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giovedì 7 Luglio 2022

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Il Summit delle Americhe delude le aspettative

In breve

  • Il nono Summit delle Americhe è iniziato tra le polemiche e con assenze importanti.
  • I temi trattati durante il vertice hanno riguardato immigrazione, sanità e crescita economica.
  •  Il Summit ha evidenziato che gli Stati Uniti sono sempre meno influenti in America Latina, mentre cresce la presenza cinese.

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In 3 sorsi – Il vertice che riunisce tutti i Paesi del continente americano poteva essere una buona opportunità per gli Stati Uniti per riallacciare i rapporti con un’America Latina che invece guarda verso Oriente. Le aspettative sono state però disattese.

1. ASSENZE IMPORTANTI

Dal 6 al 10 giugno si è tenuto il nono Summit delle Americhe a Los Angeles. Istituito dal Presidente Clinton nel 1994, l’iniziativa nasceva con l’obiettivo di rafforzare la presenza statunitense nel continente. La crisi indotta dalla pandemia da Covid-19 ha duramente colpito l’America Latina e proprio per questo motivo il Summit rappresentava un’importante opportunità per il Presidente Biden per provare a rilanciare il dialogo politico ed economico tra Stati Uniti e America Latina, dopo anni di rapporti non particolarmente proficui. In realtà, già dalla vigilia, il vertice è stato accompagnato da vivaci polemiche, in seguito alla decisione di Biden di escludere Paesi quali Cuba, Nicaragua e Venezuela, in quanto ritenuti dall’Amministrazione statunitense non democratici. In seguito a questa scelta il Presidente del Messico López Obrador ha boicottato l’evento, mentre i leader di Honduras, Guatemala, El Salvador e Bolivia hanno deciso di non presentarsi, mandando delegazioni di secondo piano al Summit. Invece di segnare l’inizio di una nuova era e nonostante le aspettative, il vertice ha rivelato lo stato frammentato e travagliato di un continente in cui gli Stati Uniti vengono percepiti come sempre meno rilevanti.

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Fig. 1 – I Presidenti di Stati Uniti, Argentina, Brasile e Colombia durante il Summit delle Americhe

2. I TEMI SUL TAVOLO

Tra i temi trattati nel Summit, uno dei più rilevanti è stato sicuramente quello dell’immigrazione. I leader che hanno preso parte al vertice hanno firmato la Dichiarazione di Los Angeles, con cui si impegnano a frenare l’immigrazione illegale e ad aiutare i Paesi che accolgono un gran numero di migranti. L’accordo include un approccio congiunto alla protezione delle frontiere e alla migrazione, nuovi percorsi legali per i lavoratori stranieri e sostegno finanziario per i Paesi ospitanti. Gli Stati Uniti amplieranno inoltre i programmi di lavoro per offrire più permessi ai lavoratori provenienti dall’America centrale. Altre questioni trattate durante lo svolgimento del Summit riguardano inevitabilmente il tema della sanità e quello della crescita economica. In particolar, è stato approvato l’Action Plan on Health and Resilience in the Americas, con l’obiettivo di rafforzare i sistemi sanitari nazionali per prevenire future epidemie. È stato inoltre annunciato l’Americas Partnership for Economic Prosperity, che dovrebbe prevedere investimenti mirati in diversi settori e il rafforzamento delle strutture economiche regionali al fine di favorire la crescita economica della regione, dopo un periodo di grave crisi dovuta alla Covid-19.

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Fig. 2 – Il Presidente Biden annuncia l’Americas Partnership for Economic Prosperity il 9 giugno

3. LA CINA È SEMPRE PIÙ VICINA

La reputazione degli Stati Uniti in tutto l’emisfero è in discesa da più di due decenni. Questo è dovuto in gran parte al divario tra la pretesa di Washington di mantenere una leadership significativa nella regione e la sua contemporanea carenza di azioni concrete per un’area che versa in gravi difficoltà sociali ed economiche. Gli investimenti statunitensi nella regione sono diminuiti, mentre la Cina, prontamente, sta cercando di riempire questo vuoto. Il commercio tra Cina, Caraibi e America Latina è aumentato da 18 miliardi di dollari nel 2002 a quasi 449 miliardi di dollari nel 2021: il gigante asiatico è oggi il principale partner commerciale di Brasile, Cile, Perù e Uruguay. Pechino ha inoltre aumentato le vendite di armi e ha coinvolto 21 Paesi della regione nella Belt and Road Initiative, principio cardine della politica estera di Pechino che utilizza infrastrutture e programmi di investimento per promuovere l’integrazione economica e aumentare il proprio peso diplomatico. Ricostruire la fiducia perduta è un processo a lungo termine che difficilmente può essere affrontato in un unico vertice. Il Summit delle Americhe, però, più che un punto di svolta ha confermato un trend già noto: gli Stati Uniti stanno perdendo la propria influenza in America Latina a favore della Cina.

Matteo Barbanera

Photo by Gina_Janosch is licensed under CC BY-NC-SA

Matteo Barbanera
Matteo Barbanera

Laurea magistrale in Relazioni Internazionali conseguita presso l’Università degli Studi di Perugia.
Due Erasmus, entrambi in Germania. Un’esperienza di volontariato in Brasile. Sport, libri e tanti
viaggi. Nono sono bravo a scrivere le bio! Qui per parlare soprattutto di Sud America.

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