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martedì 7 Dicembre 2021

Chi era Colin Powell

In breve

  • Colin Luther Powell è stato un Generale, politico e diplomatico statunitense che ha lavorato in Vietnam, Corea e Medio Oriente.
  • È stato il primo Capo di Stato Maggiore e Segretario di Stato afroamericano negli Stati Uniti.
  • È colui che sostenne la teoria delle armi di distruzione di massa in Iraq che portò all’invasione statunitense nel 2003.

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In 3 sorsi – Colin Luther Powell è stato un politico, diplomatico, Generale statunitense, prima di essere nominato il 65° Segretario di Stato dal Presidente George W. Bush. È stato anche il primo afroamericano Capo di Stato Maggiore per tutte le Forze Armate degli Stati Uniti e prima ancora Consigliere per la Sicurezza Nazionale.

1. I PRIMI ANNI NELL’ESERCITO

Il 18 ottobre 2021 Colin Luther Powell è venuto a mancare dopo aver contratto la Covid-19, ma essendo già indebolito a causa di un mieloma multiplo. È considerato una delle figure politiche e militari più importanti negli Stati Uniti e che ha lasciato il segno sulla politica estera USA a cavallo tra il XX e il XXI secolo.
Nato nel 1937 a Harlem, New York, Colin Powell iniziò la sua carriera nell’Esercito statunitense da giovanissimo, poco dopo essersi iscritto alla City College of New York. Fin da subito si arruolò nei Reserve Officers’ Training Corps, ovvero il gruppo di addestramento delle Forze Armate statunitensi all’interno delle università. Nel 1958 si laureò in geologia e subito dopo ottenne la nomina a Sottotenente dell’Esercito. Rimase un membro operativo delle Forze Armate statunitensi per 35 anni, prestando servizio per due turni nella guerra in Vietnam, nel 1962 e nel 1968, in Germania dell’Ovest e in Corea del Sud.
Nel 1971, poco dopo essere tornato dalla guerra in Vietnam, si iscrisse nuovamente all’università, questa volta per conseguire un Master in Business Administration (MBA) presso la George Washington University. Nel 1972 vinse una borsa di studio per il prestigioso fellowship della Casa Bianca, che concluse nel 1973 durante la Presidenza di Richard Nixon, periodo dopo il quale iniziò ad avvicinarsi per la prima volta al mondo della politica.
Successivamente diventò l’assistente più alto in grado del Segretario della Difesa Casper Weinberger, aiutando quest’ultimo durante l’invasione di Grenada e a coordinare gli attacchi missilistici verso la Libia del 1986. In questi anni fu anche coinvolto nell’Iran-Contra Affiar, ovvero lo scandalo politico che macchiò la Presidenza di Ronald Reagan. Infatti il Segretario della Difesa Weinberger, assieme al Tenente Colonnello Oliver North, aveva aiutato a contrabbandare armi in Iran (in quel periodo soggetto a embargo) da Israele, con lo scopo di farle poi arrivare in Nicaragua per finanziare la rivoluzione dei Contras – operazione vietata dal Congresso.

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Fig. 2 – Le bandiere a mezz’asta alla Casa Bianca per la morte di Colin Powell

2. COLIN POWELL: IL GENERALE POLITICO

Nel 1987 Powell diventò il Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Presidente Reagan. In questa veste aiutò il Presidente a negoziare alcuni dei più importanti accordi stipulati negli anni con l’ex Unione Sovietica, tra cui quelli riguardanti il controllo degli armamenti nucleari. Con la Presidenza di George H.W. Bush Sr., Powell venne promosso alla carica di Generale, la terza persona a raggiungere questo grado senza aver mai servito come Comandante sul campo. Poco dopo, nel 1989, il Presidente Bush lo nominò Capo degli Stati Maggiori riuniti delle Forze Armate degli Stati Uniti, il massimo grado militare raggiungibile, diventando così il primo afroamericano a servire in questa posizione. Ricoprì questo ruolo fino al 1993 anche durante i primi anni della Presidenza di Bill Clinton.
Come Capo di Stato Maggiore supervisionò diverse operazioni militari, tra cui Desert Storm nel 1991 durante la Guerra del Golfo. Non fu, però, una figura amata da tutti nella Casa Bianca, essendo molto spesso contrario alle decisioni politiche che non ponevano al primo posto le Forze Armate. Nel 1992, riferendosi alla guerra in Bosnia, dichiarò che “i soldati americani non sono delle pedine da gioco e non possono essere spostati dove vogliamo quando vogliamo”, per sottolineare che questi non potevano essere schierati lì solo perché era politicamente giusto. Queste sue opinioni, basate sulla “cautela prima di ogni cosa”, vengono difatti ricordate come la “Powell Doctrine”, ovvero la dottrina secondo la quale è necessario scegliere accuratamente le battaglie da portare avanti, agendo con la convinzione che il potere spesso sta nella moderazione.

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Fig. 2 – Il Segretario di Stato Colin Powell alla NATO nel febbraio 2001

3. IL PRIMO SEGRETARIO DI STATO AFROAMERICANO          

Nel 2001 diventò il primo Segretario di Stato afroamericano negli Stati Uniti grazie alla nomina dell’allora neoeletto Presidente George W. Bush. Come ricorda il Dipartimento di Stato USA, nei primi anni Powell ha posto l’accento sulla riaffermazione delle alleanze diplomatiche in tutto il mondo, sostenendo un sistema nazionale di difesa missilistica, lavorando per la pace in Medio Oriente e dando priorità alle sanzioni invece che alla forza in potenziali punti caldi come l’Iraq. Powell si concentrò sul rinvigorimento della diplomazia statunitense attraverso riforme della cultura organizzativa del Dipartimento di Stato e un’infusione di risorse per il personale, la tecnologia dell’informazione, la sicurezza e le strutture.
Nonostante gran parte del suo mandato sia ricordato per la guerra contro il terrorismo in seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001, Powell non limitò le sue azioni solo a questa area. Infatti in quegli anni portò avanti anche azioni di politica estera in relazione alla Russia, alla Cina e alla Corea del Nord. Per quanto riguarda il Medio Oriente, sostenne la priorità della risoluzione del conflitto israelo-palestinese sugli altri dossier, quale base per arrivare alla pace nell’area.
Nel 2003 fu un grande sostenitore dell’invasione statunitense dell’Iraq. Powell suggerì che le sanzioni verso l’Iraq non avrebbero frenato Saddam Hussein nel suo intento di fabbricare armi di distruzione di massa. Il Segretario, infatti, era convinto che Hussein avesse delle armi chimiche e che ne stesse costruendo altre da usare contro gli Stati Uniti. Riguardo a questa vicenda, nel febbraio del 2003, durante un discorso alle Nazioni Unite, mostrò una fiala contenente qualcosa di chimico che, secondo quanto affermò, proveniva dall’Iraq. Queste dichiarazioni furono poi smentite in seguito a un’inchiesta nel 2004 e Powell venne accusato di aver falsificato le prove. L’anno seguente Powell testimoniò dinanzi al Congresso ammettendo il proprio errore e in seguito diede le dimissioni. Questa storia pesa ancora molto sulla sua eredità storico-politica.
Colin Powell è stato sempre un grande sostenitore del Partito Repubblicano, nonostante questo non gli abbia impedito di essere contrario alla Presidenza di Trump, criticandone più volte le politiche. L’ultimo suo atto politico lo ha compiuto a gennaio del 2021, quando ha lasciato il partito in seguito all’assalto al Congresso degli Stati Uniti da parte dei sostenitori di Trump.

Giulia Valeria Anderson

Foto di copertina: “Secretary of State Colin Powell visited India January 17-18, 2002” by U.S. Embassy New Delhi is licensed under CC BY-ND

Giulia Valeria Anderson
Giulia Valeria Anderson

Praticante giornalista presso Formiche.net, collaboratrice freelance con l’Istituto Curdo di Washington e research fellow per the Square. Sono laureata magistrale in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove mi sono specializzata sui rapporti USA-Medio Oriente, con un focus sulla politica estera statunitense verso l’Iraq e i Curdi. Sono affascinata dalla politica estera USA, il mio paese d’origine, ma innamorata dell’Italia – e dei suoi caffè espresso!

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