In 3 sorsi – Lo scorso lunedì 23 febbraio ha avuto luogo il giuramento del nuovo Governo olandese, guidato dal premier Rob Jetten.
1. IL NUOVO ESECUTIVO OLANDESE
Lunedì23 febbraio è stata una data storica per i Paesi Bassi, che hanno visto Rob Jetten diventare il più giovane Primo Ministro olandese a soli 38 anni. La sua vittoria alle elezioni generali di ottobre, che lo vedevano sfidarsi con Geert Wilder, leader del Partito per la libertà, di estrema destra, è avvenuta in maniera del tutto inaspettata, con una differenza di 29.268 voti. Il neopremier è entrato in politica nel 2017 ed è progressista ed europeista convinto. Diversi media l’hanno definito anche paladino dei diritti civili, soprattutto sottolineando come sia il primo capo dell’esecutivo olandese dichiaratamente omosessuale. Il suo partito, Democrats 66, è liberal-progressista e le sue posizioni oscillano tra destra, come nel caso della migrazione, e sinistra, come nel caso delle politiche a sostegno dello stato sociale.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Passaggio di consegne tra Dick Schoof e Rob Jetten
2.GETTING STARTED: IL PIANO PROGRAMMATICO DI JETTEN
Il piano programmatico del nuovo Governo contiene questioni già discusse da tempo nei Paesi
Bassi, che però non sono mai state risolte dai precedenti esecutivi a causa della loro debolezza o
della loro frammentazione. Uno dei pilastri del programma è la sicurezza: 19 miliardi di euro
saranno destinati alla difesa, con un potenziamento delle Forze Armate a 122mila soldati. Un
altro punto importante riguarda la crisi abitativa, problema che interessa quasi tutta l’Europa, ma
che tocca in particolar modo i Paesi Bassi, che secondo le stime necessiterebbero di almeno 400mila alloggi in più. Non mancano, però, questioni che rischiano di creare malcontento, come i pesanti tagli a sanità e previdenza sociale.
Fig. 2 – Foto di gruppo del nuovo esecutivo con il Re Willem Alexander d’Olanda
3. IL FUTURO DEI PAESI BASSI TRA NEGOZIATI E COMPROMESSI
La vittoria di Jetten è stata accolta con favore da Bruxelles, viste le posizioni europeiste del
premier, contro quelle più euroscettiche del suo opponente e degli altri partiti dell’estrema destra. Sebbene abbia alcune posizioni conservatrici, poi, il nuovo esecutivo olandese rappresenta una sorta di eccezione in un’Europa che ultimamente sembra guardare sempre di più alle estreme destre. Nonostante ciò, è da considerare un fattore che potrebbe arrecare non pochi problemi: Jetten guiderà il Paese con un Governo di minoranza. Infatti, la coalizione tra Democrats 66, Cristiano-Democratici e Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia controlla 66 seggi su 150 nella Camera dei Rappresentanti e 22 su 75 al Senato. Ciò significa che, nonostante le ambizioni e i buoni propositi, ogni provvedimento emanato dovrà essere il risultato di compromessi e negoziazioni con le opposizioni che, già da ora, non sembrano condividere diversi punti del piano di Jetten.
Caterina Marzano
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