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    Per il nostro Focus A cavallo del confine: tra Europa ed Eurasia” – Quarta parte – La Repubblica di Moldavia è uno Stato indipendente dal 1991. Originariamente parte della Romania, di cui condivide l’impianto linguistico e culturale, fu poi inglobata all’interno dell’Unione Sovietica. Formalmente invece la Transnistria esiste solo dal punto di vista geografico e si qualifica come la regione situata a Est del fiume Dnester: infatti, sebbene al momento della dissoluzione dell’URSS la Transnistria decise di separarsi dalla Moldavia, l'indipendenza non ne è stata riconosciuta

    LA MOLDAVIA DALL'URSS A OGGI – Con la dissoluzione dell’URSS, la Moldavia divenne autonoma, compiendo tuttavia un percorso differente da quello intrapreso dai cugini della Romania. Mentre quest’ultima iniziò ad avvicinarsi all’Unione Europea, divenendone membro nel 2007, in Moldavia le elezioni del 2001 videro la vittoria del Partito Comunista (Pcrm), con la nomina a presidente del filorusso Vladimir Voronin. Nel 2009 si sono tenute due tornate elettorali: la prima aveva confermato la leadership comunista, ma poi scontri di piazza hanno imposto il ritorno alle urne, che hanno decretato invece l’impossibilità per il Pcrm di ottenere i 3/5 dei voti in Parlamento, necessari per la nomina del Presidente. La coalizione di opposizione, denominata Alleanza per l’Integrazione Europea, ha così formato dopo numerose difficoltà un Esecutivo ad interim, guidato dal Presidente Mihai Ghimpu. La Costituzione impedisce che il Parlamento possa essere sciolto per più di due volte nell’arco di dodici mesi, quindi per nuove elezioni bisognerà attendere presumibilmente almeno la fine del 2010. Dal punto di vista economico, la Moldavia è uno degli Stati più poveri e arretrati dell’area. Priva di grandi risorse naturali, la sua economia si basa prevalentemente sull’agricoltura ed è strettamente dipendente dalla Russia, che rimane il partner strategico sia dal punto di vista commerciale che per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico. Altri partner di rilievo sono gli Stati confinanti, Romania ed Ucraina.

    LA TRANSNISTRIA – Come detto, la sovranità di questa regione come Stato autonomo non è ad oggi riconosciuta dalla comunità internazionale. Dunque, anche se la Transnistria batte una propria moneta, ha una sua polizia e proprie Forze Armate, è ufficialmente una provincia della Moldavia. Questa entità politica, che è l’ultimo baluardo del comunismo di matrice sovietica in Europa, è in realtà nelle mani di un industriale locale, Igor Smirnov, che occupa la carica di Presidente dal 1991, anno in cui venne eletto nel corso di una dubbia consultazione. La maggior parte delle attività economiche sono controllate, direttamente o indirettamente, dalla sua famiglia. (Nella mappa la Transnistria è indicata sulla sponda orientale del fiume Dniester).

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    DISPUTE DI FRONTIERA E PROBLEMI CON LA RUSSIA – La Moldavia, così come tutti gli altri Stati della comunità internazionale, non hanno mai riconosciuto l’indipendenza della Transnistria. Il problema del riconoscimento è una questione spesso ricorrente nell’ambito delle relazioni internazionali e che si è presentato in maniera acuta e spesso violenta in relazione alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. La guerra scoppiata in Cecenia, nella regione del Caucaso, a metà degli anni ’90, oppure la più recente disputa tra Russia e Georgia in merito alle rivendicazioni indipendentiste dell’Ossezia, dimostrano come la “cintura” sorta attorno alla Russia sia ancora fonte di numerose instabilità geopolitiche. Questo problema può influire sulle relazioni internazionali e sui flussi commerciali ed energetici nella regione, come già evidenziato in più punti.

    La Russia ha supportato de facto le rivendicazioni della Transnistria, che occupa un ruolo strategico per quanto riguarda le rotte del gas che da Mosca sono dirette verso Romania e Bulgaria. La disponibilità di risorse naturali, dunque, ma anche le rotte sulle quali esse viaggiano, sono indice di influenza geopolitica. Queste dinamiche possono intervenire nel caratterizzare i rapporti di queste nazioni con la Russia e nell’influenzare la loro scelta di appartenere al campo dell’Europa Occidentale simboleggiato dall’Unione Europea.

    IL CONCETTO DI “STATO FALLITO” – Oltre a non essere riconosciuta dagli altri Stati, la Transnistria può essere catalogata nella categoria dei cosiddetti “failed States. Si tratta di entità politiche che si caratterizzano per l’impossibilità di dare vita a processi stabili e duraturi di “State building” e “nation building” (costruzione dello Stato e della nazione), divenendo fonte di instabilità non solo a livello interno ma anche a livello regionale.

    La Transnistria è stata definita “il buco nero d’Europa”, in quanto il Presidente Smirnov ne ha fatto un ricettacolo di tutti i principali flussi criminali, in particolare droga e armi; Tiraspol, capitale della regione, sembra infatti essere la destinazione preferita di gruppi criminali da molte parti del mondo.

    Pietro Costanzo, Jacopo Marazia, Alberto Rossi, Davide Tentori, Stefano Torelli 25 ottobre 2010 redazione@ilcaffegeopolitico.net

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