Rewiring Britain: i primi mesi del Governo Burnham

In 3 SorsiA quasi due mesi dal suo insediamento a Downing Street, il nuovo premier britannico Andy Burnham ha iniziato a mettere in pratica alcune delle priorità annunciate durante la campagna elettorale. Al centro del progetto c’è il “Rewiring” dello Stato britannico, con interventi sul costo della vita, sui servizi pubblici, sui trasporti e sulla distribuzione dei poteri.

1. PORTARE IL GOVERNO FUORI DA WESTMINSTER

Uno dei primi interventi del Governo di Burnham è il tentativo di rafforzare il ruolo delle Amministrazioni locali e dei Sindaci regionali, spostando parte delle decisioni fuori da Westminster. Il piano “Rewiring the State”, presentato dall’esecutivo a fine luglio, prevede il trasferimento di poteri, risorse e responsabilità dal Governo centrale ai leader locali. In questo quadro si inserisce l’apertura di No. 10 North a Manchester, pensata come una struttura di coordinamento tra il Governo e le Amministrazioni regionali e come centro operativo del progetto di “Rewiring” dello Stato. Burnham ha infatti collegato direttamente la nuova struttura al lavoro dei Sindaci regionali e alle politiche per la crescita. La scelta di rafforzare il livello territoriale ha però una portata che va oltre l’organizzazione amministrativa. Il Governo unisce infatti la devolution alla necessità di affrontare le differenze economiche e sociali tra le diverse aree del Paese, attraverso maggiori strumenti locali in materia di crescita, occupazione e servizi pubblici. È una direzione che Burnham conosce già dalla sua esperienza alla guida della Greater Manchester. Quello che era stato sperimentato a livello regionale viene ora utilizzato come riferimento per un progetto che mira a ridurre il peso di Westminster nella gestione delle politiche territoriali.

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Fig. 1 – Il nuovo premier britannico Andy Burnham

2. UN RUOLO DIVERSO PER LO STATO

Il progetto del nuovo Governo non si limita però alla distribuzione del potere. Le prime politiche annunciate mostrano anche una maggiore disponibilità a utilizzare l’intervento pubblico come strumento per orientare lo sviluppo economico e sociale. Casa, trasporti ed energia diventano così alcuni dei settori nei quali questa impostazione inizia a tradursi in misure concrete. Sul fronte del costo della vita, il Governo ha previsto l’azzeramento temporaneo dell’IVA sull’elettricità domestica nel Regno Unito dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027, mentre il tetto di due sterline per le corse singole in autobus entrerà in vigore in Inghilterra, fuori Londra, dal gennaio 2027. Anche nei servizi pubblici il Governo ha iniziato a definire una direzione più interventista. A settembre è stata istituita una task force dedicata al “public control”, incaricata di esaminare come rafforzare il controllo pubblico nei settori della casa, dell’acqua, dell’energia e dei trasporti. Non si tratta ancora di una nazionalizzazione dei servizi, ma di un processo attraverso il quale si valutano nuove forme di controllo e di riforma del mercato. Queste misure non appartengono necessariamente allo stesso ambito, ma mostrano una logica comune: rafforzare la capacità dello Stato di intervenire direttamente in settori considerati strategici e utilizzare la spesa pubblica e i servizi per incidere sulle condizioni economiche e sociali del Paese. È qui che emerge Il confronto con il Labour di Starmer, che aveva posto maggiore enfasi sulla stabilità fiscale, sull’attrazione degli investimenti e sulla collaborazione tra settore pubblico e privato come strumenti per sostenere la crescita. Burnham attribuisce invece allo Stato una funzione più diretta: non soltanto creare le condizioni per la crescita, ma intervenire nella gestione di alcuni servizi, orientare gli investimenti e redistribuire potere verso i territori. È una differenza che va oltre la semplice distinzione tra una politica più o meno di sinistra: riguarda il modo in cui il Governo concepisce la funzione dello Stato.

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Fig. 2 – Andy Burnham a Downing Street

3. UNA NUOVA DIREZIONE ANCORA DA COSTRUIRE

Dopo quasi due mesi, tuttavia, sarebbe prematuro parlare di una trasformazione compiuta. Le prime decisioni mostrano una direzione politica precisa, ma molte delle misure annunciate devono ancora essere pienamente applicate e richiederanno tempo prima di poter essere valutate. Il progetto di redistribuzione, per esempio, necessita di un nuovo equilibrio tra Governo centrale e Amministrazioni territoriali. Il piano governativo prevede infatti un trasferimento significativo di poteri, risorse e funzioni verso i territori inglesi, ma una parte importante di questo processo deve ancora essere attuata. Anche alcune delle misure più visibili sul costo della vita sono ancora future. Il punto non è quindi stabilire se Burnham riuscirà già oggi a “riscrivere” lo Stato britannico. I primi mesi consentono piuttosto di individuare ciò che distingue il nuovo esecutivo: la volontà di spostare parte del potere fuori da Westminster e di attribuire alle Istituzioni pubbliche un ruolo più diretto nello sviluppo economico e sociale. Il “Rewiring” britannico è dunque ancora un processo in costruzione. Le prime decisioni indicano la direzione scelta da Burnham: sarà la loro applicazione nei prossimi mesi a mostrare quanto profondamente quella direzione riuscirà a modificare il funzionamento dello Stato.

Zineb El mounjali

Photo by Nerivill is licensed under CC BY-NC-SA

Indice

Perchè è importante

  • Il Governo di Andy Burnham ha avviato il progetto “Rewiring the State”, trasferendo nuove competenze e risorse verso le Amministrazioni territoriali.
  • Le prime misure mostrano una maggiore centralità dello Stato e dei territori, segnando una discontinuità rispetto all’impostazione del precedente Governo Starmer.

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