Ristretto – I giudici costituzionali hanno dichiarato illegittima la nomina di Jeanine Áñez a nuovo Capo di Stato, che da marzo 2021 si trova in carcere con l’accusa di aver ordito un golpe interno al Governo Morales.
Dopo due anni di tensioni la Corte Costituzionale boliviana ha scritto la parola fine sulla vicenda. Jeanine Áñez, diventata Presidente ad interim a novembre del 2019 e rimasta in carica per un anno, non poteva assumere quella carica, poiché secondo i giudici “all’epoca non si verificò nessun vuoto di potere” che potesse giustificare la sua nomina.
Ricordiamo che nel 2019, dopo la vittoria alle elezioni da parte di Evo Morales e le veementi proteste di piazza, Morales decise di lasciare la Bolivia assieme al suo vice e ai Presidenti di Camera e Senato. Approfittando del caos istituzionale Áñez venne proclamata Presidente della Repubblica ad interim, in quanto rappresentante delle opposizioni di centrodestra, le quali affermavano di essere le vere trionfatrici delle elezioni. Secondo le disposizioni costituzionali boliviane Áñez avrebbe dovuto ottenere il via libera dal Parlamento, ma non ci riuscì perché i deputati fedeli a Morales disertarono il voto, non consentendo di raggiungere il numero legale. Motivo per cui, nonostante non fossero presenti la metà più uno degli aventi diritto, Jeanine Áñez venne eletta nuovo Capo di Stato. Avrebbe dovuto occupare quel posto solo per tre mesi, ma a causa della pandemia, è rimasta fino al novembre del 2020. Grazie a questa nuova pronuncia la Corte ha specificato che “le rinunce devono essere trattate e accettate dall’Aula, mentre la sostituzione temporale non significa che il sostituto assuma l’incarico di Presidente”. All’epoca Jeanine Áñez era la seconda vicepresidente della Camera e venne nominata Capo di Stato solo dopo che tutti i predecessori nella linea di successione avevano declinato, ma queste rinunce non vennero mai discusse in Parlamento, quindi secondo la Corte Suprema sono illegittime. Così come la nomina di Jeanine Áñez, che dal marzo 2021 si trova in custodia cautelare nel carcere di La Paz con l’accusa di sedizione, terrorismo e cospirazione. Tre reati che sarebbero stati commessi per prendere e mantenere il potere in Bolivia.
Mattia Fossati
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