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    Nuovo governo, nuova guerra

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    In attesa che Karzai renda pubblica la lista dei Ministri del suo prossimo Governo afghano, la ricerca di un difficile bilanciamento tra i problematici legami interni del Presidente e le pressioni esterne, soprattutto americane, si complica sempre più

    L'OSPITE INATTESO?  Il Segretario delle Difesa americano Gates ha incontrato martedì il Presidente Karzai a Kabul, per approfondire la discussione sulle questioni chiave riguardanti il nuovo dispiegamento di truppe NATO nel Paese. Di certo l'occasione è stata utile per ribadire a Karzai che il ruolo delle forze afghane non potrà più essere marginale, dal punto di vista dell'impegno per la sicurezza.L'Amministrazione americana vuole quanto prima porre le basi per lasciare il Paese, per lasciare una guerra che, se condotta come negli otto anni passati, non porterà risultati e diventerà un boomerang politico per i leader che la sostengono, Obama in testa.D'altro canto, opportunità politica a parte, proseguire l'impegno in Afghanistan senza sostanziali cambiamenti, nonostante le elezioni, rappresenterebbe una disfatta per tutta la comunità internazionale e rappresenterebbe la fine delle speranze di chi vede nell'Afghanistan non solo un'area strategica da presidiare, ma anche un Paese da non abbandonare.Ad ogni modo, a dare le prime indicazioni su quali possano essere le posizioni e le possibilità del Presidente Karzai, saranno le nomine dei nuovi membri dell'esecutivo, che previste già nei giorni passati, sono slittate a settimana prossima, probabilmente anche per necessità espresse dall'ospite americano. 

     

    I PIATTI DELLA BILANCIA – La pressione interna ed internazionale su Karzai si è concentrata sull'altissimo livello di corruzione del suo passato esecutivo, nonché sulla troppo stretta collaborazione con alcuni tra i maggiori rappresentanti dei “signori della guerra”.Di recente, a seguito del contestatissimo risultato elettorale  e dell'aumentare delle pressioni, è stato dato il via ad una serie di indagini che coinvolgono circa 15 tra membri dell'attuale Governo ed ex Ministri: fonti ufficiose riportano che tre Ministri sono sotto inchiesta e che due mandati d'arresto siano già stati emanati. La tempestività di queste azioni non è certo casuale, ma la sfida di Karzai è ardua: come allontanare dall'esecutivo e dai posti di potere quei soggetti che non sarebbero accettati dalla comunità internazionale e, in parte, dal Parlamento (a cui spetta la ratifica delle nomine)?Sulla bilancia di Karzai pesano dunque da una parte le pressioni esterne e, dall'altra, la consapevolezza che venir meno a taluni accordi, elettorali e non solo, diminuirà pesantemente la sua influenza e la sua capacità di interagire con alcuni importanti gruppi di potere del Paese, che potrebbero avere un ruolo importante nella (in)stabilità del Paese.

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    NOMI NUOVI? – Tra i 26 membri del Governo attuale pochi sono i papabili per una nuova nomina. Dalle dichiarazioni dello staff del Presidente pare che si tenderà a rimpiazzare buona parte dell'esecutivo: le nuove posizioni dovrebbero essere fino a 21, con una importante presenza di tecnocrati ed una minore presenza militare. Se i numeri fossero questi, significherebbe che il peso dato da Karzai alle pressioni internazionali sarà maggiore dei timori legati alle reazioni di quelli che, allora, saranno potenzialmente ex-alleati. Ecco quindi una parziale lista riportata da alcune fonti giornalistiche afghane:

    Ministero degli Interni: Zalmai Rasool Ministero degli Esteri: Said Tayeb Jawad Ministero delle Finanze: Ashraf Ghani Ministero del Commercio: Anwar ul-Haq Ahady (confermato) Ministero dell'Economia: Omar Zakhelwal (confermato) Ministero delle Comunicazioni: Amirzai Sangeen (confermato) Ministero dell'Agricoltura: Asif Rahimi (confermato) Ministero dell'Educazione: Farooq Wardak (confermato) Ministero dell'Informazione e Cultura: Sayed Makhdoom Raheen Ministero degli Affari Femminili: Shukria Barakzai Ministero degli Affari Religiosi: Rohul Aman Ministero della Salute: Najibullah Mojadadi Ministero dei Lavori Pubblici:  Hashem Bolad Ministero di Contrasto alla droga: Mirwais Yasini Ministero dei Trasporti: Sadeq Modaber

    Dovrebbe cambiare anche la guida della Da Afghanistan Bank, la banca centrale del Paese. 

    Pietro Costanzo

    Pietro Costanzo

    Co-fondatore e membro del direttivo. Mi occupo di cooperazione internazionale nel settore della sicurezza. Mi sento Europeo, Italiano e parecchio siciliano. Vivo a Roma: se volete, vediamoci per un caffè… Ogni opinione espressa è strettamente personale.

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