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venerdì 23 Ottobre 2020
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    • La nuova Commissione Europea a guida von der Leyen è da poco entrata in vigore grazie ad un accordo tripartito volto a neutralizzare le forze sovraniste
    • La lotta al cambiamento climatico e il piano di investimenti per un Green New Deal sono le principali priorità della Commissione
    • L’UE saprà diventare un attore rilevante anche dal punto di vista geopolitico solo se riuscirà a parlare con una sola voce di fronte alle sfide che arrivano soprattutto da più vicino (es. Medio Oriente)

    A sei mesi dalle elezioni europee dello scorso maggio, la Commissione a guida von der Leyen si è insediata sul finire del 2019, solida di un’inedita alleanza tripartita che consta di forze di centrosinistra, centrodestra e centro liberale. Tuttavia, il supporto alla Commissione von der Leyen pare trovare collante esclusivamente nel tentativo di arginare le forze antieuropeiste che hanno raccolto rilevante sostegno elettorale in tutti gli Stati Membri.

    La lotta al cambiamento climatico si è da subito configurata come la ragione d’essere della nuova Commissione che col proprio programma di lavoro punta alla neutralità climatica continentale entro il 2050 e a dettare l’agenda green a livello globale.

    La capacità di affermarsi a livello globale come leader nella lotta al cambiamento climatico potrebbe fare da traino alla trasformazione dell’UE da nano geopolitico ma gigante economico, in una guida globale a tutto tondo, a patto che riesca a esprimersi coerentemente, con una sola voce.

    Anita Nappo

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