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Insert COIN

In breve

Dove si trova

Dopo le dimissioni del generale McKiernan, il nuovo capo delle forze americane in Afghanistan sostiene che il numero di militari non è sufficiente per arrivare alla stabilità. La nuova proposta COIN ha già avuto successo in Iraq, ma sarà dura ripetersi in uno scenario così diverso e intricato.

PIANO DI ATTACCO – La leadership militare statunitense sta discutendo di nuovo il ruolo degli Usa e delle truppe americane nella campagna in Afghanistan. Ciò avviene dopo un nuovo sondaggio che rivela che la maggioranza degli americani non appoggia più la guerra, la prima della lotta contro il terrorismo e che sta per entrare nel 9° anno. Dopo l'elezione di Obama, il Pentagono ha chiesto un'indagine sugli obiettivi politico-militari e sulla strategia in Afghanistan e le dimissioni del generale David McKiernan, la prima di un Capo di forze nel bel mezzo di una guerra dai tempi di MacArthur in Corea cinquant’anni fa. La ragione per il cambiamento? McKiernan è stato toppo "convenzionale" e "conservatore" nel suo pensiero strategico.

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LA STRATEGIA DI MCCHRYSTAL – La scelta di Obama per guidare il suo nuovo piano in Afghanistan è ricaduta sul generale Stanley McChrystal, ex-capo del comando inter-forze per le operazioni speciali. McChrystal ha assunto il comando in Afghanistan il 15 giugno di quest'anno e ha da subito iniziato a ripensare l'uso delle forze americane e della coalizione nella direzione delle forze speciali. McChrystal è aderente alla filosofia strategica del COIN (COunter INsurgency) del Generale David Petraeus, attuale comandante delle forze americane nel Medio oriente e ex-capo delle forze internazionali in Iraq. Come Petraeus, McChrystal userà i soldati per rendere più sicure le zone urbane nel Afghanistan e per dare un senso di stabilità alla gente, necessità prioritaria prima ancora di altre forme di sviluppo politico e economico.

TEMPI LUNGHI – Le difficoltà si presenteranno fra qualche settimana, quando McChrystal darà al Congresso i risultati della sua ricerca. Fonti ben informate dicono che in tutta probabilità il generale chiederà altre truppe -forse 20 mila– da aggiungersi ai 48 mila soldati che sono già stati aggiunti alla campagna negli ultimi tre anni. L'indagine dirà anche che per la vittoria ci vorrà il coinvolgimento delle forze americane in un’ottica di lungo termine, almeno un decennio. Saranno notizie difficili per la sinistra del partito democratico, la fazione tradizionalmente contraria alla guerra, e per il governo Obama, che sostiene attacchi da due fianchi per la sua strategia militare nel Medio Oriente.

Chris Dittmeier 2 settembre 2009 redazione@ilcaffegeopolitico.it

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Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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