In 3 Sorsi – Dalla preparazione di un singolo operatore alla possibilità di mettere alla prova interi piani operativi: il wargaming sta diventando sempre più un laboratorio nel quale sperimentare decisioni, individuare errori e confrontare diversi corsi d’azione prima di affrontarne le conseguenze nella realtà.
1. DALL’ADDESTRAMENTO ALLA SPERIMENTAZIONE
Nel precedente articolo abbiamo visto come un simulatore possa permettere a un operatore di sbagliare, ripetere e migliorare senza pagare il costo di un errore reale. Ma se la simulazione non servisse soltanto ad addestrare chi deve eseguire un’azione? Se potessimo usarla anche per capire le possibili conseguenze di una determinata linea d’azione? È qui che entra in gioco il wargaming. Il concetto non coincide semplicemente con quello di un videogioco o uno strumento ludico utilizzato anche in ambito militare. In un wargame le decisioni dei partecipanti modificano lo scenario e producono conseguenze che, a loro volta, influenzano le decisioni successive. La NATO considera proprio questa interazione tra attori uno degli elementi distintivi del wargaming e lo utilizza come strumento per mettere alla prova idee, piani e tecnologie in un ambiente nel quale anche il fallimento può diventare una fonte di apprendimento.
La differenza rispetto al semplice addestramento è quindi significativa. Non si tratta più soltanto di imparare come compiere un’azione, ma di sperimentare in ambiente “safe-to-fail” cosa potrebbe accadere se scegliessimo di compierla.
2. GIOCARE LA DECISIONE
Oggi questo laboratorio può assumere forme estremamente sofisticate. Un esempio è ACES (Advanced Center for Experimentation and Simulation) di Lockheed Martin, una piattaforma di modellazione multidominio nella quale possono essere combinati scenari terrestri, navali, aerei, spaziali e cyber. Il sistema permette di ripetere rapidamente gli scenari e confrontare diversi what if, con l’obiettivo di valutare concetti operativi, individuare vulnerabilità e migliorare le decisioni prima di portare determinate soluzioni sul campo. Ma l’idea non appartiene soltanto ai sistemi militari professionali. Anche strumenti accessibili al pubblico come Command: Modern Operations permettono di costruire e analizzare scenari complessi, mettendo il giocatore di fronte a problemi di pianificazione, gestione dei sensori, impiego delle piattaforme e delle risorse. Il software dispone inoltre di una versione professionale, pensata per impieghi di analisi e wargaming. Ma è proprio il fatto che una tecnologia di questo tipo sia disponibile anche in una versione commerciale a mostrare quanto il wargaming computerizzato sia ormai lontano dall’essere fantascienza. Il punto, però, non è vincere la partita. Il valore del wargaming sta nella possibilità di chiedersi perché una decisione abbia funzionato, dove sia fallita e cosa sarebbe successo scegliendo diversamente. Uno studio del 2026 sottolinea proprio questa funzione, descrivendo i wargame come strumenti capaci, in condizioni controllate, di esplorare scenari controfattuali e analizzare i processi decisionali. In questo senso, allenarsi ripetutamente in un ambiente controllato significa anche esercitare una capacità difficilmente riproducibile sui manuali: imparare a decidere quando le informazioni sono incomplete, il tempo è limitato e ogni scelta produce conseguenze. Un esempio di questo lo abbiamo sperimentato anche recentemente in due casi: un wargame su una potenziale crisi tra Cina e Taiwan e una nostra docenza presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.
Embed from Getty Images3. DALLA SIMULAZIONE AL CAMPO DI BATTAGLIA
Tutto ciò ha anche un risvolto diretto nella realtà e non rimane confinato nel regno dei giochi. Nel luglio 2026, il wargame NATO-Ukraine Vistula Vanguard 26 ha utilizzato personale militare ucraino con esperienza diretta del conflitto per rendere più realistici gli scenari, incorporando lezioni relative a droni, guerra elettronica e ricognizione. L’obiettivo era anche mettere alla prova assunzioni, procedure e scenari della NATO confrontandoli con minacce osservate realmente sul campo. Il processo diventa così circolare: il campo di battaglia produce esperienza, l’esperienza alimenta la simulazione, la simulazione permette di sperimentare nuove soluzioni e queste possono tornare sul campo sotto forma di nuove tattiche e procedure. La simulazione può però avvicinarsi ancora di più al processo decisionale. Un recente studio ha presentato un proof of concept nel quale un sistema militare di comando e controllo viene integrato con il simulatore SWORD, permettendo di valutare più rapidamente diversi corsi d’azione durante la pianificazione. In questo scenario, il wargaming diventa uno strumento attraverso cui confrontare le possibili conseguenze di una scelta prima di compierla. Ed è forse questo il passaggio più significativo: il valore del wargaming sta nell’osservare il ciclo di azione e reazione delle azioni dei contendenti, e così facendo mostrare i possibili effetti di secondo e terzo ordine (e più) delle decisioni, le motivazioni dietro possibili alternative e i rischi che le accompagnano. In guerra, dove una decisione sbagliata può avere conseguenze irreversibili, poter sbagliare prima del campo di battaglia rappresenta già un vantaggio.
Riccardo Di Leo
Immagine di copertina by stayerimpact is licensed under CC BY-NC-SA


