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lunedì 18 Ottobre 2021

Germania: Armin Laschet e la CDU non convincono i tedeschi

In breve

  • Armin Laschet è candidato in Germania alle elezioni del 27 settembre per la CDU, una decisione non condivisa dalla maggioranza del partito stesso.
  • Per la prima volta dopo quindici anni Angela Merkel non si candiderà, lasciando un vuoto di potere da colmare.
  • L’impopolarità di Laschet potrebbe aumentare le possibilità di avere un Governo guidato dalla SPD, non più dall’Unione CDU-CSU.

 

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In 3 sorsiArmin Laschet, candidato con la CDU, è l’erede naturale di Merkel, ma continua a calare nei sondaggi, mostrando che i conservatori potrebbero non vincere queste elezioni.

1. L’UOMO CHE NON CONVINCE NEMMENO IL PROPRIO PARTITO

Armin Laschet è il segretario del fronte Cristiano-democratico (CDU) ed è candidato alle elezioni che determineranno il nuovo governo tedesco. Simbolo di continuità e seguace della “filosofia centrista” cara ad Angela Merkel, Laschet prende parte a quelle che la cancelliera stessa ha definito le “più difficili elezioni dal 1949”.
Il prossimo esecutivo dovrà gestire la ripresa post-pandemia, le sfide del cambiamento climatico e le relazioni transatlantiche sempre più complesse: per la prima volta in molti anni, però, potrebbe non essere l’unione CDU-CSU a guidare il Paese.
Laschet, cattolico e fortemente europeista, non convince infatti né i tedeschi, che nei sondaggi hanno attribuito a questa coalizione la percentuale più bassa di sempre, né tantomeno i compagni di partito, che spesso non lo hanno appoggiato e che, secondo lo Spiegel, a volte si imbarazzerebbero anche della sua candidatura.
Rimane fuori dalla corsa politica Markus Söder, leader dell’Unione Cristiano Sociale (CSU) al potere in Baviera, che non sembra soddisfatto della piega che ha preso questa campagna elettorale.
A pesare ci sono anche le numerose gaffe di Laschet, che ha dichiarato che “non si cambierà la politica (ambientale) per una giornata” quando si sono verificate le pesanti inondazioni in Germania, e che è stato accusato di aver copiato il lavoro del politologo Hans Meier nel suo ultimo libro. 
L’evento più significativo rimane tuttavia la visita alle città colpite dal disastro ambientale in cui, senza saperlo, era stato ripreso in un video mentre rideva. Nonostante le scuse i cittadini non sembrano averlo perdonato.

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Fig. 1 – Laschet parla al Bundestag sotto gli occhi di Angela Merkel

2. LA MODERAZIONE TRA GLI ESTREMISMI

La parola chiave usata da Merkel nel proprio discorso d’addio è stata “moderazione“, necessaria, secondo la Cancelliera uscente, per guidare la Germania in questo momento delicato. Essa servirebbe soprattutto a causa degli estremismi di destra e sinistra, che tornano a farsi sentire proprio nel momento in cui la CDU perde consensi.
A preoccupare l’Unione è soprattutto Die Linke (La sinistra, partito di estrema sinistra discendente della RDT), che potrebbe allearsi con il Partito Socialdemocratico della Germania (SPD) e i Verdi per creare un nuovo Governo: sarebbe un evento che modificherebbe molto il profilo dello Stato, dato che negli ultimi 72 anni di storia la coalizione CDU-CSU ha governato per ben 50 anni.
Il Paese, però, sta mutando: fra gli argomenti che preoccupano di più i cittadini spicca il cambiamento climatico, tema caro ai Verdi, e l’ingiustizia sociale, un aspetto per cui, invece, il riferimento è la SPD. In generale un terzo degli intervistati nei sondaggi ha dichiarato che preferirebbe una coalizione guidata da quest’ultimo, un dato che mostra la fragilità della propaganda conservatrice, che usa partiti come Die Linke per spingere gli elettori a continuare a votare CDU .

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Fig. 2 – Un dibattito televisivo fra i tre principali candidati

3. LA PAURA DELL’ESTREMA SINISTRA NON BASTA

La CDU è considerato un partito affidabile per la gestione dell’economia e della pandemia, e i cittadini si fidano ancora dei suoi politici. Tuttavia si respira nell’aria un desiderio di cambiamento, e ciò potrebbe comportare una vittoria relativa della SPD (nei sondaggi al 25%).
Quello che però colpisce di più è l’enorme distanza tra le preferenze per Olaf Scholz, attuale Ministro delle Finanze e candidato per lo SPD, che si attestano al 43%, e Armin Laschet, fermo al 16%. Se le opinioni non cambieranno nelle prossime settimane, il possibile nuovo Governo avrà dunque un Cancelliere non appartenente alla CDU.
In questo caso il cambiamento potrebbe essere netto, visto che oltre alla fine dei quindici anni di Angela Merkel si verificherebbe anche l’ascesa di un altro partito. I voti non si baseranno solo sulla figura singola di Laschet, ma anche su cosa rappresenta oggi la CDU: si vuole continuità o innovazione? 
Tuttavia non si può escludere il pesante ruolo che gli ultimi mesi di campagna elettorale hanno avuto e come Laschet abbia perso popolarità, danneggiando l’immagine del proprio partito e, forse, compromettendo il risultato delle elezioni.

Livia Scalabrelli

Armin Laschet (CDU), Ministerpräsident von Nordrhein-Westfalen” by dirkvorderstrasse is licensed under CC BY

Livia Scalabrelli
Livia Scalabrelli

Studentessa universitaria classe ‘99, laureata in Diplomatic and International Sciences presso l’Università di Bologna; frequento la laurea magistrale Crossing the Mediterranean: towards investment and integration, corso offerto congiuntamente dall’Università Ca’Foscari di Venezia e la Université Paul-Valéry 3 di Montpellier.
Ho vissuto in Portogallo e in Argentina e ho concluso degli scambi più brevi in Danimarca e nel Regno Unito. Per lavoro mi sono occupata di marketing e advertising ma le mie passioni rimangono la scrittura, la geopolitica, le relazioni internazionali.

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