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    Dall’Africa all’America Latina

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    La geopolitica non include solo i grandi temi internazionali che salgono periodicamente alla ribalta nei media; comprende invece anche tante piccole grandi questioni che spesso rimangono nascoste, ed eppure possono avere una grande rilevanza per i paesi e le regioni interessate. Ne vediamo oggi alcune nel nostro “Espresso esotico” che va dall’Africa all’America Latina.

     

    1. Repubblica Democratica del Congo – ne abbiamo parlato tanto, ma da un po’ di tempo i riflettori sembrano spenti. In realtà l’instabilità nell’est del paese continua, con il movimento M23 che prova ancora ad avvicinarsi alla città di Goma. Questa volta però la forza ONU ha il mandato per intervenire direttamente e sta respingendo i ribelli lontano dalla città. In particolare si punta ad allontanare M23 a una distanza tale da impedire l’uso di artiglieria o mortai contro la città stessa. C’è ancora molto dibattito sui reali limiti della missione ONU, tra chi vorrebbe limitarsi alla difesa di Goma e dintorni (la comunità internazionale) e chi richiede che dia attivamente la caccia ai ribelli (il governo locale).

     

    2. Etiopia – principale esempio di economia in via di sviluppo di successo rimasta profondamente socialista, molti analisti giudicano che l’Etiopia potrebbe stare raggiungendo i limiti di una società ancora così ancorata all’agricoltura e deve affrontare i problemi del post-Zenawi. Servono progetti di sviluppo industriale e soprattutto migliori infrastrutture di trasporti, telecomunicazioni ed energia. Proprio in quest’ultimo campo si posiziona la costruzione di una grande diga sul fiume Nilo per produrre elettricità – osteggiata dall’Egitto che teme una riduzione sensibile del flusso del fiume nel proprio territorio. Da un lato esiste un accordo tra Sudan, Etiopia e altri che regola il controllo e la disponibilità dell’acqua del Nilo per tutti i paesi, ma dall’altro l’Egitto teme che i propri diritti vengano prima o poi calpestati in caso di dispute politiche. Tra minacce di ritorsioni e opposte valutazioni idriche, la nuova diga porterà sì più sviluppo ma forse anche più instabilità regionale.

     

    Il Benin è un esempio di piccolo paese africano che a piccoli passi sta guadagnando stabilità
    Il Benin è un esempio di piccolo paese africano che a piccoli passi sta guadagnando stabilità

    3. Burkina Faso – quanti si ricordano che la capitale del Burkina Faso è Ouagadougou? Eppure sarà un nome da ricordare perché secondo gli analisti di McKinsey è una delle città che da qui al 2030 crescerà di più come numero di abitanti giovani. Il paese, dopo i conflitti degli anni ’90, è ora sostanzialmente stabile ma anche povero e da più di 20 anni in mano al presidente Blaise Compaoré. Nonostante ciò le diplomazie internazionali sperano possa diventare un fattore di stabilizzazione dell’area assieme agli altri paesi parte dell’ECOWAS. A riprova dell’interesse internazionale, gli USA hanno ottenuto di poter usufruire di una base area per droni.

     

    4. Benin – il piccolo Benin appare un paese di per sé geopoliticamente poco rilevante, ma è indicativo di tutti quei piccoli stati che cercano la propria stabilità e sviluppo in mezzo ad aree attraversate invece da grandi mutamenti. Per il Benin due sono le sfide principali da affrontare: essendo un paese costiero, la crescente instabilità del Golfo di Guinea (dove il numero di attacchi di pirati a mercantili e petroliere è in aumento) potrebbe colpirne il commercio. Secondariamente, per quanto pochi siano ancora gli investimenti, non è escluso che in futuro possa godere di benefici simili al vicino Ghana, ovvero di trovare importanti riserve di petrolio o gas naturale nel proprio offshore. Sarebbe un importante passo verso disponibilità di nuovi fondi – a patto di evitare  che torni un’eccessiva corruzione della propria classe dirigente.

     

    5. Colombia – Ve lo avevamo annunciato a inizio anno: i colloqui di pace tra governo colombiano e FARC stanno procedendo e, per la prima volta, sembrano promettenti. Attualmente solo uno dei punti chiave del negoziato (su 6 totali) sembra essere stato risolto, ed è presto a cantare vittoria. Cosa fa sperare bene per il futuro? Il fatto che i negoziati continuino, e soprattutto che nonostante qualche breve interruzione “tattica” entrambe le parti continuino a cercarsi per proseguire, che le FARC abbiano ammesso le proprie responsabilità e che il governo stia preparando una bozza per evitare processi-vendetta contro i leader guerriglieri: tutti step considerati indispensabili per proseguire e mai accettati in precedenza. Difficilmente si arriverà a un accordo entro fine anno come aveva promesso il Presidente Juan Manuel Santos, ma forse già nel primo trimestre 2014 potrebbero vedersi buone prospettive di risultati. Intanto i primi passi sono stati compiuti. Per un conflitto durato così tanto, andare piano ma stabilmente è il problema minore.

     

    6. Peru – Il Peru, meta di tanti turisti europei, è geopoliticamente un paese dalla doppia personalità: da un lato è pacifico e lavora alacremente per l’integrazione con il mondo esterno, in particolare per quanto riguarda il commercio con Cina, India, USA e i paesi della Comunità Andina delle Nazioni. Dall’altro vede latenti molte recriminazioni territoriali con i vicini Ecuador, Colombia, Bolivia e soprattutto Cile dopo la “Guerra del Pacifico” del 1879-1884 che vide alcune provincie peruviane passare sotto controllo Cileno, e che è ancora motivo di disputa tra le due popolazioni. La sfida del paese sarà dunque proseguire nel suo sviluppo senza cadere in nuove tentazioni nazionaliste, come del resto molti dei suoi vicini.

     

    La Redazione

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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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