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    Cile, questa miniera non s’ha da fare

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    Da Coquimbo (Cile) – Santiago blocca un altro polemico progetto minerario che riaccende il dibattito sul delicato equilibrio tra crescita economica e tutela ambientale nel paese andino. La Superintendencia nazionale, organo statale di controllo in materia ambientale, ha ordinato lo scorso maggio la sospensione del progetto Pascua Lama e inflitto alla responsabile dell’opera – la Compagnia mineraria canadese Nevada spa, di cui Barrick Gold è succursale cilena – una multa di circa 16 milioni di dollari. Il settore minerario cileno é da anni nell’occhio del ciclone e le infrastrutture, realizzate per la maggior parte da investitori stranieri, devono fare spesso i conti con la giustizia locale.

     

    ATACAMA, UN TESORO SOMMERSOIl progetto Pascua Lama prevede la costruzione di una miniera per l’estrazione di oro e rame che si situa a 4.500 sul livello del mare al confine tra Cile e Argentina. La miniera dovrebbe occupare prevalentemente il territorio cileno della provincia di Huasco nella regione di Atacama, estremo nord del Cile. La regione è conosciuta per le sue bellezze paesaggistiche, dal deserto più grande dell’America Latina – il deserto di Atacama appunto – ai ghiacciai delle montagne andine al confine con al vicina Argentina. Ma la zona è rinomata anche per le sue immense ricchezze minerarie: si calcola che da Pascua Lama potrebbero essere estratti 18 milioni di once d’oro, 731 di argento e 662 di rame.

    I lavori di costruzione della miniera Pascua Lama da parte di Barrick Gold avevano giá ricevuto uno stop dalla Corte d’appello di Copiapó su ricorso della comunità indigene della zona preoccupate dai danni ambientali derivanti dall’opera. Anche dal versante argentino erano arrivate in passato dure prese di posizione contro il megaprogetto minerario, come le accuse rivolte dal deputato Miguel Bonasso alla presidenta argentina Cristina Fernández di aver firmato due decreti favorevoli a Barrick Gold ed aver posto il veto su un progetto di legge a difesa del territorio di Huasco.

     

    BARRICK GOLD SANZIONATA PER PLURIME VIOLAZIONI AMBIENTALI – La nuova sanzione emessa dalla Superintendencia cilena arriva dopo la verifica da parte delle autorità del mancato rispetto di una Risoluzione di qualificazione ambientale del 2006 che dava via libera all’inizio dei lavori. La valutazione d’impatto ambientale approvata da Cile e Argentina stabilisce che Barrick Gold incorre in una violazione in caso di “rimozione, ricollocamento, distruzione dei ghiacciai allo scopo di estrarre i minerali”. La protezione dei ghiacciai rappresenta, dunque, una delle 400 condizioni imposte al colosso canadese dalla normativa cilena. In questo caso ci sarebbero un inadempimento gravissimo e quattro gravi tra i quali la mancata costruzione di infrastrutture per il trattamento delle acque contaminate derivanti dagli scavi. Per questo la Superintendencia ha ordinato alla multinazionale canadese la creazione di un sistema provvisorio di raccolta, trasporto e scarico dei sedimenti estratti nella zona nord della miniera.

     

    PASCUA LAMA, UN PROGETTO CONTROVERSO – Il caso Barrick Gold ha riaperto una grande polemica in Cile sul futuro del progetto minerario che, sin dalla posa della prima pietra, ha diviso il Paese in favorevoli e contrari. L’investimento totale del colosso canadese per il progetto si aggira sugli 8,5 miliardi di dollari, per una rendita mineraria che potrebbe durare 23 anni. Durante la sua gestazione però, Pascua Lama ha incontrato la ferma opposizione delle organizzazioni ambientaliste cilene e argentine, che sono riuscite a ritardare l’avanzamento dei lavori con una serie di ricorsi contro Barrick Gold.

    Gli oppositori del progetto Pascua Lama sostengono che il danno principale provocato dall’attività mineraria è rappresentato dalla “cianurizzazione” dell’oro, un processo chimico comune nell’estrazione aurifera che contamina acque e ghiacciai. A queste critiche, Barrick Gold ha risposto negando l’uso di acido sulfurico e mercurio, sostituiti da una soluzione di cianuro di facile smaltimento. Un’altra accusa rivolta alla compagnia canadese dalle associazioni ambientaliste è quella di essersi comprata il favore degli abitanti di Huasco promettendo 60 milioni di dollari per la costruzione di infrastrutture per lo sviluppo del territorio.

    L’opera, infine, inciderebbe sulla somministrazione d’acqua agli oltre 70.000 contadini della valle del Huasco, che rimarrebbero così sprovvisti di un elemento essenziale per le coltivazioni. Secondo gli ambientalisti, ogni grammo di oro estratto da Pascua Lama comporterà la rimozione di 4 tonnellate di roccia, il consumo di 380 litri di acqua, 43,6 KWh di elettricità (pari al consumo settimanale di una famiglia media cilena) e 850 grammi di cianuro di sodio.

     

    PascuaLamaMap
    L’area tra Cile e Argentina dove si dovrebbe realizzare il contestato progetto

    FUTURO DELL’OPERA E BUONI RAPPORTI CILE-CANADA – Per il momento la Barrick Gold nicchia. I lavori del progetto Pascua Lama  sono ad uno stato di avanzamento dell’80%, con un investimento attuale di circa 4.800 milioni di dollari. Il sovrintendente ambientale cileno, Juan Carlos Monckeberg, ha dichiarato in una recente intervista che dopo questa ulteriore sospensione, l’impresa canadese potrebbe aver bisogno di 1 o 2 anni per riattivare il progetto. Dal canto suo, il presidente del colosso canadese, John Thornton, ha definito “giusta e corretta” la decisione della Superintendencia di sospendere l’opera e sanzionare la compagnia. Thornton ha inoltre promesso la rapida applicazione della misure ordinate dall’organo di controllo.

    La maximulta a Barrick Gold arriva in un momento in cui le già ottime relazioni commerciali tra Cile e Canada si stanno rafforzando. Lo scorso 30 maggio i due Paesi hanno siglato un nuovo accordo sul Trattato di libero commercio (TLC) per aumentare gli scambi soprattutto nel settore minerario ed educativo. Si tratta del terzo ampliamento del TLC firmato nel 1996, il primo accordo bilaterale stipulato dal Cile e anche il primo per il Canada con un paese latinoamericano. Durante i suoi primi 10 anni di vita, il TLC ha prodotto un aumento degli scambi commerciali tra i due paesi dai 718 milioni di dollari del ’96 ai 2.340 del 2006, un balzo di quasi 266%.

    Durante l’incontro con il premier canadese, il presidente cileno Sebastián Piñera ha rassicurato gli investitori sulla tenuta degli investimenti stranieri in Cile. Con riferimento al caso Pascua Lama, Piñera ha assicurato che “appena saranno applicate tutte le misure richieste inizialmente per la costruzione della miniera, i lavori potranno continuare”.

     

    Da Coquimbo (Cile)Alfredo D’Alessandro

    Alfredo D'Alessandro
    Alfredo D'Alessandro

    Mi sono laureato in giurisprudenza nel 2010 presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata. Durante la mia carriera universitaria ho partecipato al programma Erasmus che mi ha consentito di vivere nella splendida Granada. Ho anche altre esperienze all’estero: una a Buenos Aires, dove ho svolto una ricerca per la tesi di laurea presso la Universidad Austral, e una a Santiago del Cile, dove sono stato stagista per la ONG Amnesty International. Dopo varie esperienze lavorative adesso sogno di tonare in America Latina per completare l’esplorazione dell’adorato Cono Sur!

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