utenti ip tracking
sabato 15 Agosto 2020
More

    Speciale COVID-19

    Xenofobia e Covid-19 (II): sinocentrismo e razzismo

    Analisi - Se è vero che all’estero le comunità...

    Bielorussia, la “vittoria” vuota di Lukashenko

    Analisi – Secondo i dati ufficiali, il Presidente bielorusso...

    È arrivato il cigno nero?

    Editoriale -  A gennaio avevamo provato a descrivere come...

    Lemon Tree

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 1 min.

     Israeliani e Palestinesi: due popoli apparentemente inconciliabili. La storia di due donne, messa sullo schermo dal regista Eran Riklis, spiega la difficoltà di comunicare.

     Il conflitto israelo palestinese passa anche per un giardino di limoni. Soprattutto se sul confine con la Cisgiordania va ad abitare il Ministro della Difesa israeliano, Israel Navon, e se il giardino di Salma Zidane (interpretata dall'attrice Hiam Abbass) con i suoi alberi di limone da abbattere diventa una minaccia per la sicurezza nazionale in quanto potenziale covo di terroristi. Il film, una storia semplice, racconta di due mondi che sostanzialmente non si parlano se non attraverso i pochi sguardi, quelli di due donne, la moglie del ministro e la proprietaria del giardino. Il resto del dialogo avverrà in tribunale.  Una critica forte dell'autore alla questione mediorientale passa proprio sul piano dell'incomunicabilità quotidiana (resa anche dal fatto che nella versione originale gli ebrei parlano in ebraico e gli arabi parlano arabo) che contraddistingue le due fazioni in lotta. La solidarietà tra le due donne protagoniste, Salma e Mira, moglie del ministro, è percepita dallo spettatore, ma non si spinge mai davvero oltre questo livello.

     Il conflitto israelo palestinese passa anche per un giardino di limoni. Soprattutto se sul confine con la Cisgiordania va ad abitare il Ministro della Difesa israeliano, Israel Navon, e se il giardino di Salma Zidane (interpretata dall'attrice Hiam Abbass) con i suoi alberi di limone da abbattere diventa una minaccia per la sicurezza nazionale in quanto potenziale covo di terroristi. Il film, una storia semplice, racconta di due mondi che sostanzialmente non si parlano se non attraverso i pochi sguardi, quelli di due donne, la moglie del ministro e la proprietaria del giardino. Il resto del dialogo avverrà in tribunale.  Una critica forte dell'autore alla questione mediorientale passa proprio sul piano dell'incomunicabilità quotidiana (resa anche dal fatto che nella versione originale gli ebrei parlano in ebraico e gli arabi parlano arabo) che contraddistingue le due fazioni in lotta. La solidarietà tra le due donne protagoniste, Salma e Mira, moglie del ministro, è percepita dallo spettatore, ma non si spinge mai davvero oltre questo livello.

    Anna Longhini

    Redazione
    Redazionehttps://ilcaffegeopolitico.net

    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

    Articolo precedenteTutto da rifare
    Articolo successivoRitorno al passato

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite