Terre sconfinate e identità intrecciate: dietro la formazione dell’Asia centrale

Caffè lungo – Le frontiere dell’eredità sovietica continuano a pesare sui rapporti tra i Paesi dell’Eurasia, facendo emergere controversie territoriali, cooperazioni e la ricerca di una maggiore autonomia. Popoli, lingue e culture si sono intrecciati nel tempo attraversando territori di grande rilevanza storica, definendo forti confini solo durante il secolo scorso.

L’ASIA CENTRALE, CROCEVIA DI IMPERI E CIVILTÀ

Incastonata tra Russia, Cina, Medio Oriente e Afghanistan, l’Asia centrale è da sempre particolarmente contesa, poiché ricca di idrocarburi, soprattutto in Kazakistan e Turkmenistan, di enormi ricchezze date dall’agricoltura in Uzbekistan, di minerali e materie rare nelle montagne del Pamir, e dotata di una posizione strategica lungo le rotte commerciali eurasiatiche.
Di certo, la collocazione geografica ha influenzato profondamente la sua storia. Non è un caso se nel corso dei secoli qualunque potenza giunta nei dintorni dell’Asia centrale abbia cercato di espugnarla. Tra questi ci fu Alessandro Magno, che nel IV secolo a.C. raggiunse la Sogdiana e la Battriana. La conformazione del territorio ha contribuito poi a definire non solo le rotte delle conquiste, ma anche la distribuzione degli insediamenti e i rapporti tra le popolazioni. Un esempio è la Valle di Fergana, una delle aree più densamente popolate della regione, oggi suddivisa tra Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Deserti e catene montuose, come il Pamir, hanno così condizionato per secoli gli spostamenti dei popoli e le ambizioni delle potenze che cercavano di estendere la propria influenza sull’Asia centrale.
Ma la sua importanza non si esaurisce nella dimensione militare: nel corso della storia la zona ha accompagnato lo sviluppo della Via della Seta, attraverso la quale le merci dell’Impero Cinese arrivavano in Medio Oriente e in Europa. Queste rotte erano strategiche non solo per la circolazione di merci, ma soprattutto per lo scambio di informazioni tecnologiche, idee e religioni.

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Fig. 1 – Il Kazakistan, uno dei principali territori di passaggio tra Europa e Asia lungo le rotte eurasiatiche

DALL’EREDITÀ SOVIETICA ALLA NASCITA DEI CINQUE ‘-STAN’

Osservando i nomi di questi Paesi si può già individuare una prima traccia della loro storia. Il suffisso -stan, di origine persiana, significa “terra” o “Paese“, ma le cinque Repubbliche dell’Asia centrale presentano identità linguistiche e culturali differenti: kazaki, kirghisi, uzbeki e turkmeni appartengono principalmente al mondo turcofono, mentre i tagiki parlano una lingua iranica strettamente legata al persiano. Anche le tradizioni storiche variano, poiché accanto a popolazioni nomadi e seminomadi, soprattutto nelle steppe, esistevano comunità sedentarie dedite all’agricoltura e al commercio, particolarmente diffuse nelle città e nelle valli.
La configurazione attuale della regione prese forma soprattutto durante il dominio sovietico: nel 1924 Mosca avviò una delimitazione nazionale dei territori, creando nuove entità amministrative che non sempre coincidevano con la distribuzione delle comunità locali. Il processo proseguì negli anni successivi quando il Tagikistan divenne una Repubblica sovietica separata (1929), mentre Kazakistan e Kirghizistan ottennero lo status di Repubbliche dell’Unione (1936). Nel 1991, con la dissoluzione dell’URSS, queste delimitazioni amministrative divennero confini internazionali, portando le cinque Repubbliche all’indipendenza, ereditando però questioni territoriali e legami economici che avrebbero continuato a condizionare i loro rapporti.
L’indipendenza trasformò così confini amministrativi in frontiere nazionali, costringendo i cinque Paesi a ridefinire non solo la propria identità, ma anche i rapporti con i vicini e le grandi potenze.

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Fig. 2 – Cittadini sovietici all’ufficio informazioni Aeroflot a Tashkent, Uzbekistan, circa 1955

COOPERARE SENZA DIPENDERE: TRA NUOVE E VECCHIE ALLEANZE

Dopo l’indipendenza, le cinque Repubbliche hanno cercato di consolidare la propria autonomia attraverso accordi e organizzazioni regionali, mantenendo i legami storici con Mosca e rafforzando i rapporti con Pechino. L’Unione Economica Eurasiatica (UEE), istituita nel 2015, riunisce Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Bielorussia e Armenia, e mira a facilitare la circolazione di merci, servizi, capitali e lavoratori. Tra i Paesi centroasiatici, soltanto Kazakistan e Kirghizistan ne sono membri; l’Uzbekistan partecipa come osservatore, mentre Tagikistan e Turkmenistan restano fuori.
Diverso è il ruolo dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), fondata nel 2001 da Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Oggi conta dieci membri, tra cui anche India, Pakistan, Iran e Bielorussia, e promuove la cooperazione in materia di sicurezza, economia e politica. Il vertice del settembre 2026 a Bishkek, in Kirghizistan, ha confermato l’importanza del dialogo su commercio, energia, infrastrutture e sicurezza regionale.
Parallelamente, i cinque Paesi hanno rafforzato il dialogo diretto attraverso gli incontri consultivi dei leader centroasiatici, avviati nel 2018. Nel novembre 2025, il vertice di Tashkent ha segnato un passaggio significativo con l’ammissione dell’Azerbaigian come partecipante a pieno titolo, ampliando la cooperazione verso il Caucaso meridionale. Queste iniziative mostrano come l’Asia centrale cerchi di sfruttare la propria posizione strategica senza affidarsi a un unico partner. Tra la vicinanza economica alla Russia, gli investimenti cinesi e una cooperazione regionale sempre più strutturata, le cinque Repubbliche tentano di ritagliarsi un ruolo autonomo negli equilibri mondiali.

Maria Grazia Russo

“Ulugbek Madrasah” by Croydon Clicker is licensed under CC BY-ND

Indice

Perchè è importante

  • L’Asia centrale è il cuore degli equilibri geopolitici eurasiatici, grazie anche a ingenti risorse energetiche e minerarie.
  • Indipendenti dal 1991, le cinque Repubbliche ex sovietiche dell’area hanno cercato di consolidare la propria autonomia attraverso accordi e organizzazioni regionali, senza affidarsi a un unico partner.

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Chi lo ha scritto

Maria Grazia Russo
Maria Grazia Russo

Classe 2001, appassionata di Cina e culture asiatiche, ho trasformato la mia curiosità in esperienze tra Europa e Asia, studiando brevemente presso la Hebei Normal University – 国际文化交流学院. Dopo la laurea in Scienze Linguistiche conseguita presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ho proseguito gli studi in Economia presso l’Università di Pavia. Durante gli anni universitari ho  sviluppato un forte interesse per il giornalismo e la politica internazionale, collaborando anche con alcune testate giornalistiche studentesche. Nel tempo libero coltivo la mia passione per la fotografia, con un particolare interesse per le mostre della Magnum Photos.

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