utenti ip tracking
venerdì 29 Maggio 2020
More

    Speciale COVID-19

    La complessità della Via della Seta sanitaria

    Analisi – Una riflessione sul progetto della Health Silk...

    Il Nord Europa vs la Covid-19

    In 3 sorsi - Quale strategia hanno adottato i...

    Il Brasile tra il virus e i militari

    In 3 sorsi - Il Brasile è ormai il...

    Libano e Iraq: la crisi nella crisi

    Analisi - L’emergenza sanitaria legata alla pandemia giunge in...

    Il viaggio della Resistenza italiana dall’8 settembre al 25 aprile

    In breve

    • Il 25 aprile 1945 le forze antifasciste proclamano l’insurrezione generale contro tedeschi e repubblichini. E’ la fine del regime fascista e l’inizio della conclusione della seconda guerra mondiale in Italia.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    Ristretto25 aprile 1945: scatta l’insurrezione generale decisa dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) nove giorni prima, in concomitanza dell’avanzata degli Alleati verso la Pianura Padana. Nel giro di poche ore Milano e le altri grandi città dell’Italia settentrionale vengono liberate, mentre le truppe tedesche si ritirano verso il Brennero e Mussolini viene catturato e fucilato dai partigiani vicino Como. È l’inizio della fine della seconda guerra mondiale e del regime fascista in Italia. Le ostilità termineranno ufficialmente il 2 maggio con la resa delle forze tedesche ancora presenti nel Paese agli Alleati.

    Il movimento di resistenza in Italia inizia già all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, con le reazioni di alcune unità militari alle iniziative aggressive degli ex alleati tedeschi e la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) composto dalle principali forze politiche antifasciste (socialisti, comunisti, azionisti, democristiani, liberali, repubblicani). Nelle settimane successive si formano anche piccoli gruppi armati che lanciano operazioni di guerrigilia contro le forze tedesche di occupazione e i militi della neonata Repubblica Sociale Italiana (RSI), creata da Mussolini dopo la sua rocambolesca liberazione dal Gran Sasso. Sin dall’inizio la Resistenza italiana si caratterizza come un movimento complesso e eterogeneo, formato da persone e organizzazioni con ideali e motivazioni politiche diverse, ma unite dalla comune opposizione al fascismo e alla brutale occupazione nazista, fatta di deportazioni, massacri e crudeli violenze verso la popolazione. Inizialmente la collaborazione tra queste forze è difficile e frammentaria, ma col passare del tempo viene sviluppato un coordinamento sempre più efficace e le capacità operative dei gruppi partigiani in territorio occupato – all’inizio molto modeste – cominciano gradualmente a diventare significative. Non vanno dimenticati poi fenomeni di resistenza “non armata” come il soccorso dato dalla Chiesa agli ebrei o il rifiuto degli internati militari italiani in Germania di giurare fedeltà alla RSI. E nemmeno il ruolo delle forze armate del Regno del Sud, impegnate al fianco degli Alleati nella faticosa “risalita” della penisola contro i tedeschi.

    Nel marzo 1944 il CLNAI, che gestisce la lotta armata nel Nord Italia, viene riconosciuto come “Governo straordinario” e comincia quindi ad assumere funzioni più propriamente politiche, interagendo direttamente con gli Alleati e istituendo comandi militari in alcune zone d’operazioni. Nei mesi successivi la liberazione di Roma e di parte della Toscana portano alla nascita di vere e proprie repubbliche partigiane (Val d’Ossola, Montefiorino, Val Ceno), che rappresentano un primo esperimento di Governo democratico dopo oltre vent’anni di dittatura. La vita di tali repubbliche è però molto breve e l’avanzata degli Alleati finisce per arrestarsi a fine estate nei pressi della Linea Gotica, costringendo i partigiani nel Nord ad affrontare un lungo e durissimo inverno, contrassegnato dall’assenza di rifornimenti e dalla sanguinosa azione repressiva di tedeschi e repubblichini. Molte formazioni riescono però a sopravvivere e la ripresa dell’offensiva alleata nell’aprile 1945, con il successivo sfondamento della Linea Gotica, porta all’intensificazione delle operazioni contro le forze occupanti e alla decisione di preparare un’insurrezione generale nelle città settentrionali. Il 21 aprile viene liberata Bologna, mentre il 24 gli Alleati passano il Po e avanzano nella Bassa Padana. Il giorno successivo scatta l’insurrezione e in poco tempo i partigiani liberano i principali centri urbani, iniziando anche una brutale “resa dei conti” contro militi e gerarchi della RSI. Molti di loro vengono infatti uccisi in modo sommario e il corpo dello stesso Mussolini viene esposto come macabro trofeo a Piazzale Loreto. Ma questi eventi non oscurano la gioia popolare per la ritrovata libertà. Il 28 aprile si tiene a Milano una grande celebrazione pubblica per festeggiare l’evento. Il giorno dopo i tedeschi firmano la resa agli Alleati a Caserta, diventata effettiva il 2 maggio, ponendo fine alla guerra in Italia.

    Un anno più tardi il Governo di Alcide De Gasperi stabilisce per decreto il 25 aprile come festa nazionale, disposizione poi resa permanente dalla legge n. 269 del maggio 1949. A livello temporale non è molto lontana dalle date scelte da altri Paesi europei per celebrare la fine della guerra e dell’occupazione nazista: Olanda e Danimarca (5 maggio); Francia, Repubblica Ceca e Norvegia (8 maggio). Una vicinanza che conferma la Resistenza italiana come parte del più grande fenomeno della Resistenza europea contro il nazismo e della rinascita democratica di parte del Vecchio Continente dopo il 1945.  

    Simone Pelizza

    Buon 25 Aprile dall’IJF10 Perugia” by Giorgio Montersino is licensed under CC BY-SA 

    Simone Pelizza
    Simone Pelizzahttp://independent.academia.edu/simonepelizza

    Piemontese doc, mi sono laureato in Storia all’Università Cattolica di Milano e ho poi proseguito gli studi in Gran Bretagna. Dal 2014 faccio parte de Il Caffè Geopolitico dove mi occupo principalmente di Asia e Russia, aree al centro dei miei interessi da diversi anni. Sono anche membro della Società Italiana di Storia Militare e ho pubblicato brevi contributi su alcuni giornali accademici.
    Nel tempo libero leggo, bevo caffè (ovviamente) e faccio lunghe passeggiate. Sogno di andare in Giappone e spero di realizzare presto tale proposito. Nel frattempo ho avuto modo di conoscere e apprezzare la Cina, che ho visitato recentemente per lavoro.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite