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“La Colombia dei paramilitari”: il libro-inchiesta sui signori della guerra in Urabá

Recensione – Pubblicato il libro-inchiesta che ricostruisce la storia dei gruppi paramilitari in Colombia. Nati dall’alleanza tra élite, narcotraffico e Stato, oggi dominano territori ed economia dopo i processi di pace.

ALLE ORIGINI DEL POTERE PARAMILITARE

Il conflitto armato in Colombia non è stato combattuto solo nella giungla. Ha attraversato anche le campagne, i vicoli delle favelas e i palazzi del potere. Un conflitto irregolare che ha proclamato un chiaro vincitore: i gruppi paramilitari. È da questa guerra che nasce La Colombia dei paramilitari. Inchiesta sui signori della guerra in Urabá (Asterios Editore), di Mattia Fossati, un libro-reportage che ricostruisce quarant’anni di conflitto armato colombiano indagando i gruppi armati che hanno sostituito lo Stato nelle più importanti regioni del Paese.
Il paramilitarismo colombiano non è solo un fenomeno criminale. Prende forma negli anni Ottanta come un’alleanza di narcotrafficanti, allevatori di bestiame, militari e gangster locali. Un patto occulto sostenuto da una rete di complici sia nella politica che nei servizi segreti. Protezioni che hanno permesso ai paramilitari di trasformare la guerra in un business. Stragi, sfollamenti forzati e omicidi eccellenti sono stati gli strumenti usati dai paramilitari per controllare territori, economie e popolazioni.

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Fig. 1 – Paramilitari delle AUC presidiano una zona rurale della Colombia all’inizio degli anni Duemila

URABÁ E NARCOS: QUANDO LA GUERRA DIVENTA IMPRESA

Il cuore di questa storia è racchiuso nella regione di Urabá, nel nord-ovest della Colombia. Una zona strategica sia per l’export agricolo che per le rotte del narcotraffico. È qui che negli anni Novanta i fratelli Castaño hanno fondato le Autodefensas Unidas de Colombia (AUC), la più grande struttura paramilitare mai esistita. Grazie al sostegno delle multinazionali del settore bananiero e dell’imprenditoria locale, le AUC hanno espulso la guerriglia dalle regioni chiave per la produzione della cocaina e nel giro di pochi anni si sono affermati come principale cartello del narcotraffico in America del Sud. I dollari della coca hanno permesso ai paramilitari di acquistare dai campesinos migliaia di ettari di terra, trasformati oggi in grandi piantagioni di palma africana e in sterminati allevamenti di bestiame. Da imprenditori della coca, i comandanti paramilitari sono diventati i moderni venture capitalist dell’agroindustria colombiana.

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Fig. 2 – L’ex comandante paramilitare Salvatore Mancuso consegna un’arma durante la firma dell’accordo di pace con il Governo colombiano nel 2004

DALLE AUC AL CLAN DEL GOLFO: LA CONTINUITÀ DOPO LA PACE

A metà degli anni Duemila, la smobilitazione delle AUC non ha segnato la fine dei paramilitari. Ha solo permesso a questi gruppi di cambiare pelle. Oggi il Clan del Golfo, erede diretto delle AUC, è l’organizzazione che controlla le rotte internazionali della cocaina, intrattiene rapporti sia con i cartelli messicani che con la ’Ndrangheta e governa l’Urabá antioqueño attraverso una violenza ormai normalizzata.
I paramilitari di oggi non sono solo interessati alla cocaina, ma anche al controllo del mercato degli appalti, ai rapporti con le imprese locali e al traffico di migranti. Dall’Urabá, infatti, passa una delle principali rotte migratorie verso gli Stati Uniti: la giungla del Darién. Anche qui il controllo è affidato al Clan, che incassa una percentuale su ogni singolo migrante che si avventura nella foresta più pericolosa del mondo.
Raccontare il paramilitarismo colombiano significa svelare un potere mafioso sopravvissuto ai processi di pace che continua a condizionare gli equilibri politici della Colombia di oggi.

Redazione

LA COLOMBIA DEI PARAMILITARI

Inchiesta sui signori della guerra in Urabá

Prezzo: €29,00

Formato: 135×210, 240 pagine, gennaio 2026

ISBN: 9788893132947

Pagina web dell’editore: https://www.asterios.it/catalogo/la-colombia-dei-paramilitari

Foto di copertina tratta dal libro

Dove si trova

Perchè è importante

  • “La Colombia dei paramilitari” racconta quarant’anni di guerra civile in Colombia attraverso documenti giudiziari inediti e interviste esclusive ai comandanti nelle carceri di massima sicurezza e alle vittime costrette a fuggire dalle proprie terre.

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Mattia Fossati
Mattia Fossati

Mattia Fossati è Dottore di ricerca in Studi sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli studi di Milano. Collabora con il Fatto Quotidiano.it, Antimafiaduemila e Il Caffè Geopolitico,  occupandosi di narcotraffico e corruzione in America Latina. Tra giugno e ottobre del 2022 ha seguito le elezioni presidenziali in Brasile per il Jornal Plural di Curitiba. Ha fatto parte dell’equipe investigativa di InSight Crime che ha indagato sugli scandali di malasanità in Guatemala. Ha svolto attività giornalistica come freelance in Brasile, Paraguay, Colombia e sulla frontiera venezuelana.

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