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mercoledì 25 Maggio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Verso la transizione energetica: i vantaggi del biometano

In breve

  • Il biometano potrebbe essere una risorsa fondamentale per la decarbonizzazione di alcuni settori strategici. 
  • Nonostante gli ingenti investimenti messi in campo dalle principali aziende energetiche italiane ed europee esistono alcuni ostacoli normativi e burocratici che rallentano la crescita dell’intera filiera.
  • Il conflitto tra Russia e Ucraina potrebbe favorire un maggiore riconoscimento dei combustibili alternativi come biometano e idrogeno da parte delle istituzioni europee, come dimostra la presentazione del piano REpowerEU. 

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In 3 Sorsi – La Commissione ha abbozzato un piano per diminuire gradualmente la dipendenza europea dalle risorse russe. Il biometano, per caratteristiche, risulterà fondamentale per la sua buona riuscita.

1. COS’È IL BIOMETANO

Il biometano è una fonte di energia rinnovabile ricavabile da biomasse agricole e industriali o dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU). Attraverso la raffinazione dei cosiddetti biogas, derivati dalla fermentazione di sostanze organiche o dai rifiuti, si ottiene un prodotto con le stesse proprietà chimiche del gas naturale. Il vantaggio è duplice: il primo deriva dalle caratteristiche chimiche appunto, che ne facilitano il trasporto potendo sfruttare le stesse infrastrutture utilizzate per il metano. Il secondo riguarda invece l’impatto ambientale del biometano. Le emissioni della produzione sono di gran lunga inferiori ai comuni processi di estrazione del gas naturale – grazie al meccanismo di cattura delle particelle di CO2 – con una conseguente valorizzazione degli scarti. Una risorsa dunque perfettamente in linea con il concetto di economia circolare. L’utilizzo del biometano come combustibile potrebbe rappresentare la chiave per la decarbonizzazione del settore dei trasporti e non solo, anche il settore industriale e quello residenziale (in termini di riscaldamento e raffreddamento) potrebbero beneficiarne.

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Fig. 1 – Una centrale di biomasse tedesca, Germania 2020.

2. GLI OSTACOLI ALLA CRESCITA DEL SETTORE PRIMA DELLA CRISI

In Italia, Snam – che controlla oltre il 95% del trasporto di gas sul suolo nazionale – è sempre figurata tra i principali promotori della filiera, impegnandosi nella realizzazione di nuovi impianti e soprattutto nella riconversione di quelli già esistenti (nel nostro Paese sono presenti circa 1700 impianti di biogas potenzialmente riconvertibili). Nel piano strategico dell’azienda per il periodo 2021-2025 si prevede uno stanziamento di circa 850 milioni, di cui 100 per la mobilità sostenibile, solo per il biometano. Nonostante gli ingenti investimenti messi in campo dai player nazionali in Italia e non solo, sussistono alcuni ostacoli a livello europeo nel campo dei gas rinnovabili. La European Biogas Association (EBA) ha individuato queste criticità nel tessuto di leggi (“Fitfor55”) elaborato dalla Commissione europea per la transizione energetica che non include gli adeguati finanziamenti e incentivi necessari per la crescita settore. La principale tra queste riguarda la revisione della direttiva sulle energie rinnovabili (RED II) che andrebbe a limitare lo sfruttamento delle biomasse, necessarie a generare i biogas e quindi il biometano. Oltre alla RED II, l’EBA auspica una riformulazione dell’Emissions Trading System (ETS) di modo che produrre biogas costituisca per gli agricoltori un vantaggio e non una spesa da sostenere.

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Fig. 2 – Il premier Mario Draghi e la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, Bruxelles 2022.

3. L’IMPORTANZA DELLE FONTI ALTERNATIVE NEL CONTESTO INTERNAZIONALE

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha spinto la Commissione europea a correre ai ripari con una bozza di un piano che mira a diminuire in modo graduale la dipendenza europea dalle risorse russe, denominato “REPowerEU. Il piano potrebbe rappresentare una svolta per lo sviluppo dei combustibili alternativi come biometano e idrogeno se si attuasse un totale azzeramento delle barriere burocratiche e normative. Se la crisi in atto accelera il processo di affrancamento dalle risorse russe (e quindi da gas e petrolio), paradossalmente la transizione ecologica dei Paesi europei rischia di rallentare a causa degli effetti devastanti che la guerra avrà sulle economie dei Paesi membri, come dimostrano le parole del premier Draghi sulla probabile riapertura delle centrali a carbone sul suolo nazionale. Proprio alla luce dei cambiamenti nel panorama internazionale diventa ancor più cruciale la programmazione sulle fonti rinnovabili da qui ai prossimi anni. Risorse alternative a eolico e solare più programmabili come il biometano sono fondamentali per riequilibrare il mix energetico italiano ed europeo a sfavore dei combustibili fossili. Il piano REpower potrebbe dare il giusto risalto ai combustibili alternativi, finora accantonati dalla Commissione.

Matteo Camporese

Photo by Magnascan is licensed under CC BY-NC-SA 

Matteo Camporese
Matteo Camporese

Nato nel 1995. Padova-Roma è il tragitto che ho percorso più volte in assoluto, con qualche deviazione a Pristina e Bordeaux. Laureato in Global Studies alla Luiss Guido Carli, vorrei approfondire e divulgare questioni legate al cambiamento climatico e alla transizione energetica. Il caffè della moka è più buono delle capsule!

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