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venerdì 20 Maggio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Le immagini di Bucha non fermano la propaganda del Cremlino

In breve

  • Mentre riprendevano il controllo dei dintorni di Kyiv le Forze Armate ucraine hanno trovato i corpi di circa 300 civili nella cittadina di Bucha, molti con le mani legate dietro la schiena e abbandonati lungo la strada.
  • Accusata di crimini di guerra, la Russia nega ogni responsabilità e sostiene che si tratti di una messinscena ucraina per danneggiare la sua reputazione. I complottisti, anche italiani, danno ampia eco a tale versione dei fatti.
  • Le indagini della stampa internazionale, tra cui quelle del New York Times, sottolineano tuttavia il coinvolgimento dell’esercito di Mosca nell’eccidio e individuano anche i potenziali colpevoli, appartenenti a un’unita di artiglieria motorizzata proveniente dalla Siberia.

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AnalisiNella città di Bucha, vicino a Kyiv, l’esercito russo ritirandosi si è lasciato alle spalle decine di cadaveri. Sono sempre di più le prove che evidenziano le responsabilità delle Forze Armate russe nel massacro di civili nel sobborgo della capitale ucraina, ma non mancano le teorie che negano la loro veridicità.

COSA È SUCCESSO A BUCHA

La mattanza di Bucha sarebbe il risultato di una presunta esecuzione sommaria. Le Forze Armate ucraine, riottenuto il controllo della frazione, dichiarano di aver trovato a Bucha i cadaveri di circa 300 civili, molti con le mani legate dietro alla schiena o con uno straccio bianco, simbolo di resa. Alcuni corpi erano in fila sulla strada principale della città ucraina, la Yabluska, altri invece giacevano in fosse comuni. Le immagini satellitari del sobborgo mostrano una trincea di circa una quindicina di metri scavata intorno a una chiesa. Il rilievo indicherebbe la presenza di una fossa comune per i cadaveri dei civili uccisi.
Mykhailo Podolyak, consigliere del Presidente Zelensky, su Twitter ha accusato la Russia di “genocidio pianificato”, stessa accusa rivolta dal Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki, che ha chiesto un’indagine internazionale.
Alle immagini e testimonianze da Bucha si aggiungono le accuse mosse dalla ONG Human Rights Watch, che documenta un alto livello di “unspeakable, deliberate cruelty and violence against Ukrainian civilians”, denunciando crimini di guerra come stupro, tortura ed esecuzione sommaria ai danni di civili ucraini sotto l’occupazione russa.

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Fig. 1 – La polizia ucraina conduce le prime operazioni di identificazione delle vittime del massacro di Bucha, 6 aprile 2022

IL COMPLOTTISMO ABBRACCIA LA PROPAGANDE DEL CREMLINO

Eppure, dopo la divulgazione delle terribili immagini, sui social fino ai forum internazionali, sono circolate diverse teorie. Tra questi il Vice Rappresentante Permanente della Russia all’ONU, Alexander Alimov, che su Twitter ha affermato: “Le foto e i video che arrivano da Bucha sono un’altra produzione del regime di Kiev e dei media occidentali“. Alimov ha allegato al tweet il comunicato del Ministero della Difesa russo che, a sua volta, nega qualsiasi coinvolgimento nella strage e afferma che i soldati russi avrebbero lasciato la cittadina già il 30 marzo scorso. Lo stesso Ministro degli Esteri Lavrov si è unito alle accuse di complotto ai danni del proprio Paese sostenendo che il massacro sia stato organizzato dalla NATO, Stati Uniti in testa, per convincere l’opinione pubblica occidentale della necessità di combattere la Russia.
Sui social, invece, molte pagine gestite da italiani hanno rilanciato numerose fake, avvalorando la propaganda russa in merito alla non veridicità delle immagini. Da una rapida lettura dei commenti apparsi su una famosa testata nazionale possiamo vedere come questi vadano dai toni più blandi (“non possiamo sapere cosa sia vero e cosa no”) a quelli più deliranti (“non sapevo che in Ucraina ci fossero così tanti set cinematografici e attori”), confermando nuovamente la posizione del nostro Paese tra i più filoputiniani nell’Unione Europea.
A smentire i complottisti nostrani e la propaganda del Cremlino è stata nei giorni scorsi un’indagine del New York Times: da una veloce ricerca nelle immagini satellitari fornite da Maxar Technologies, infatti, è stato possibile verificare che i corpi fotografati giacevano nella stessa posizione dall’11 marzo scorso.
I civili sarebbero stati uccisi circa tre settimane fa, ovvero nei giorni in cui la zona era sotto occupazione russa, e sarebbero rimasti in quella posizione fino al ritrovamento da parte dell’esercito ucraino.
A conferma della presenza dei corpi sulla strada il team di Visual Investigations del NYT ha condotto un’analisi comparativa delle immagini, rivelando la comparsa di sagome scure di dimensioni simili a corpi umani tra il 9 e l’11 marzo. Le figure appaiono così nella stessa posizione in cui sono state trovate la scorsa settimana dall’esercito nazionale ucraino.
Di fronte a queste immagini c’è chi ha comunque trovato modo di costruire teorie cospirazionistichee a sostegno della propaganda putiniana partendo da un video girato sulla strada Yabluska di Bucha.
Le immagini appartengono a qualcuno che si trovava a bordo di un’auto, al seguito di un pick-up che trasportava militari. In un estratto dal video diffuso da Espreso TV, web tv ucraina, alcuni avrebbero visto due corpi a terra muoversi. Da una parte i sospetti si sono concentrati sul movimento della mano di un corpo sul lato destro della strada. Dall’altro, invece, i dubbi interessano un corpo riflesso nello specchietto retrovisore dell’auto da cui sono state effettuate le riprese: questo corpo, secondo alcuni, si sarebbe mosso. Si fa fatica a usare anche il condizionale nel raccontare il fact-checking messo in piedi da chi intende screditare le immagini terribili girate e scattate a Bucha.
Dall’Economist a Repubblica sono già tanti i giornalisti che hanno smontato una a una le false interpretazioni di queste immagini.
Nel primo caso la mano del cadavere ripreso non si sposta. Il movimento – impercettibile – che qualcuno ha ravvisato è dato da una macchia (probabilmente una goccia di pioggia) che scorre sul parabrezza dell’auto su cui si trovava chi riprendeva. Lo si può verificare a occhio nudo, rallentando leggermente il video originale, ma risulta ancora più evidente se, come fatto dall’agenzia Aurora Intel, si applica il filtro “inverti” alle immagini, ottenendo un negativo.
Nel secondo caso, invece, il corpo vicino al marciapiede non si sposta: il presunto movimento è dovuto a una distorsione dell’immagine che interessa – e lo si può notare visionando il filmato a rallentatore – anche gli edifici che si trovano al lato della strada. Un effetto visivo, molto probabilmente, amplificato dalla superficie leggermente convessa degli specchietti retrovisori delle auto, prodotti in questo modo per garantire una visione più ampia al conducente.

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Fig. 2 – Il Rappresentante Permanente della Russia all’ONU, Vassili Nebenzia, nega le accuse rivolte al suo Paese per il massacro di Bucha, 4 aprile 2022

CHI SONO I ‘BOIA DI BUCHA’

Possiamo supporre che il massacro di Bucha non sia stato frutto di decisioni individuali. Corpi senza vita e minati abbandonati per strada, cadaveri di civili con mani legate dietro la schiena, una fossa comune così grande da essere visibile dalle immagini satellitari.
Secondo l’ONG InformNapalm a dirigere l’orrore sarebbe stato il tenente colonnello russo Omurbekov Azatbek Asanbekovich, comandante dell’unità 51460, 64esima brigata di artiglieria motorizzata arrivata in Ucraina dal villaggio di Knyaze-Volkonskoye, nel territorio di Chabarovsk in Siberia.
Sul sito della Direzione Principale dell’intelligence del Ministero della Difesa dell’Ucraina è apparso un dossier di 87 pagine contenenti gli estremi di oltre 1.600 soldati che sarebbero stati presenti nelle zone limitrofe alla capitale Kyiv nei giorni in cui è stato perpetrato il massacro. Tra questi compare anche il nome del tenente colonnello Asanbekovich, già definito da Il Fatto Quotidiano una “faccia pulita”, come quello di molti probabilmente provenienti da milizie private. Tra i cognomi anche alcuni di origine cecena.
Il Ministero della Difesa ucraino ha accompagnato la pubblicazione dei nomi con le seguenti parole: “Ogni ucraino dovrebbe conoscere i loro nomi. Ricordate. Tutti i criminali di guerra saranno processati e assicurati alla giustizia per i crimini commessi contro i civili dell’Ucraina”.
La modalità delle esecuzioni, invece, non è certa. Ciò che è evidente è che alcuni dei corpi sono stati trovati accanto a quello che sembra essere un cratere da impatto. Altri vicino ad auto abbandonate. Tre dei corpi giacevano accanto a biciclette. Alcuni hanno le mani legate dietro la schiena con un panno bianco. I corpi erano sparsi per più di mezzo miglio su via Yabluska.
A più di un chilometro di distanza un fotografo del NYT ha rinvenuto il cadavere di un anziano con un colpo alla nuca sdraiato accanto a una bici. I residenti di Bucha hanno raccontato al sito di news Obozrevatel che i soldati russi sono “semplicemente andati di cortile in cortile sparando a tutti gli uomini e ai ragazzi”.
Per Mosca quei cadaveri abbandonati sono solo propaganda, una finzione dell’Occidente e dell’Ucraina. Ma tra la realtà e la propaganda il confine può essere sottile solo se si tratta di parole. A Bucha parlano i corpi senza vita e senza sepoltura di cittadini inermi.

Enrico Bruni

Russia Ukraine War – Day 40: Ukrainians grieve, attend funerals” by manhhai is licensed under CC BY

Enrico Bruni
Enrico Bruni

Nato a Pisa nel 1999, sono studente al corso di laurea in Studi Internazionali alla Scuola Cesare Alfieri di Firenze. Appassionato di studi strategici e diritto internazionali, oltre che con Il Caffè Geopolitico, collaboro con il Centro Studi Internazionali di Napoli. Fin dai primi anni del liceo mi occupo di politica in chiave europeista e progressista.

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