prioritarie alla luce degli eventi in corso e di quelli a oggi già noti?

    • Economia. Il 2016 dovrebbe mostrare i primi frutti del Piano Juncker – già nella fase di presentazione dei progetti e della loro implementazione – e potrebbe essere, almeno nelle intenzioni della Commissione, l’ultimo anno di negoziati sul TTIP. Saranno inoltre possibili le prime valutazioni sugli strumenti dell’Unione bancaria, come il Single Resolution Mechanism, in vigore dal 1° gennaio.
    • Migrazioni. Con la prosecuzione della guerra in Siria e delle crisi africane (dalla Libia alla presenza del terrorismo islamico in Africa sub-sahariana), la crisi di rifugiati sarà ben lontana dalla conclusione. La Commissione europea dovrebbe essere impegnata nella più puntuale definizione dell’Agenda europea sulle migrazioni, ancora in fase embrionale.
    • Sicurezza. Dopo gli attentati terroristici di Parigi, molti hanno invocato carenze di intelligence e necessità di maggiore cooperazione. Il coinvolgimento della Commissione in questa tematica sarà strettamente collegato all’attività del SEAE e dell’Alto Rappresentante. Innanzitutto perché nel quadro SEAE è inserita l’INTCEN – l’Agenzia europea deputata all’analisi delle informazioni provenienti dai Paesi membri – che potrebbe vedere un rilancio dei propri compiti, anche in virtù del cambio al vertice (il tedesco Gerhard Conrad sostituirà il finlandese Ilkka Salmi). Secondariamente, perché l’UE conta di approvare, a più di un decennio dalla prima, una nuova Strategia sulla politica estera e di sicurezza comune – in cui la lotta al terrorismo avrà un ruolo importante.
    • Politica interna ed estera. Il 2016 potrebbe inoltre rappresentare un anno di svolta per la configurazione dell’Unione. Un primo evento notevole in grado di influenzare l’agenda programmatica è il probabile referendum sulla cosiddetta BREXIT – che a detta di Cameron potrebbe essere evitata solo dietro stringenti modifiche del rapporto tra UE e Regno Unito. In aggiunta, le tensioni recentemente emerse relativamente all’Unione energetica (soprattutto relativamente alla possibile costruzione del Nord Stream 2) influenzeranno l’azione della Commissione in quest’ambito – rientrante tra le dieci priorità.

    La già citata Strategia, inoltre, potrebbe rilanciare l’Unione europea in un contesto internazionale profondamente mutevole, che vedrà, oltre ai conflitti cui si è già fatto riferimento, le elezioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti, che molto potrebbero influire sullo scacchiere internazionale.

    Giulia Tilenni

    [box type=”shadow” align=”” class=”” width=””] Un chicco in più

    Per approfondire i temi trattati in questo articolo suggeriamo di visitare il sito ufficiale della Commissione europea

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    Foto: European External Action Service – EEAS

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    Giulia Tilenni
    Giulia Tilenni

    Laureata magistrale in Relazioni Internazionali a Bologna – dove ha anche completato il Master in Diplomazia e Politica Internazionale, che l’ha portata a Francoforte sul Meno per un tirocinio di ricerca di tre mesi. Dopo una tesi in Studi strategici che analizza l’intervento militare in Libia del 2011 e una ricerca sui velivoli a pilotaggio remoto, è entrata a far parte del Caffè Geopolitico nel team Miscela Strategica.

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