In 3 Sorsi – Il patrimonio glaciale dell’Argentina, già gravemente minacciato dal cambiamento climatico, potrebbe scomparire a causa della riforma del Presidente Milei volta a favorire gli investimenti minerari nei ghiacciai.
1. LA TUTELA DEI GHIACCIAI ARGENTINI TRA CRISI CLIMATICA E PROTEZIONE NORMATIVA
L’Argentina ospita una delle più ricche riserve di ghiacciai dell’America Latina. Il Paese ha quasi 17mila ghiacciai che forniscono acqua a più di trenta bacini fluviali tra le dodici Province del Paese. L’acqua dei ghiacciai mitiga gli effetti dell’arsura, soprattutto nelle province più soggette agli effetti del cambiamento climatico. Tuttavia, le conseguenze del riscaldamento globale sono ben visibili: secondo i rilevamenti ufficiali, negli ultimi decenni oltre il 40% di queste aree glaciali è andato perso. Proprio con l’obiettivo di preservare i ghiacciai del Paese, nel 2010 viene approvata una legge pionieristica sulla loro protezione (Ley 26639). La legge definisce i ghiacciai “riserve idriche strategiche” e vieta ogni attività mineraria o industriale in quelle aree. Inoltre, stabilisce rigidi controlli nei confronti dei settori economici che usano l’acqua sciolta dei ghiacciai, come il settore vitivinicolo.
Fig. 1 – Area della Agua Negra in Argentina, soggetta alle conseguenze del cambiamento climatico
2. LA LIBERALIZZAZIONE DELLO SFRUTTAMENTO MINERARIO NEI GHIACCIAI
Nel corso del proprio mandato, Javier Milei ha espresso più volte il proprio disappunto nei confronti della legge sulla preservazione dei ghiacciai del 2010, ritenendola un ostacolo al progresso economico del Paese. In quest’ottica, il Presidente punta a promuovere un ampio progetto di sfruttamento minerario, con l’obiettivo di attrarre maggiori investimenti esteri e incrementare le esportazioni di litio, di cui l’Argentina è tra i principali produttori a livello globale. Nell’aprile 2026, il Congresso argentino ha approvato una riforma per la Ley 26639 che sancisce che saranno le Province a definire le aree protette e a concedere l’autorizzazione per lo sfruttamento economico e minerario dei ghiacciai. La Banca Centrale Argentina stima che con questa riforma il Paese triplicherà le proprie esportazioni entro il 2030. Tuttavia, la legge ha innescato rilevanti proteste. L’attivista argentina dell’associazione Extinction Rebellion Flavia Broffoni afferma che non esista un modello realmente sostenibile di estrazione mineraria in aree glaciali, sottolineando la tensione perpetua tra sviluppo economico e tutela degli ecosistemi. Greenpeace Argentina ha lanciato una petizione contro la riforma, che ha raggiunto quasi 70mila firme, affermandone la sua incostituzionalità e dichiarandosi pronta a manifestare fino a quando non verrà abolita.
Fig. 2 – Giovane attivista argentina che protesta contro la riforma di Milei
3. LE POSSIBILI CONSEGUENZE CLIMATICHE E POLITICHE
Gli scenari futuri previsti dagli esperti sono alquanto allarmanti. Come avverte Greenpeace Argentina “una volta che un ghiacciaio scompare, non può essere sostituito”. Detto in altri termini, la perdita dei ghiacciai rappresenta un danno irreversibile: una volta scomparsi, questi ecosistemi non possono essere rigenerati su scala umana. Il venir meno di queste riserve di acqua può avere effetti devastanti sull’agricoltura e sulle comunità locali che dipendono dai bacini d’acqua circostanti. Dal punto di vista agricolo, l’interruzione di queste riserve bloccherebbe flussi d’acqua fondamentali nelle stagioni secche, causando crisi idriche senza precedenti. Dal punto di vista comunitario, invece, la popolazione argentina potrebbe trovarsi senza acqua per uso domestico. Come possiamo comprendere, questa riforma influenzerà gli equilibri ambientali e la sicurezza idrica del Paese, rischiando di accentuare le divisioni interne, alimentando conflitti tra Governo centrale, -Amministrazioni locali e società civile.
Martina Marradi
Photo by jorono is licensed under CC BY-NC-SA


