utenti ip tracking
mercoledì 25 Novembre 2020
More

    Speciale COVID-19

    Covid e tribù dominano le elezioni in Giordania

    In 3 sorsi - Le elezioni parlamentari in Giordania non hanno...

    Il rapporto franco-tedesco a seguito della pandemia

    In 3 sorsi - A seguito della pandemia la Germania sta...

    Stop al virus della disinformazione

    La pandemia ha offerto nuove opportunità ai gruppi criminali? Decisamente tante,...

    Australia, luci e ombre alla fine del tunnel Covid-19

    Analisi - Terzo appuntamento con "Un Caffè agli Antipodi". Melbourne esce...

    Lo Zimbabwe sceglie un nuovo Presidente

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 1 min.

    RistrettoPer la prima volta dal 1980 lo Zimbabwe ha votato senza la presenza di Robert Mugabe, destituito nel novembre 2017 da un golpe incruento.

    Per il Paese è stato un passaggio storico: i cittadini sono stati chiamati a scegliere la direzione di una transizione che sarà prevedibilmente lunga e complessa, durante la quale lo Zimbabwe dovrà ridurre le tensioni, ricostruire l’economia e ritrovare il proprio posizionamento internazionale, tra gli USA, il Commonwealth e la sempre maggiore presenza cinese.

    Nelle urne si sono sfidate infatti due visioni politiche molto diverse, anche per i trascorsi dei principali candidati. Da un lato c’era l’attuale presidente Emmerson Mnangagwa, un tempo braccio destro di Mugabe, poi tra i protagonisti del golpe, che con il partito di Governo, lo ZANU-PF, punta a gestire il potere in un’ottica di moderato cambiamento in continuità con il passato – una soluzione molto gradita alla Cina.

    Dall’altra parte, invece, il candidato dell’MDC-T, Nelson Chamisa, il quale propone una netta inversione soprattutto economica, a cominciare dalla volontà – difficilmente attuabile – di rivedere i rapporti con Pechino, preferendo cercare la sponda degli Stati Uniti.

    Nonostante i timori della vigilia – il 23 giugno Mnangagwa è sfuggito a un attentato, – le operazioni di voto si sono svolte quasi ovunque in modo pacifico e regolare, con un’affluenza che in alcune zone ha superato l’80%. Per i risultati occorrerà attendere alcuni giorni, ma già da stamani Chamisa ha cominciato a rivendicare la vittoria, sostenendo di essere «clamorosamente in vantaggio».

    L’eventuale – e, secondo i sondaggi, probabile – ballottaggio sarà l’8 settembre.

    Beniamino Franceschini

    Beniamino Franceschini
    Beniamino Franceschini

    Classe 1986, vivo sulla Costa degli Etruschi, in Toscana. Laureato in Studi Internazionali e dottorando di ricerca in Scienze Politiche all’Università di Pisa, sono specializzato in geopolitica e marketing elettorale. Mi occupo come libero professionista di analisi politica (con focus sull’Africa subsahariana), formazione e consulenza aziendale. Sono vicepresidente del Caffè Geopolitico e collaboro al coordinamento del desk Africa. Ho un gatto bianco e rosso chiamato Garibaldi.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite