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mercoledì 17 Agosto 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Strage in Texas: 53 migranti morti asfissiati in un tir

In breve

  • 53 migranti morti asfissiati in un tir in San Antonio, Texas, dopo aver attraversato irregolarmente il confine. Il trafficante è stato arrestato.
  • Un episodio non isolato: migranti provenienti da El Salvador, Guatemala, Honduras e Messico fuggono regolarmente da violenza e povertà.
  • Biden è sotto accusa per la mancata implementazione di nuove politiche migratorie come promesso.

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In 3 sorsi – Ennesima strage al confine tra Messico e Stati Uniti: 53 migranti sono morti, stipati all’interno di un tir guidato da un trafficante. La gestione delle politiche di immigrazione da parte dell’Amministrazione Biden delude l’elettorato democratico progressista.

1. LA RICOSTRUZIONE DELL’ACCADUTO

Secondo quanto dichiarato dal capo della polizia di San Antonio William McManus, l’allarme è stato lanciato lunedì 27 giugno da un lavoratore locale che aveva scoperto la scena in seguito alle grida di aiuto. Il veicolo è stato trovato nella periferia della città di San Antonio, in Texas, distante 250 chilometri dal confine tra Stati Uniti e Messico, lungo un’importante via di transito per i trafficanti di esseri umani. 67 erano in totale i migranti a bordo, di cui 50 sono stati trovati morti e i restanti portati in ospedale, compresi 4 bambini. Il bilancio è salito poi a 53 vittime: 27 venivano dal Messico, 14 dall’Honduras, 7 dal Guatemala e 2 da El Salvador. Date le alte temperature che si raggiungono nella zona in estate, e dal momento che il mezzo è risultato privo di un sistema di aria condizionata funzionante e senza acqua potabile al suo interno, si ipotizza che i migranti siano morti per asfissia e disidratazione. Secondo un funzionario di polizia le persone stipate nel camion sembravano essere state cosparse di condimento per carni, nel tentativo di coprirne le tracce ai controlli. Le Autorità hanno arrestato il conducente che, sotto effetto di metanfetamina, aveva inizialmente abbandonato il mezzo, fingendo di essere uno dei sopravvissuti. Le indagini continuano e tre persone sono state messe in custodia. McManus ha descritto il caso come il più letale traffico di esseri umani in città negli ultimi tempi.

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Fig. 1 – La polizia sequestra il camion con all’interno 50 migranti trovati morti e 3 in gravi condizioni a sud di San Antonio, Texas

2. UNA TRAGEDIA NON ISOLATA: L’EMIGRAZIONE DALL’AMERICA CENTRALE

Negli ultimi anni si sono verificati altri casi di morti per mano del traffico illegale di migranti in Texas, ma non di tale portata. Nel 2017 10 immigrati sono stati trovati morti all’interno di un camion vicino a un supermercato di San Antonio, nel sud della città. Nel 2003, 17 sono stati trovati morti in una macchina a Victoria, un’altra città del sud del Texas. I trafficanti di esseri umani tendono ad utilizzare mezzi pesanti e capienti come camion e tir per trasportare migranti senza documenti, incontrati in aree remote una volta che sono riusciti ad attraversare il confine meridionale degli Stati Uniti. Il Presidente del Messico Andres Manuel Lopez Obrador (AMLO), ha dichiarato che queste stragi di migranti sono dovute alla “povertà e disperazione dei nostri fratelli centroamericani, e dei messicani”. I migranti infatti provengono principalmente da Honduras, El Salvador, Guatemala e Messico. In gran parte contadini, fuggono verso nord a causa delle forti disuguaglianze economiche e sociali, risultato di una distribuzione sbilanciata delle terre, come nel caso del Guatemala, dove circa il 2% della popolazione, famiglie di origini europee, controlla il 70% di tutte le terre agricole produttive. Inoltre, in Honduras e in El Salvador, i disordini sociali e la violenza scaturita fra forze di polizia e bande criminali, responsabili della morte di attivisti dei diritti umani, sociali e ambientali e anche comuni concittadini, spingono alla migrazione. In tutti i casi, compreso il Messico, il fenomeno è aumentato dopo la pandemia da Covid-19 che ha fatto precipitare la popolazione in una situazione di povertà generalizzata.

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Fig.2 – Segnale stradale con su scritto “Dead End” vicino al luogo della strage in San Antonio, Texas

3. LA GESTIONE DI BIDEN NON CONVINCE

Nelle dichiarazioni successive al ritrovamento dei migranti in Texas, il Presidente messicano ha aggiunto che la causa principale di tali stragi è la “mancanza di controllo, in questo caso al confine tra Messico e Stati Uniti, ma anche all’interno degli stessi Stati Uniti”. Le politiche anti-immigrazione dell’Amministrazione Trump, volte alla chiusura dei confini, hanno aumentato il ricorso a una migrazione irregolare. Sin dall’insediamento Biden ha promesso di risolvere la questione scostandosi dal predecessore, ma nonostante la retorica promettente, nei fatti non sta implementando nuove politiche migratorie. Sono rimasti in vigore i programmi di espulsione varati da Trump come il “Titolo 42”, durante la pandemia, che permette di allontanare i migranti senza offrire loro la possibilità di cercare protezione umanitaria, per prevenire la diffusione di malattie infettive, o il programma “Remain in Messico”, che forza i richiedenti asilo a ritornare in Messico in attesa che i loro casi vengano esaminati. Nel caso di quest’ultimo, Biden era in attesa della sentenza da parte della Corte Suprema, che infine ha dato la facoltà al Presidente di eliminare il provvedimento. Nel commentare la strage del Texas su Twitter, Joaquín Castro, membro del Congresso che rappresenta il distretto che copre San Antonio, ha ribadito la necessità di porre fine al “Titolo 42” per evitare ulteriori, tragici episodi. Il Governatore del Texas Greg Abbott, favorevole all’immediato respingimento e arresto dei migranti illegali al confine con il Messico, ha criticato la gestione di Biden, imputandogli la responsabilità dell’accaduto. Il Presidente ha replicato dichiarando che “sfruttare individui vulnerabili a scopo di lucro è vergognoso, così come lo è mettere in mostra la tragedia”, aggiungendo che le indagini sono state già svolte dal Dipartimento di sicurezza interna degli Stati Uniti e ribadendo l’intenzione di fare tutto il possibile per frenare il traffico irregolare di esseri umani. Sarà da vedere, nelle prossime settimane o mesi, se questo tragico episodio avrà ripercussioni concrete e porti ad un cambio reale delle politiche migratorie statunitensi. 

Camilla Marrangone

Photo by Falkenpost is licensed under CC BY-NC-SA

Camilla Marrangone
Camilla Marrangone

Classe 1997, nata in Abruzzo ma trapiantata al nord per motivi di studio. Ho conseguito la laurea triennale in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna e ho proseguito con la laurea magistrale in European and Global Studies presso l’Università di Padova. Ho avuto modo di conoscere e approfondire storia e cultura dell’America Latina, rimanendone affascinata. Ho concluso il mio percorso universitario con una tesi sulla ridefinizione del concetto di proprietà, esaminando le esperienze delle comunità indigene in Bolivia. Amo il caffè e lo spritz, meglio se in compagnia!

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