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mercoledì 25 Maggio 2022

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Perù, torna in libertà l’ex Presidente Fujimori condannato per crimini contro l’umanità

In breve

  • La Corte Suprema del Perù libererà Alberto Fujimori, ex Presidente del Perù dal 1990 al 2000, dopo 12 anni di carcere.
  • Era stato condannato per crimini contro l’umanità per essere stato il mandante delle stragi compiute dai paramilitari nel corso del suo mandato.
  • La notizia ha provocato dure reazioni da parte dell’opinione pubblica e dalle Nazioni Unite, che hanno invitato la Corte Suprema peruviana a rispettare i diritti delle vittime.

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In 3 SorsiLa Corte Suprema ha concesso l’indulto nei confronti di Alberto Fujimori, ex Presidente del Perù condannato in via definitiva a 25 anni di carcere per i massacri compiuti dagli squadroni della morte contro la popolazione civile.

1. LA PENA CANCELLATA

Alberto Fujimori verrà liberato. Lo ha deciso il Tribunal Constitucional del Perù accettando un nuovo habeas corpus presentato dall’ex Presidente. In realtà Fujimori sarebbe dovuto uscire già nel 2017, quando il Presidente Pablo Kuczynski concesse all’ex Capo di Stato l’indulto per gravi problemi di salute. La decisione generò talmente tante critiche che l’anno seguente la Corte Interamericana dei Diritti Umani pretese dal Perù la revoca di quel provvedimento. Ciò costrinse la Corte Suprema a fare marcia indietro e così Fujimori dovette fare ritorno in carcere. Oggi, però, sono stati gli stessi giudici costituzionali peruviani ad ammettere l’errore e a restituire la libertà a Fujimori.
Salvo nuovi colpi di scena l’ex Presidente tornerà a piede libero, nonostante pesi contro di lui una condanna a venticinque anni di carcere per crimini contro l’umanità.

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Fig. 1 – La notizia della liberazione di Fujimori ha provocato grandi manifestazioni contro la decisione della Corte Suprema

2. I MASSACRI ORDINATI DA FUJIMORI

Fujimori rimase alla guida del Perù dal 1990 al 2000. Si contraddistinse per i modi autoritari e i forti tagli alla spesa pubblica, in modo da far uscire il Paese dalla grave crisi economica in cui era precipitato. Pugno duro venne usato anche contro Sendero Luminoso, il principale gruppo guerrigliero che sin dagli anni Settanta aveva messo a ferro e fuoco molte aree del Perù. Proprio per questo Fujimori propose misure durissime per sconfiggere i guerriglieri, favorendo la creazione di bande paramilitari. Uno di questi squadroni della morte era il Grupo Colina, che il 3 novembre 1991 portò a termine un raid nel Barrios Altos di Lima con l’obiettivo di scovare i combattenti di Sendero Luminoso. Rimasero uccise quindici persone, nessuna delle quali era parte integrante della guerriglia. A ordinare questo massacro fu proprio l’allora Presidente Alberto Fujimori. Stessa dinamica accadde il 18 luglio 1992, quando un’altra squadraccia di paramilitari assassinò nove studenti e un professore fuori dal campus dell’Università La Cantuta a Lima, così come per il sequestro e la tortura del giornalista Gustavo Gorriti e l’imprenditore Samuel Dyer, fatti per i quali Fujimori è stato individuato come mandante. Sapendo di poter essere indagato per i quattro massacri compiuti dai paramilitari durante il proprio mandato, poco prima che scadesse l’ultimo incarico come Presidente della Repubblica, Fujimori si rifugiò in Giappone, grazie alla doppia cittadinanza. Venne arrestato solo nel 2005, quando si recò in Cile per poter rientrare in Perù, dove aveva intenzione di presentare la candidatura per le elezioni del 2006. Il giorno seguente il suo arrivo a Santiago del Cile fu fermato dalla polizia locale, che stava eseguendo il mandato di cattura emesso dall’Interpol. Nel 2010 è stato condannato in via definitiva a venticinque anni di carcere per i fatti elencati in precedenza, che sono stati considerati dalla Corte Suprema crimini contro l’umanità. Altri casi sono stati aperti contro di lui tra il 2009 ed il 2015, poiché sospettato di avere impiegato fondi pubblici per spiare gli avversari politici oppure per finanziare giornali favorevoli  alla sua rielezione. Però è sempre stato assolto, così come per il programma di sterilizzazione di massa promosso dal suo Governo per impedire alle fasce sociali più deboli di riprodursi.

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Fig. 2 – Alberto Fujimori, ex Presidente del Perù dal 1990 al 2000, tornerà in libertà dopo 12 anni carcere

3. L’ONU CRITICA IL PERÙ

La liberazione di Fujimori ha destato grande preoccupazione a livello internazionale. “È una garanzia dell’impunità per i potenti”, ha commentato il premier Anibal Torres, mentre l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha invitato la Corte Suprema a “rispettare i diritti delle vittime”. Ora, in base alle raccomandazioni della Corte Interamericana dei Diritti Umani, i magistrati costituzionali peruviani avranno tempo fino al 25 marzo per motivare la decisione. Difficile prevedere cosa succederà, ma è opportuno ricordare che il fujimorismo gode di forte consenso in buona parte del Perù: basti pensare che Keiko Fujimori, figlia dell’ex Presidente, ha sfiorato la maggioranza alle ultime elezioni presidenziali, vinte di misura da Pedro Castillo. 

Mattia Fossati

Comenzaron los juicios a Fujimori” by Pedro Rivas Ugaz is licensed under CC BY

Mattia Fossati
Mattia Fossati

Friulano di nascita, bolognese per meriti accademici. Mi sono laureato in Scienze Politiche per poi specializzarmi in Giornalismo. Mi occupo di mafia, corruzione e narcotraffico. Ho svolto un tirocinio in Brasile effettuando svariati video-reportage delle manifestazioni studentesche contro i tagli del Governo Bolsonaro.  In seguito sono partito per un viaggio dal Cile alla Colombia per scrivere un libro sulle nuove rotte dei narcos. Follemente innamorato delle mie due case: Venezia e l’America Latina. Non potrei mai rinunciare a un buon caffè o a bere il mate in compagnia.

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