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lunedì 20 Settembre 2021

Storica prima sfiducia di Governo in Svezia

In breve

  • Il Primo Ministro socialdemocratico Stefan Löfven ha subito una sfiducia parlamentare a fine giugno 2021, primo nella storia della Svezia.
  • La causa scatenante è stata il dissenso del Partito della Sinistra alla riforma di liberalizzazione del mercato immobiliare.
  • A orchestrare la crisi è stata l’astro nascente della politica svedese, la leader 36enne Nooshi Dadgostar. 

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In 3 sorsi – Con la perdita di leadership dei socialdemocratici lo scenario politico svedese è sempre più frammentato. Chi sta traendo vantaggio dal tramonto della vecchia guardia sono i partiti più “estremi”, e la nuova generazione di classe dirigente.

1. LE RADICI DEL CONFLITTO

I socialdemocratici svedesi barcollano già da una decina d’anni. Ma la catastrofe elettorale del 2018, in cui registrarono la più bassa preferenza mai avuta dal 1911 (28,3%), ha portato all’ennesimo Governo di minoranza sorretto da un’alleanza quanto mai bizzarra.
Due dei partiti candidati nella coalizione di destra (centristi e liberali) sono infatti balzati sul carro del “vincitore”, accordandosi con socialdemocratici e verdi in cerca di alleati di Governo.
Ciò fu siglato nell’Accordo di gennaio (2019), in cui trovarono conclusione i negoziati che duravano dallo spoglio delle urne nel settembre precedente, senza però fare i conti con l’oste: ovvero il Partito della Sinistra, che gioca storicamente da “outsider” di Governo, concedendo il proprio voto di volta in volta, in base alle proposte.
Nonostante proprio la sinistra avesse teso la mano ai socialdemocratici dopo il disastro elettorale, la possibilità sfumò su espressa richiesta dei centristi, che sottoscrissero l’Accordo di gennaio a condizione che la sinistra venisse esclusa.
Motivo? I piani per la liberalizzazione del mercato immobiliare svedese.

Stoccolma centro
Fig. 1 – Palazzine condominiali nel centro storico di Stoccolma

2. LA MICCIA ESPLODE

Ma, si capisce, un Governo di ampie alleanze con presupposti tanto ristretti nasce praticamente già morto. Così, sordi agli avvertimenti della sinistra che da subito aveva espresso dissenso per alcune delle riforme nell’Accordo di gennaio, il piano di liberalizzazione del mercato immobiliare svedese approda in parlamento lo scorso giugno.
La proposta prevede lo smantellamento del sistema di controllo degli affitti, calmierato dall’obbligatoria contrattazione degli impresari immobiliari con l’associazione nazionale degli inquilini, per favorire la graduale introduzione dei prezzi di mercato.
Un argomento che parla alla pancia del Paese, in cui il 36% della popolazione vive in quelle che in Italia chiameremmo “case popolari” (ma che in Svezia non sono vincolate dal censo) e che rappresentano un terzo dell’intero patrimonio immobiliare nazionale.

manifesto elettorale
Fig. 2 – Manifesti elettorali del Partito della Sinistra durante le elezioni del 2018. Nello slogan principale si legge: “Una Svezia per tutti, non solo per ricchi”

3. L’AGO DELLA BILANCIA

La caduta del Primi Ministro Stefan Löfven, il 21 giugno, non segna solo la prima volta nella storia in cui un Governo svedese crolla per sfiducia parlamentare, ma marca anche l’ascesa della nuova leader della sinistra, Nooshi Dadgostar, come ago della bilancia del rinnovato Governo rosso-verde.
Classe 1985, figlia di rifugiati iraniani e cresciuta a Göteborg, Nooshi ha scalato i ranghi iniziando dalla sezione giovanile locale del partito in una delle zone più ghettizzate della periferia di Stoccolma. La sua scaltrezza politica ha spostato il partito da interlocutore trascurabile a pompa d’ossigeno del Governo in meno di una settimana.
Fu lei, infatti, a lanciare l’ultimatum all’esecutivo se non fosse stata immediatamente ritirata la proposta di legge per la liberalizzazione del mercato immobiliare. Farlo in nome della salvaguardia del “modello svedese” ha significato far leva sia sul “proprio” elettorato, sia su quello del polo opposto.
La crisi è rientrata a inizio luglio grazie al passo indietro dei centristi, ma il nuovo e ancor più precario assetto di Governo è rimasto saldo nelle mani di Nooshi, che in un solo mese ha portato la sinistra al 13,3%, il consenso più alto mai avuto dalla sua fondazione.
Il prossimo bersaglio di Nooshi? La legge di bilancio da votare in autunno, per cui ha già stilato una lista di 4 punti non negoziabili.
Si vedrà a novembre se chi prenderà il posto del dimissionario Stefan Löfven alla guida dei socialdemocratici si dimostrerà più incline a collaborare con la sinistra, o se continuerà sul binario verso il centrismo tracciato dall’ex Primo Ministro nei suoi 10 anni di leadership.

Debora Russo

Immagine in evidenza: “Stefan Löfven” by Socialdemokrater is licensed under CC BY-ND

Debora Russo
Debora Russohttps://www.linkedin.com/in/deborarusso/

Politics geek dalla vena artistica. Laureata triennale in Scienze Politiche e specialistica in Relazioni Internazionali all’Università l’Orientale di Napoli (con periodo di ricerca tesi presso la Sabanci University di Istanbul), ho cercato il mio posto nel mondo fin dalla più tenera età. Fino ai 23 anni ho creduto che fosse il Giappone; poi nel 2015 ho scoperto per caso la Svezia, dove mi sono trasferita 2 anni più tardi ed ho preso un’altra laurea in Interaction Design and Requirement Engineering. Si capisce che continuo a non saper scegliere tra tutto quello che mi piace, ma almeno alla fine il mio posto nel mondo l’ho trovato.

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