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Imran Khan vince dalla prigione. O forse no

In 3 sorsiL’8 febbraio si sono tenute le elezioni in Pakistan per rinnovare l’Assemblea nazionale. Previste lo scorso anno, sono state posticipate per diversi problemi all’inizio del 2024, ma questo non ha portato a un clima elettorale migliore, tra proteste, quadro economico sfavorevole, partiti esclusi da sentenze giudiziarie e uno scrutinio poco convincente.

1. IL CONTESTO

A causa di una forte incertezza economica molti giovani pakistani hanno visto nel PTI (Pakistan Tehreek-e-Insaf) guidato da Imran Khan la possibilità di un cambiamento.
Quando fu eletto per la prima volta, nel 2018, fu importante per Khan anche l’appoggio militare, che però è andato sempre più diminuendo.
Nel 2022 poi Khan si è dovuto dimettere a seguito di un voto di sfiducia da parte del Parlamento per la sua non convincente gestione economica, avviando per questo una campagna senza precedenti contro i militari, accusati di aver pianificato la sua caduta insieme agli USA.
Nel 2023 Khan è stato arrestato due volte a causa di divere accuse, tra cui corruzione, tradimento e ciò che la Corte Suprema ha definito un matrimonio illegale secondo la legge islamica.
Ciò ha comportato conseguentemente l’esclusione del PTI dalle elezioni e l’obbligo dei candidati sostenuti dal partito di presentarsi come indipendenti.

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Fig. 1 – Protesta dei sostenitori di Imran Khan contro i brogli elettorali, 17 febbraio 2024

2. LA VITTORIA INASPETTATA DEI CANDIDATI INDIPENDENTI

Le elezioni sono state segnate da feroci repressioni, morti, arresti, blocco delle comunicazioni e la presenza dell’esercito in ogni angolo di strada.
Lo spoglio delle schede è iniziato dopo più di 12 ore dalla fine delle votazioni, durante le quali ci sono state diverse segnalazioni di brogli, giornalisti messi a tacere e addirittura camere di tortura all’interno dei seggi.
Alla fine di questo caos, contro ogni previsione i candidati indipendenti, sostenuti dal PTI, hanno ottenuto 101 scranni, mentre il favorito, il Partito della Lega musulmana (PML-N) di Nawaz Sharif, appoggiato dai vertici militari, si è fermato a quota 71.
Il risultato porta i candidati indipendenti a essere di sicuro la compagine maggiore, ma vista l’esclusione della loro formazione non potranno formare un Governo. Anzi, una volta eletti dovranno scegliere il gruppo di cui far parte, cioè se unirsi a un partito più piccolo per formare un unico blocco per poter governare oppure unirsi agli avversari del PML-N.

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Fig. 2 – L’ex Primo Ministro Nawaz Sharif, leader del Partito della Lega musulmana (PML-N), commenta i primi risultati elettorali, 9 febbraio 2024. Alla sua destra il fratello Shehbaz, poi eletto premier dall’Assemblea nazionale

3. E ORA…

Nessuna delle tre forze principali (Il PTI, il PML-N ed il Partito Popolare Pakistano) ha ottenuto i 169 seggi richiesti per avere la maggioranza. Sarà quindi necessario allearsi.
Invitiamo altri partiti e candidati vincenti a lavorare con noi“, ha detto Nawaz Sharif, ma il PTI ha escluso tale possibilità al momento.
Khan da parte sua ha diffuso un video generato dall’intelligenza artificiale in cui si congratula con i suoi per aver vinto le elezioni: “Secondo fonti indipendenti, abbiamo vinto 150 seggi nell’Assemblea nazionale prima che la manipolazione (delle elezioni) iniziasse”.
I membri del PTI continuano a sostenere che la vittoria sia loro, anche per via di sospetti brogli dovuti ai ritardi nello spoglio. La Commissione elettorale ha spiegato la lentezza delle procedure con “problemi di Internet“, anche se i sospetti sono iniziati con l’oscuramento del segnale telefonico e dati da parte delle stesse Autorità.
La Lega musulmana del Pakistan di Nawaz Shairf avrebbe raggiunto un accordo con il Partito Popolare Pakistano di Bilawal Bhutto-Zardari per la formazione di una nuova coalizione governativa. Il 13 febbraio, infatti, durante una conferenza stampa Bilawal Bhutto-Zardari ha confermato che Shehbaz Sharif, fratello del leader PML-N, sarebbe stato il candidato Primo Ministro della loro coalizione.
Domenica 3 marzo Sharif è stato eletto premier dall’Assemblea nazionale con 201 voti favorevoli.

Michela Grieco

7/23/2019 One Year In: A Conversation with Pakistani Prime Minister Imran Khan” by U.S. Institute of Peace is licensed under CC BY

Dove si trova

Perchè è importante

  • In Pakistan la scena politica continua a essere monopolizzata dall’ex premier Imran Khan, leader del PTI e protagonista di una lunga e controversa vicenda giudiziaria.
  • Le elezioni dell’8 febbraio hanno visto il successo dei candidati del PTI. Tuttavia non possono formare un Governo per via dell’esclusione formale del loro partito dalla competizione elettorale.
  • Questo favorisce le altre formazioni politiche. In particolare, la Lega musulmana del Pakistan di Nawaz Sharif ha raggiunto un accordo con il Partito Popolare Pakistano di Bilawal Bhutto-Zardari per la formazione di un nuovo esecutivo.

 

 

 

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Michela Grieco
Michela Grieco

Nata a Roma nel 1998, laureanda in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Da sempre appassionata di scrittura di tutti i tipi, di lettura di ogni genere ed affascinata di tutto ciò che riguarda le relazioni tra i diversi paesi del mondo e la loro politica, con particolare attenzione all’estremo Oriente, la Cina ed il suo percorso di ascesa a potenza globale, le due Coree e la loro guerra a volte troppo silenziosa, ed il Giappone che fino a pochi decenni fa era l’unica potenza asiatica ed oggi non più.

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