utenti ip tracking
sabato 5 Dicembre 2020
More

    Speciale COVID-19

    La scommessa persa della Svezia

    In 3 sorsi - La Svezia, nel pieno della seconda ondata,...

    Nuova Zelanda: un nuovo Governo e un ritrovato regionalismo

    Caffè Lungo – All’indomani delle elezioni generali del 17 ottobre scorso...

    L’UE unita contro le minacce comuni

    In 3 sorsi - Il 19 novembre si è tenuta la...

    Il secondo lockdown e la frenata dell’economia francese

    In 3 sorsi - L’economia francese, già fortemente provata, vede stime...

    Russiagate: Mueller colpisce il primo, è Paul Manafort

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 1 min.

    Ristretto – La prima “vittima” illustre del Procuratore speciale Mueller a capo dell’indagine sul cosiddetto Russiagate è Paul Manafort, il quale si è consegnato oggi alle autorità federali. Sono 12 i capi d’accusa, tra i quali riciclaggio di denaro, mancata comunicazione di conti bancari esteri, l’aver operato come agente non registrato del Governo ucraino e l’aver mentito alle autorità federali

    Chi è Paul Manafort e perché è importante per il Russiagate?
    La sua carriera inizia con attività di lobbying che l’hanno portato a essere legato a personaggi controversi come l’ex Presidente filippino Marcos, Jonas Savinbi, leader del gruppo guerrigliero angolano UNITA e l’ex Presidente ucraino Viktor Yanukovych. Solo nel 2017 Manafort si è registrato retroattivamente presso il Dipartimento di Giustizia come Agente estero. Una mossa che non gli ha evitato le accuse.
    In politica, è stato consigliere delle campagne di diversi repubblicani come Ford, Reagan, Bush sr e Dole. Nel marzo 2016 entrò nello staff della campagna presidenziale di Donald Trump, diventandone il capo a giugno. Proprio in quel mese avvenne l’incontro a New York tra Donald Trump jr, l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya (che si spacciava per rappresentante del Governo russo e dichiarava di essere in possesso di documenti compromettenti su Hillary Clinton) e lo stesso Manafort. Ad agosto vennero a galla le sue connessioni con Yanukovych e fu costretto a lasciare lo staff di Trump. Non sorprende quindi che il primo a essere colpito dall’indagine di Mueller sia stato proprio lui. Il problema è che potrebbe non essere l’ultimo. Nel frattempo, Trump sta esprimendo tutta la sua rabbia su Twitter.
     
    Emiliano Battisti

    Foto di copertina di marcoverch Licenza: Attribution License

    Emiliano Battisti
    Emiliano Battisti

    Consulente per un’azienda spaziale, sono Segretario Generale e responsabile del coordinamento dei Social Media, del desk Nord America e del desk spaziale. Ho pubblicato il libro Storie Spaziali, edito da Paesi Edizioni.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite