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lunedì 20 Settembre 2021

Indonesia, nuovo epicentro della Covid-19 in Asia

In breve

  • Secondo quanto riportato dal servizio sanitario indonesiano, il numero di contagiati da Covid-19 sarebbe di molto superiore rispetto alle stime ufficiali.
  • La scarsa disponibilità di ossigeno ha costretto alcuni ospedali ad accettare solo i pazienti che fossero in grado di portare il proprio ossigeno da casa.
  • Il preoccupante incremento del numero di bambini uccisi dal virus e di quelli rimasti orfani ha messo in allerta le principali Organizzazioni per i diritti dell’infanzia.

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In 3 sorsiL’Indonesia supera l’India per numero di nuovi casi giornalieri di Covid-19. Il sovraffollamento ospedaliero e la difficoltà nel reperire sufficienti forniture di ossigeno aumentano le criticità. Preoccupa anche l’elevato numero di bambini vittime del virus, mentre l’OMS sottolinea l’importanza di ripartire con le vaccinazioni di routine.

1. L’INDONESIA SUPERA L’INDIA PER NUMERO DI CONTAGI GIORNALIERI

A partire dal 15 luglio l’Indonesia ha superato l’India per numero di contagi giornalieri di Covid-19, presentando 56.757 nuovi casi e 980 morti, ovvero oltre 15mila contagi in più rispetto a quelli registrati lo stesso giorno nella Repubblica indiana (Paese con una popolazione residente di almeno 5 volte superiore). Come riportato dalla CNN il servizio sanitario nazionale ha affermato che i dati relativi al numero di contagiati sarebbero in realtà piuttosto ottimistici, sopratutto a causa dell’insufficiente numero di tamponi effettuati. Secondo alcune stime, infatti, prendendo in esame solo il numero dei contagiati nella capitale Giacarta sarebbe realistico ipotizzare che la cifra effettiva dei casi sia di almeno 12 volte superiore rispetto a quella ufficiale. Non convincono dunque i dati aggiornati al 4 agosto, i quali evidenziano un calo dei contagi giornalieri, che si attesterebbero su 35.867 unità e 1.747 morti.

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Fig. 1 – Funerale di una vittima di Covid-19 in un cimitero di Giacarta, agosto 2021

2. SOVRAFFOLLAMENTO OSPEDALIERO E CARENZA DI OSSIGENO

Secondo quanto riportato dagli esperti sanitari il tragico primato asiatico raggiunto dall’Indonesia nella pandemia sarebbe direttamente collegato alla mancata attuazione di blocchi rigidi e allo scarso numero di investimenti in efficienti sistemi di tracciamento dei contagi. Un elemento di particolare preoccupazione è rappresentato dall’impossibilità, in alcune regioni, di far fronte alla richiesta di cure per via del sovraffollamento delle strutture ospedaliere. A tal riguardo in alcuni casi si è tentato di provvedere tramite l’allestimento di tendoni (la cui capienza tuttavia risulterebbe ancora insufficiente) atti a ospitare i pazienti fino alla liberazione di un posto in corsia. Ad aggravare la situazione ha contribuito la scarsa disponibilità di ossigeno: secondo quanto riportato dal New York Times alcuni ospedali sono stati costretti ad accettare solo i pazienti che fossero in grado di portare il proprio ossigeno da casa. Infatti, dal raggiungimento del picco dei contagi, varie strutture si sono trovate a dover quintuplicare l’utilizzo di ossigeno liquido, mettendo in seria difficoltà i distributori. Quindi sono frequenti i casi in cui nonostante il ricovero in corsia si finisce con il perdere la vita a causa dell’esaurimento delle forniture di ossigeno. Inoltre le lunghe attese dovute al sovraffollamento hanno fatto sì che molte persone rinunciassero a qualsiasi forma di assistenza e cura, optando per l’autoisolamento: di queste, a partire da giugno, ne sarebbero morte oltre 500.

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Fig. 2 – Alcuni bambini giocano in uno slum di Giacarta, agosto 2021. Le principali Organizzazioni internazionali per l’infanzia hanno lanciato l’allarme per l’aumento del numero degli orfani provocato dalla pandemia

3. L’IMPATTO DELLA PANDEMIA SUI BAMBINI

Il tasso di contagi per i bambini in Indonesia ha raggiunto i 362mila casi confermati, di questi circa 700 hanno perso la vita a causa del virus. La criticità della situazione ha messo in allerta le Organizzazioni per i diritti dell’infanzia, le quali hanno anche sottolineato il preoccupante incremento del numero degli orfani. Come riportato da Dino Satria di Save the Children Indonesia è difficile quantificare il numero effettivo, ma risultano comunque essere molti i casi di bambini privi di qualunque figura di supporto, soprattutto se la morte dei genitori non è nemmeno stata denunciata. Per far fronte a tali mancanze Save the Children ha esortato il Governo a un rafforzamento dei sistemi di supporto a livello di comunità. Il principale problema è legato al fatto che alla morte di un individuo non viene rilevato se questo avesse avuto figli o meno, senza considerare che in molti casi i parenti del bambino divenuto orfano, quando presenti, non accettano di prendersene cura perché non possono permetterselo.
Un ulteriore elemento di preoccupazione è legato al fatto che oltre 800mila bambini non hanno potuto fare le vaccinazioni di routine a causa dell’interruzione del servizio in seguito all’attuazione delle misure atte a prevenire l’espandersi della pandemia.
A tal riguardo il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha affermato: “Anche se i Paesi chiedono a gran voce di mettere le mani sui vaccini Covid-19, abbiamo fatto marcia indietro su altre vaccinazioni, lasciando i bambini a rischio di malattie devastanti, ma prevenibili”.

Alessandro Di Folco

Indonesia dan Australia Bermitra untuk Penelitian COVID-19” by Australian Embassy Jakarta is licensed under CC BY

Alessandro Di Folco
Alessandro Di Folco

Nato a Roma, classe ’93. Ho conseguito il titolo di Laurea Magistrale in Scienze Politiche – Relazioni Internazionali –  presso l’Università Sapienza di Roma. Collaboro con il Caffè Geopolitico per l’area asiatica, di cui sono particolarmente interessato.

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