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martedì 4 Agosto 2020
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    Speciale COVID-19

    La crisi nel Messico di AMLO minaccia Trump

    In breve

    • Il Presidente del Messico, Andrés Manuel Lopez Obrador, delude le grandi aspettative di crescita per il suo primo anno di Governo.
    • La diffusione dell’epidemia di coronavirus e il crollo del prezzo del petrolio sono destinati ad aggravare le fragilità economiche del Messico e a innescare una pesante recessione.
    • La crisi economica si abbatterà violentemente sulla società messicana, incrementando povertà e criminalità, e spingendo milioni di persono a tentare la fuga verso gli Stati Uniti.

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    In 3 sorsiL’epidemia di Covid-19 sta facendo precipitare il Messico di AMLO in una profonda crisi economica i cui effetti destabilizzanti sono destinati a riversarsi sugli Stati Uniti, minacciando la possibile rielezione di Trump.

    1. CRISI, AMLO DELUDE LE ASPETTATIVE

    È passato poco più di un anno e mezzo da quando il Presidente messicano Andrés Manuel Lopez Obrador (AMLO) ha vinto le elezioni con la promessa di dare un forte impulso all’economia. Durante la campagna elettorale AMLO si diceva convinto che grazie alle sue politiche sarebbe riuscito a portare il tasso di crescita al 4%, a fronte di un tasso medio del 2% durante la presidenza del suo predecessore, Enrique Peña Neto. Nonostante le grandi aspettative, le politiche di AMLO non hanno fino ad ora sortito i risultati auspicati. Lo scorso febbraio l’INEGI (Instituto Nacional de Estadística y Geografía) ha diffuso i dati economici relativi al 2019. I risultati hanno deluso tutte le aspettative, rilevando una contrazione del 0,1%. Forse è prematuro parlare di vera crisi, ma di certo l’insuccesso è dovuto principalmente alla pessima performance delle attività industriali, in particolare del settore minerario e delle costruzioni. A differenza della contrazione del 2009, provocata dalla crisi economica mondiale, quella del 2019 è stata causata principalmente da fattori interni come la riduzione della spesa pubblica e il crollo degli investimenti.

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    Fig. 1 – Andrés Manuel Lopez Obrador (Amlo) mostra un grafico sull’andamento dei contagi di Covid-19 in Messico

    2. L’EPIDEMIA AGGRAVA UNA SITUAZIONE GIÀ PRECARIA

    A febbraio, quando il coronavirus iniziava la sua rapida diffusione oltre i confini cinesi, Banxico stimava una crescita del PIL compresa tra 0,5% e 1,5% per il 2020. Oggi la Covid-19 ha ormai investito il mondo intero e il continente americano è divenuto il nuovo epicentro della pandemia, causando un netto peggioramento delle prospettive economiche della regione. Il Messico di AMLO verrà colpito duramente da questo nuovo scenario. La crisi economica negli Stati Uniti e Cina, i principali mercati di sbocco delle commodities messicane, pone in grave difficoltà l’industria del Paese, che rischia di veder crollare le proprie esportazioni. Le restrizioni alla mobilità internazionale minacciano invece il comparto turistico, una delle maggiori fonti di reddito per le famiglie messicane. A questi fattori si aggiunge il crollo del prezzo del petrolio, di cui il Messico è un grande produttore. Alla luce di tutto ciò la Banca Mondiale ha recentemente rivisto al ribasso le stime di crescita del PIL messicano, prevedendo un calo del 7,5% nel 2020.

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    Fig. 2 – Carovana di migranti in Honduras si dirige verso il Messico nel tentativo di raggiungere gli Stati Uniti

    3. LA CRISI DELL’ECONOMIA MINACCIA ANCHE TRUMP

    La grave crisi economica che è destinata a investire il mondo intero avrà effetti devastanti sui Paesi affetti da gravi problemi sociali come la povertà estrema, la corruzione e la criminalità. Il Messico è da anni vittima delle attività criminali dei cartelli della droga, attività divenute nel corso del tempo sempre più violente, come dimostra l’aumento degli omicidi negli ultimi anni. Nonostante i programmi sociali e gli intenti redistributivi di AMLO, anche il problema della povertà estrema è ancora lungi dall’essere risolto. Le difficoltà di ordine sociale che il Messico si troverà ad affrontare molto probabilmente non si limiteranno a danneggiare l’economia nazionale, ma si riverseranno anche sul potente vicino: gli Stati Uniti. Il deterioramento della situazione economica e l’insicurezza innescata dall’aumento della criminalità e della violenza spingeranno molti messicani a fuggire verso gli Stati Uniti e indeboliranno la capacità del Governo di contenere le migliaia di migranti provenienti da sud, così come stabilito dall’accordo stretto un anno fa tra AMLO e Donald Trump. La riattivazione dei flussi migratori dal Messico rappresenterebbe una sconfitta per Trump, già in difficoltà per l’insuccesso nel contenimento della pandemia e per l’ondata di proteste conseguente all’omicidio di George Floyd, e potrebbe rivelarsi fatale per le elezioni di novembre.

    Sebastiano Coenda

    Photo by juliangvm is licensed under CC BY-NC-SA

    Sebastiano Coenda
    Sebastiano Coenda

    Sono nato a Savona nel 1992 e cresciuto in un piccolo paese dell’entroterra ligure. Mi sono laureato, per la triennale, in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Genova e, in seguito a un periodo di studi presso l’Università di Lisbona, ho conseguito quella magistrale in Scienze Internazionali e della Cooperazione. Sono un grande appassionato di politica internazionale con un forte interesse per la regione sudamericana.

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