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martedì 28 Settembre 2021

Moldavia, Ucraina e Georgia verso l’Unione Europea

In breve

  • Il 17 maggio scorso è stato siglato un accordo di cooperazione tra Moldavia, Ucraina e Georgia finalizzato a favorire l’adesione all’Unione Europea.
  • Questo accordo può essere un trampolino di lancio importante che arriva dopo gli accordi d’associazione presi negli scorsi anni con l’Unione Europea.
  • La possibile adesione all’Unione Europea di questi tre Paesi potrebbe portare a forti tensioni con Mosca.

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Caffè Lungo – L’incontro a Kiev dei Ministri degli Esteri di Ucraina, Moldavia e Georgia si è concluso con la firma di un memorandum trilaterale volto a rafforzare la cooperazione per raggiungere l’obiettivo comune, entrare nell’Unione Europea.

ACCORDO DI COOPERAZIONE TRA MOLDAVIA, UCRAINA E GEORGIA

Il 17 maggio i Ministri degli Esteri della Moldavia, dell’Ucraina e della Georgia, rispettivamente Aureliu Ciocoi, Dmytro Kuleba e David Zalkaliani, si sono trovati a Kiev per discutere del loro percorso di adesione all’Unione Europea. Da questo incontro è nato un accordo di cooperazione tra le tre ex Repubbliche sovietiche volto a tracciare un percorso di riforme e modernizzazione dei rispettivi Paesi per favorire l’integrazione europea. In particolare il Ministro degli Esteri moldavo Aureliu Ciocoi ha dichiarato che, tramite l’accordo, i Paesi firmatari hanno dato un forte segnale della loro volontà a continuare il percorso di riforme finalizzato all’ingresso nell’Unione. I tre Stati sono d’accordo nello sviluppare iniziative comuni e coordinare le proprie posizioni con il Partenariato orientale (Moldavia, Ucraina, Bielorussia, Azerbaijan, Armenia e Georgia), il programma di associazione europeo facente parte della Politica europea di vicinato (PEV), che mira a favorire l’associazione politica e l’integrazione economica dei sei Paesi partner, creato a seguito della proposta polacca con il sostegno svedese nel 2008.

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Fig. 1 – I Ministri degli Esteri Zalkaliani, Kuleba e Ciocoi a Kiev durante la firma dell’accordo, 17 maggio 2021

LA POSIZIONE DELL’UNIONE EUROPEA

L’Ucraina spinge da tempo per una cooperazione più forte con l’Europa, così come la Moldavia, che nelle elezioni dello scorso dicembre ha visto trionfare la filoeuropea Maia Sandu. In questo quadro generale si colloca la visita a Bruxelles della Presidente georgiana Salome Zourabichvili dello scorso gennaio, che ha evidenziato la volontà del proprio Paese di richiedere la piena adesione all’Unione Europea entro il 2024.
Tuttavia Bruxelles ha sempre sviato la questione, mantenendo anche nel caso della Georgia un atteggiamento freddo, principalmente per non creare malumori con gli altri Stati del Partenariato. Infatti gli altri tre Paesi del Partenariato Orientale dell’UE non hanno le stesse mire dei tre sopracitati: Bielorussia e Armenia fanno parte dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE), presieduta dalla Russia, mentre l’Azerbaijan coltiva da tempo legami con la Turchia, mantenendosi lontano alla stessa maniera sia dalla Russia che dagli Stati Uniti.
Bisogna però sottolineare che la recente crisi politica in Georgia e le continue pressioni di Mosca sul confine ucraino, oltre alle difficoltà interne in Bielorussia, stanno influenzando le posizioni europee a riguardo. Soprattutto la Lituania, uno dei tre Stati baltici, sostiene e promuove con forza l’integrazione dei tre ex Stati sovietici nell’UE. Da parte europea rimane una considerazione di questi tre Paesi più alla stregua di nazioni associate che di possibili Paesi prossimi alla candidatura UE, al contrario dei Balcani, che godono di uno status di futuri membri. 

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Fig. 2 – La Presidente della Georgia, Salome Zourabichvili, insieme al Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, 21 gennaio 2021

L’AVVERSIONE DEL CREMLINO

L’avversione di Mosca alla volontà ucraina, georgiana e moldava di entrare nella NATO è la stessa anche per ciò che riguarda l’adesione all’Unione Europea. Il principale problema della Moldavia nell’ottica di un ipotetico ricongiungimento con la Romania e di un’eventuale entrata in Europa è rappresentato dalla Transnistria, regione dichiaratasi Stato indipendente nel 1990, mai riconosciuto dalla comunità internazionale, sotto la protezione della Russia. Per la Russia, la Moldavia ha una posizione strategica e la regione filorussa rappresenta un buon strumento di pressione per Mosca nei confronti di Chisinau, in quanto “sopravvive” principalmente grazie alle sovvenzioni russe: il debito dei sussidi ricevuti viene usato dal Cremlino come monito ogni qualvolta la Moldavia. Nel caso in cui la Transnistria acconsentisse a essere una semplice regione della Moldavia, la Russia considererebbe infatti i sussidi dati alla regione come parte del debito della Moldavia stessa. Simile è la storia dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, dichiaratesi indipendenti dalla Georgia con l’appoggio di Mosca. La situazione è ancora più critica in Ucraina, già segnata dall’annessione russa della Crimea nel 2014, dato che la regione del Donbass è al centro da tempo degli scontri militari tra Kiev e i separatisti sostenuti da Mosca. Quest’ultima inoltre ha minacciato il Governo di Kiev dichiarando che la possibile entrata dell’Ucraina nella NATO porterà solo a un peggioramento della situazione

Elisa Cecchini

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Elisa Cecchini
Elisa Cecchini

Classe 1997, laureata in Lingue, Civiltà e Scienze del linguaggio a Ca’Foscari, con un curriculum prettamente politico-internazionale affiancato allo studio del francese e del russo. Grazie al periodo di studi all’università di Tartu in Estonia, mi sono appassionata all’area baltica e alle sue vicende storiche, culturali e geopolitiche legate alla Russia, arrivando così a scrivere la tesi sulla minoranza russofona in Estonia. Sto attualmente frequentando il Joint Master’s Degree in Interdisciplinary Research and Studies on the Eastern Europe all’università di Bologna, che mi darà la possibilità di studiare il prossimo anno presso la Vytautas Magnus University di Kaunas, in Lituania. Grazie al mio percorso di magistrale sto approfondendo lo studio delle tematiche legate allo spazio post-sovietico, con un particolare interesse alla sfera della sicurezza e delle politiche energetiche.

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