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sabato 27 Febbraio 2021

Tra Guareschi e Saint-Exupéry

In breve

Dove si trova

Ovvero: di cosa porta con sè realizzare un nuovo sito. Due sensazioni, una domanda, una risposta. E molto di più di un restyling grafico…

 

Pensando al debutto di quest’oggi, sono due le sensazioni forti che stiamo vivendo. La prima la raccontiamo con una scena, non così inusuale: avete comprato un vestito bello, che vi piace, e che indosserete alla prima occasione importante. Finalmente arriva il giorno giusto, e mentre lo si indossa nasce quella lievissima eccitazione, quella piccola emozione o agitazione, chiamatela come volete, per essersi finalmente messi quel vestito che sì, mi calzerà proprio a pennello, mi sento bello così, non vedo l’ora di andare allo specchio e vedere come mi sta. Forse ai maschietti accade un po’ più di rado che alle femminucce, ma almeno una volta è capitato a tutti. Ecco, noi al Caffè oggi ci sentiamo così. Un po’ agitati, un po’ emozionati per questo nuovo vestito che non vedevamo l’ora di metterci, e che pensiamo possa starci proprio bene ed essere per noi un grande passo in avanti. Siamo pronti, ci manca la prova specchio per vedere il risultato: e lo specchio siete voi lettori, con i vostri giudizi e i vostri commenti.

 

L’eccitazione per l’esordio, dunque, per questa grande novità. Comprensibile, tutto sommato. Insieme a questa, c’è però un’altra sensazione, che probabilmente non darete altrettanto per scontata. Siamo stanchi. Sì, perchè quello che vedete ora è il risultato di mesi di lavoro, ma soprattutto, negli ultimi giorni, di una serie di notti più o meno insonni di diverse persone della redazione, concentrate a sistemare questo aspetto o quel dettaglio. Per descrivere questa sensazione non serve nessuna scena, prendo in prestito le parole di un autore da me molto amato, Giovannino Guareschi, che racconta così la consegna dei suoi lavori: “I funzionari mi guardano con aria di noia e di commiserazione quando mi vedono arrivare all’ultimissimo minuto coi miei fogli pieni di parole scritte a macchina o di scarabocchi fatti con l’inchiostro di Cina. Io sono saturo di caffè, di bicarbonato, di nicotina, di stanchezza, di sonno, in quei momenti. Ho i vestiti appiccicati addosso perché non mi spoglio da due o tre giorni. Ho la barba lunga, le mani sporche. Mi fa male tutto: la testa, lo stomaco, il cuore, il fegato, la bocca. I capelli spettinati mi scendono fin sul naso, davanti agli occhi volteggiano stormi di palline nere. Io non mi sono mai pentito nella mia vita d’aver fatto l’indomani quello che potevo fare oggi“.

 

coffee-makes-me-happy

 

Dobbiamo confessarlo, siamo più o meno così in questo momento. Ma non ve lo raccontiamo certo per avere la vostra, di commiserazione. Il punto è un altro: in questi giorni, mi è capitato di provare a chiedermi “chi ce lo fa fare”. Pensandoci bene, la nostra Associazione è formata da un gruppo di giovani volontari. Per quanto sia un desiderio concreto, nessuno per ora “vive” del Caffè Geopolitico. E allora, perchè imbarcarci in un’avventura così impegnativa?

 

La risposta me la sono data, ed è evidente: siamo mossi da una passione. Il mondo che ci circonda, un po’ malandato e con i suoi mille problemi, ci appassiona, ci incuriosisce. Per questa passione e per questa curiosità è nato e cresciuto il Caffè, che in questi anni ha cercato di far conoscere e analizzare gli scenari di diverse aree del mondo. Come vedrete, con questo sito nuovo puntiamo ad accrescere molto l’interazione con voi lettori, per aumentare il livello di condivisione. La nostra nuova sfida è quella di fare un altro passo in avanti: nel continuare a raccontare e spiegare sempre meglio fatti e dinamiche del mondo, vorremmo provare a condividere e a trasmettere anche a voi un po’ di questa nostra passione. Come Associazione avremmo raggiunto uno dei nostri più grandi obiettivi, che varrebbe molto più di tanti outlook o analisi di rischio Paese. Su questo aspetto, c’è una frase di Saint-Exupéry che potrebbe essere per noi un vero e proprio punto di riferimento: “Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito“. Ecco, con questo stile vogliamo metterci a costruire, e siamo pronti. E voi che dite, in questo nuovo inizio, venite con noi?

 

Alberto Rossi
Alberto Rossi

Classe 1984, laureato nel 2009 in Scienze delle Relazioni Internazionali e dell’Integrazione Europea all’Università Cattolica di Milano (Facoltà di Scienze Politiche). La mia tesi sulla Seconda Intifada è stata svolta “sul campo” tra Israele e Territori Palestinesi vivendo a Gerusalemme, città in cui sono stato più volte, che porto nel cuore e in cui andrei domani a vivere (e sì, sembra assurdo, ma anche mia moglie Cristina verrebbe di corsa con me. Nostra figlia Anita invece, nata a maggio 2015, ancora non ci ha detto cosa ne pensa). Vivo a Milano, dopo 28 anni di Brianza, e sono Responsabile Marketing della Fondazione Italia Cina e analista del CeSIF (Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina). Tra le mie passioni, il calcio (portiere, allenatore, tifoso), la politica, i libri di Giovannino Guareschi, i giochi di magia, il teatro, la radio. Già, la radio: nel 2009 conducevo un programma di esteri su Bmradio.it, e con alcuni amici/colleghi appassionati di geopolitica e relazioni internazionali ci siamo detti: la radio non basta, dovremmo inventarci qualcosa di più per parlarne… Ecco, Il Caffè Geopolitico, di cui sono Presidente, è nato più o meno così.

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