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domenica 17 Ottobre 2021

Verso le presidenziali francesi: Anne Hidalgo scende in campo

In breve

  • Anne Hidalgo, Sindaco di Parigi, ha annunciato la propria candidatura all’Eliseo.
  • In vista del probabile Le Pen vs Macron, molti esponenti della sinistra francese auspicano per le prossime presidenziali la creazione di un blocco unitario con un candidato comune a tutti i partiti della gauche.
  • Anne Hidalgo punta sull’europeismo e sull’ecologismo per una Francia sempre più centrale nell’Unione Europea.

 

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In 3 sorsiLa corsa all’Eliseo si arricchisce di un nuovo concorrente. Anne Hidalgo, socialista e Sindaco di Parigi, ha annunciato che si presenterà alla competizione elettorale del prossimo aprile.

1. IL RITRATTO

Con il discorso a Rouen (Normandia), Anne Hidalgo ha ufficializzato che prenderà parte alla contesa per designare il prossimo inquilino dell’Eliseo.
Hidalgo arriva da diversi anni di esperienza da amministratrice. Ha ricoperto per 10 anni la carica di vicesindaco della Ville Lumière con delega all’Urbanistica e, nel 2014, è stata eletta Sindaco.
Confermata per il secondo mandato nel 2020, la Hidalgo ha posto spesso l’attenzione su temi sociali e ecologisti. Nel suo discorso di candidatura ha promesso, se eletta Presidente, di lavorare per una Repubblica decentralizzata più vicina ai cittadini, con un’attenzione particolare agli aspetti climatici e a salari più giusti per infermieri e insegnanti.
Hidalgo, che durante gli anni da primo cittadino ha dovuto affrontare momenti difficili come gli attentati di Charlie Hebdo e del Bataclan o le devastazioni dei gilets jaunes, ha concentrato molti dei propri sforzi per ridurre la circolazione delle macchine nella città e privilegiare pedoni e ciclisti. Alcuni dei suoi cavalli di battaglia sono stati la realizzazione di piste ciclabili, alloggi sociali e foreste urbane. La popolazione parigina ha comunque opinioni contrastanti sul suo operato: da una parte chi la considera sindaco “radical chic” non attento ai bisogni concreti e quotidiani dei parigini, dall’altra parte chi la esalta per la sua attenzione all’ecologia e alle forme di mobilità sostenibile.
Con lo slogan “una Francia più giusta” si propone di diventare la candidata del Partito socialista (PS), formazione in grave difficoltà di consenso, come testimoniato dai bassi risultati ottenuti alle scorse presidenziali e alle europee del 2019.
La candidatura del primo cittadino della capitale, già ipotizzata da diversi analisti negli scorsi mesi, aggiunge un nuovo “competitor” nella sinistra transalpina. In realtà, per essere ufficialmente candidata, la Hidalgo dovrà passare dalla validazione dal voto interno dei militanti del Partito Socialista, che dovrebbe avvenire a ottobre. Il segretario del PS Olivier Faure, in questi giorni, ha comunque ammesso che l’attuale Sindaco di Parigi rappresenterebbe la scelta migliore.

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Fig. 1 – Anne Hidalgo, 62 anni, Sindaco di Parigi dal 2014

2. LA GAUCHE FRANCESE: TROPPI PARTITI E NESSUN LEADER

Dovesse vincere le primarie, Anne Hidalgo è accreditata dai sondaggi all’8%. Oltre a dover cercare di rilanciare un PS in caduta libera, si troverà inserita in un’area politica composta da diversi partiti e candidati.
Svariati esponenti della sinistra francese, tra cui lo stesso segretario socialista Faure, auspicano per le prossime presidenziali la creazione di un blocco unitario con un candidato comune a tutti i partiti della gauche.
Al momento questo scenario appare comunque difficile da realizzare. Detto delle difficoltà socialiste e con un candidato ancora da definire ufficialmente, la situazione non appare diversa negli altri schieramenti. Il partito dei Verdi (Europe Écologie Les Verts) ha in programma le primarie per fine settembre, mentre altre forze estremiste come il Partito Comunista e Lotta Operaia godono di pochissimo consenso. L’unica forza politica di sinistra che ha già scelto il suo candidato alle presidenziali è France Insoumise con Jean-Luc Mélenchon. Quest’ultimo però non hai mai fatto riferimento, nei propri discorsi, alla possibilità di creare un unico blocco di sinistra. Inoltre in un ipotetico scenario di unico candidato andrebbe verificata la disponibilità di Mélenchon a cedere il posto alla candidatura della Hidalgo e viceversa.
La presenza di un unico programma con un unico candidato Presidente è la volontà della maggior parte degli elettori della sinistra transalpina, che la considerano l’unica possibilità per avere chances di accedere al secondo turno, scenario che attualmente appare estremamente complesso da realizzare. Al netto di un possibile outsider della destra repubblicana, la corsa all’Eliseo appare infatti indirizzata verso il duello Macron vs Le Pen.

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Fig. 2 – Emmanuel Macron, leader del partito La République en Marche, Presidente della Repubblica francese dal 2017

3. LA POSIZIONE VERSO L’UE

Le elezioni presidenziali francesi rappresentano l’evento politico probabilmente più importante dell’Unione Europea per il 2022. La vittoria della Le Pen o di Macron cambieranno profondamente il ruolo di Parigi all’interno del Vecchio Continente, viste le posizioni divergenti dei due. Considerando inoltre il ritiro dalla vita politica di Angela Merkel e il progressivo aumento d’influenza di Mario Draghi, la Francia dovrà definire che posizione assumere nell’UE. Nello stesso periodo si troverà ad assumere la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. Due appuntamenti, quindi, che diranno molto sul ruolo francese e sul rapporto con Bruxelles.
In quest’ottica Anne Hidalgo non mai nascosto il proprio europeismo. In virtù della storia personale – nata in Spagna ed emigrata in Francia all’età di 3 anni – ha più volte ribadito come l’appartenenza della Francia all’Unione Europea rappresenti uno dei pilastri della sua visione politica insieme ai valori repubblicani.
La sua determinazione nel portare avanti battaglie ambientaliste la pone in sinergia con la Commissione Europea a guida Von Der Leyen, considerando ad esempio il New green deal varato dalla Commissione. Queste posizioni, inoltre, la avvicinano alle idee dei Paesi del Nord Europa, dove tradizionalmente i partiti ecologisti godono di forte consenso popolare.
In vista dell’appuntamento del prossimo aprile la strategia dei partiti francesi è ancora in costruzione. Allo stato attuale il secondo turno tra la Le Pen e Macron – che al momento non ha ufficializzato la ricandidatura – appare l’esito più scontato. Se la Hidalgo riuscisse nella impresa di essere eletta – o quantomeno di arrivare al secondo turno – sarebbe un risultato clamoroso, sia per la Francia che per l’UE stessa.
Per la realizzazione di questo scenario dovrebbe vincere le primarie del suo partito, riuscire ad assumere la guida dei partiti della sinistra francese e ottenere un exploit clamoroso di fronte ai favoriti Le Pen e Macron con una campagna elettorale perfetta. Le premesse non sembrano andare in questa direzione, ma i prossimi mesi saranno fondamentali per comprendere le reali ambizioni della Hidalgo nella corsa all’Eliseo.

Luca Rosati

Immagine in evidenza:The chief danger about Paris is that it is such a strong stimulant. -T.S. Eliot” by [email protected] is licensed under CC BY-ND

Luca Rosati
Luca Rosati

Appassionato al processo di integrazione europea e al rapporto tra gli Stati membri, sono laureato in scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Torino. Ho svolto un periodo di studio presso la facoltà di Scienze Sociali di Parigi nell’ambito del programma Erasmus.

Dopo la laurea, ho lavorato due anni presso la pubblica amministrazione francese a Lione dove mi sono occupato della gestione di programmi e fondi europei.

Attualmente sono impiegato presso il dipartimento Affari Europei della Regione Valle d’Aosta dove mi occupo di progettazione europea e di comunicazione sulle attività dell’Unione Europea.

Frequento inoltre il Diploma in Affari Europei dell’ISPI (Istituto Superiore di Politica Internazionale) di Milano.

 

 

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