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    L’Unione Europea e l’assedio del Quinto Potere cinese

    In breve

    • Russia e Cina stanno orchestrando potenti campagne di disinformazione sulla rete, veicolando fake news contro l’Unione Europea e i suoi Stati membri.
    • Se da un lato Pechino offre aiuti sanitari ai Paesi europei maggiormente colpiti, dall’altro lato la macchina propagandistica cinese mette sotto pressione i Governi occidentali diffondendo false teorie sul virus.
    • Xi Jinping mira ad amplificare le divisioni europee per trarne vantaggi economici e geopolitici.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsi – La Cina prova a riscrivere la narrazione della crisi Covid-19 per trarne vantaggi geopolitici ed economici. L’offensiva parte dall’Unione Europea, preda strategica e ambita, attaccata dalla macchina della propaganda cinese per amplificarne le fratture.

    1. L’OFFENSIVA

    Il copione è ormai consolidato: utilizzare la rete per veicolare fake news destinate ad alimentare tensioni sociali e malcontento contro i Governi occidentali. L’Unione Europea è solo l’ultima vittima di una campagna di disinformazione volta a usare l’emergenza della Covid-19 a fini geopolitici. Per influenzare, condizionare, ottenere indebiti vantaggi. A orchestrare queste campagne di disinformazione ci sarebbero non solo la Russia, ormai avvezza a tali manovre, ma soprattutto la Cina. Desiderosa di riscrivere la narrazione di questa crisi, far dimenticare le proprie reticenze sull’origine del virus e riempire i vuoti lasciati dall’America First di Trump. Sfruttare le divisioni interne dell’Europa per ridare smalto alla propria immagine appannata dalla crisi, proponendosi al tempo stesso come leader di un nuovo ordine mondiale. Non più incentrato sugli Stati Uniti, ovviamente. È questo il senso dell’offensiva che sta conducendo la Cina contro la UE e molti suoi Stati membri, seguendo due fili conduttori ben precisi. Blandire e minacciare.

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    Fig. 1 – Il Presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping

    2. AIUTI E MINACCE

    Le tonnellate di mascherine e apparecchiature sanitarie offerte dalla Cina ai Paesi europei dovevano servire, nei piani di Pechino, a stringere a sé i nuovi alleati e allontanarli ulteriormente da Washington. Il secondo livello di azione invece, prevede pressioni sui governi europei per indurli a non indagare troppo sulla gestione del focolaio originario di Wuhan. Da qui le minacce sotto forma di fake news per accentuare le paure di un’opinione pubblica europea spaventata e arrabbiata. Teorie del complotto, cospirazionismi, tutto volto a far dimenticare l’origine del virus e a riscriverne il tracciato. Due i casi emblematici. Prima il comunicato apparso sul sito dell’ambasciata cinese a Parigi, in cui si sosteneva che i medici francesi avessero lasciato morire gli anziani nelle case di riposo e che parlamentari francesi avessero proferito insulti razzisti contro il Direttore Generale dell’OMS. Alle vibranti proteste francesi è seguito il silenzio cinese, mentre il comunicato, falso, è ancora online. A fine aprile, il caso più grave. EuVsDisinfo, unità della Commissione UE per il contrasto alle fake news, pubblica un report in cui lancia accuse nette e circostanziate alla Cina (e non solo), colpevole di inondare la rete di notizie false per sviare le accuse legate allo scoppio della pandemia. Ma un reportage del New York Times sostiene che il fascicolo sarebbe stato alterato su pressioni della diplomazia cinese, con la scomparsa dalla versione definitiva di stralci ben più duri sulle responsabilità cinesi. La diplomazia UE smentisce con veemenza e afferma che si tratti solo di un normale processo di revisione di una bozza. Il New York Times insiste e la polemica infuria.

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    Fig. 2 – Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

    3. L’OBIETTIVO

    Gli obiettivi della propaganda cinese sono due. Da un lato amplificare le tensioni all’interno del blocco europeo per trarne vantaggi economici e geopolitici. Se gli USA non guidano più il mondo, la Cina è pronta a prenderne il posto. Ma per essere veramente una guida, Xi Jinping è consapevole che non bastano i vantaggi economici, occorre anche la legittimazione. Da qui deriva la necessità del secondo obiettivo: invertire la narrazione di questa crisi, facendo dimenticare le omissioni e gli errori iniziali cinesi e addossando ad altri le colpe. Con scarsi risultati sin qui su questo fronte, a giudicare dalla freddezza tedesca o dalla durezza francese nel rivolgersi a Pechino. La “diplomazia delle mascherine” non sta dando, al momento, i frutti sperati. Né l’aggressività della macchina della propaganda sul web sta riuscendo a conquistare cuori europei alla causa cinese. La crisi Covid-19 tuttavia sembra essere ancora agli inizi. La questione di fondo è quanti anticorpi avrà la UE per resistere alla potenza di fuoco del Quinto Potere cinese.

    Luca Cinciripini

    Immagine in evidenza: Photo by brotiN biswaS is licensed under CC0

    Luca Cinciripini
    Luca Cinciripini

    Nato nel 1991, laureato in Giurisprudenza e attualmente dottorando in Istituzioni e Politiche presso l’Università Cattolica di Milano. I miei interessi di ricerca sono concentrati in particolare sulle politiche di sicurezza e di difesa europee, i rapporti tra NATO e UE e la politica estera comunitaria. Da grande amante del mondo anglosassone, seguo anche tutte le vicende rilevanti della politica e della società britannica.

    Ma, soprattutto, tre cose non possono mancare mai per me: l’Inter, il cinema e gli U2.

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