In 3 Sorsi – Dopo quasi 6 anni dall’accordo di recesso dall’UE, il Governo di Londra (affiancato dalla delegazione di Gibilterra) e la Commissione Europea hanno trovato la quadra sul testo del trattato che regolerà le relazioni post-Brexit di Gibilterra con il blocco europeo.
1. L’ENTRATA IN VIGORE PROVVISORIA AVVERRÀ IL 10 APRILE 2026
Dieci anni dal referendum sulla Brexit, sei anni dall’Accordo di recesso, cinque anni dall’inizio dei negoziati. Questa è la timeline dell’iter che lo scorso 26 febbraio ha portato alla pubblicazione congiunta, da parte della Commissione Europea e dei Governi del Regno Unito e di Gibilterra, della bozza del testo del trattato che regolerà le relazioni del territorio d’oltremare britannico con Bruxelles. Il documento, che dovrà subire una revisione legale dal Parlamento britannico prima dell’eventuale ratifica, conta più di mille pagine e 43 protocolli aggiuntivi. Si tratta senza dubbio del testo più complesso mai pubblicato riguardante il territorio di Gibilterra. Tale complessità, come prevedibile, ha portato i rappresentanti di Gibilterra ad accettare determinate condizioni e concessioni che non sono state del tutto apprezzate dal popolo della Rocca. I punti maggiormente contestati sono l’aumento del potere e della presenza spagnola sulla penisola e la riduzione di alcune agevolazioni in ambito fiscale. Tali novità sono, del resto, conseguenza del riavvicinamento previsto dal trattato tra Gibilterra, il blocco UE e lo spazio Schengen. Come sottolineato da numerosi esponenti politici di Gibilterra, tanto governativi quanto delle opposizioni, quello negoziato con l’UE è probabilmente “il migliore degli accordi possibili”, data la posizione svantaggiata e precaria in cui Gibilterra si trova a seguito del referendum sulla Brexit (in cui i cittadini della Rocca votarono al 96% per il Remain).
Embed from Getty ImagesFig. 1 – La frontiera tra Spagna e Gibilterra
2. SOVRANITÀ, STABILITÀ, SICUREZZA, PROSPERITÀ
Secondo il Chief Minister Fabian Picardo, le nuove disposizioni introdotte dall’accordo garantiranno a Gibilterra e ai territori circostanti sovranità, stabilità, sicurezza e prosperità. L’accordo prevede l’eliminazione del confine fisico e l’introduzione di doppi controlli (polizia di Gibilterra per le operazioni di routine e polizia spagnola per i controlli Schengen) presso il porto e l’aeroporto di Gibilterra. Poiché Gibilterra resterà fuori dallo Spazio Schengen, saranno potenziati lo scambio di informazioni e la cooperazione giudiziaria internazionale per contrastare crimini diffusi quali contrabbando e importazione clandestina. Per avvicinare ulteriormente Gibilterra al continente europeo ci sarà anche un’armonizzazione agli standard UE su vari livelli come tassazione (ma senza l’introduzione dell’IVA), politiche ambientali, commercio, lavoro. In questa fase, appare comprensibile la preoccupazione di alcune categorie sociali di Gibilterra, timorose della possibile perdita di agevolazioni e privilegi che hanno reso la Rocca un paradiso fiscale ispirato a modelli quali Montecarlo e Malta. Per valutare gli effetti dell’accordo bisognerà quantomeno attendere l’entrata in vigore provvisoria prevista per il prossimo 10 aprile.
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Il Chief Minister di Gibilterra, Fabian Picardo
Embed from Getty Images3. ADIÓS, LA VERJA! IL FUTURO DELLA FRONTIERA TRA GIBILTERRA E SPAGNA
L’importanza dell’eliminazione delle barriere fisiche alla frontiera di Gibilterra va ben oltre la dimensione politica e giuridica. Il nuovo sistema favorirà tanto l’attività economica quanto il contatto sociale, due elementi che da sempre caratterizzano i rapporti transfrontalieri tra Gibilterra e Spagna. Un aumento delle interazioni, finalmente libere dalla presenza ingombrante del confine (“la Verja”), avrà con molta probabilità effetti positivi su entrambi i lati della frontiera. Sebbene tale novità non risolverà del tutto le diseguaglianze nell’area, appare indiscutibile che tale accordo rappresenti un nuovo punto di partenza per tutti i cittadini del Campo de Gibraltar, a prescindere da nazionalità, status sociale e occupazione.
Giorgio Fioravanti
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