sabato, 2 Dicembre 2023

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Il Pakistan ancora una volta nel mirino del terrorismo

In breve

  1. Un attentato terroristico a Peshawar, in Pakistan, ha ucciso più di 100 persone a fine gennaio.
  2. Con il ritorno dei talebani in Afghanistan c’è stato un incremento degli attacchi jihadisti anche in Pakistan.
  3. Il pericolo per la sicurezza va a sovrapporsi alle gravi difficoltà economiche del Paese.

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In 3 sorsi – Alla già precaria situazione economica del Pakistan si somma l’ennesimo attacco terroristico. La città di Peshawar è stata, infatti, ancora una volta, teatro di un sanguinoso attentato durante il quale hanno perso la vita diversi fedeli riuniti in una moschea per la preghiera del mattino.

1. ATTENTATO TERRORISTICO IN MOSCHEA

A fine gennaio a Peshawar, nel Pakistan settentrionale, una persona si è fatta saltare in aria in una moschea dove era in corso la preghiera mattutina.
Secondo le Autorità locali si è trattato di un attacco terroristico, durante il quale hanno perso la vita più di 100 persone e altrettante sono state ferite. 
L’attentato era stato inizialmente rivendicato da un comandante del TTP (Tehrik-i-Taliban Pakistan), un gruppo terroristico alleato dei talebani e dell’ISIS, che da qualche tempo ha preso di mira la polizia della regione. 
Il coinvolgimento è stato smentito poco dopo da un portavoce interno, ma è opportuno notare che la moschea si trova in un complesso che ospita anche la sede della polizia provinciale. Al momento dell’esplosione, infatti, diversi agenti di polizia erano riuniti per la consueta preghiera del mattino.

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Fig. 1 – La moschea di Peshawar colpita dal recente attentato terroristico, 1 febbraio 2023

2. IL FATTORE AFGHANISTAN

Non si tratta di un caso isolato: l’esplosione di fine gennaio ha insanguinato ancora una volta Peshawar, una delle città più popolose dello Stato, roccaforte dei Pashtun, il gruppo etnico da cui provengono molti dei talebani dell’Afghanistan, con cui il Pakistan condivide il confine.
Solo la scorsa primavera una moschea sciita era stata presa di mira durante la preghiera del venerdì: un kamikaze aveva fatto esplodere un ordigno provocando la morte di oltre 60 fedeli.
Nell’ultimo anno gli attacchi terroristici nella regione sono duplicati, e con il ritorno al potere dei talebani l’Afghanistan si è convertito nuovamente in un terreno fertile per il terrorismo. Il TTP, da sempre sostenitore di un’imposizione più severa delle leggi islamiche, ha così ingrossato le proprie fila e il numero di attacchi terroristici è tornato a crescere.

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Fig. 2 – Conferenza stampa della polizia provinciale di Peshawar dopo l’attentato alla moschea, 2 febbraio 2023

3. UN PAESE SULL’ORLO DEL DEFAULT

Le turbolenze politiche non sono l’unico problema che affligge il Pakistan. Lo scenario economico è infatti a dir poco drammatico: l’inflazione tocca il 25% e le riserve di divisa estera si sono dimezzate rispetto all’anno scorso. Si teme, infatti, che il Pakistan possa fare la fine dello Sri Lanka ed entrare in default.
Come se non bastasse, le violente piogge monsoniche della scorsa estate hanno messo in ginocchio il Paese, distruggendo importanti terreni agricoli e devastando interi villaggi. 
A venire in suo soccorso potrebbe essere il Fondo Monetario Internazionale (FMI), con cui Islamabad è in trattative da diverso tempo. 
Già nel 2019 l’FMI aveva attivato per il Pakistan un fondo di 6 miliardi di dollari, tre dei quali erano stati versati per far fronte alle gravi difficoltà finanziare del Paese.
La prossima tranche, di circa 1 miliardo di dollari, è invece a rischio, a causa dell’inadempienza del Governo di Islamabad su diversi punti del contratto concordato con l’organo internazionale, tra cui l’abrogazione dei sussidi sui carburanti, molto diffusi nei Paesi in via di sviluppo. 
Nelle prossime settimane sarà quindi cruciale per il Governo pakistano saper affrontare gli squilibri interni tenendo in considerazione tutte le sfaccettature sociopolitiche cha caratterizzano il Paese.

Alessia Ritardo

Photo by David_Peterson is licensed under CC BY-NC-SA

Alessia Ritardo
Alessia Ritardo

Curiosa di esplorare ogni angolo di mondo, appassionata di geopolitica, giornalismo e sostenibilità, ho da sempre un grande interesse per le lingue e le culture che mi ha portata a conseguire una laurea in Mediazione linguistica e diplomazia, per poi approdare nel mondo della comunicazione attraverso un Master in Comunicazione per le relazioni internazionali, all’università IULM di Milano.
Con uno sguardo costantemente rivolto all’Asia, soprattutto al Medio ed Estremo Oriente, trascorro il mio tempo libero viaggiando, leggendo, e scoprendo.

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