utenti ip tracking
sabato 19 Settembre 2020
More

    Speciale COVID-19

    Contagi, proteste e maltempo: i tanti guai della Corea del Sud

    In 3 sorsi - Il coronavirus sembra aver esacerbato...

    Il SURE dell’Unione europea a sostegno dell’occupazione

    In 3 Sorsi – La Commissione europea ha formalizzato...

    Il lungo inverno di Melbourne

    Analisi - Secondo appuntamento con un "Caffè agli antipodi"....

    Il Cile tra virus e nuovo patto sociale

    In 3 Sorsi – Il Cile si sta avviando...

    Muore un leader, nasce un mito?

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    La morte improvvisa di Néstor Kirchner, leader della scena politica argentina, apre scenari molto ampi ed incerti in vista delle elezioni presidenziali che si terranno nel 2011. In questo articolo ripercorriamo le vicende della carriera di Kirchner, che dal 2003 al 2007 è stato Presidente dell’Argentina prima di lasciare il posto alla moglie Cristina, attualmente in carica.

    IL MATRIMONIO KIRCHNER –  Il 27 ottobre la morte improvvisa per infarto di Néstor Kirchner ha risvegliato negli argentini le peggiori recenti paure di instabilità politica e crisi. Marito della Presidente in carica, Cristina Fernández, ex Presidente in un dei periodi più duri per la storia di questo Paese, Kirchner ricopriva ora il ruolo di capo del Partido Justicialista, il più forte sulla scena politica. Ma non solo. Perché in realtà Kirchner faceva molto di più: era il principale consigliere del governo di sua moglie, diretta continuazione del proprio (tanto che si parlava di governo del “matrimonio K”), prendeva, decisioni cruciali per l’economia e soprattutto sceglieva gli uomini chiave a tutti i livelli, dal locale al nazionale. Eccellente negoziatore, Kirchner era anche un punto di riferimento della politica di integrazione sudamericana, in veste di presidente dell’UNASUR, e insieme a Chávez e Lula costituiva i pilastri della sinistra al potere nel continente.

    FATTORE “K” – I tre giorni di lutto nazionale decretati da sua moglie hanno visto una partecipazione popolare enorme alle sue esequie, come in nessun altro caso eccetto probabilmente quelli di Perón ed Evita. Escluse le personalità politiche dissidenti dalle visite ufficiali, il modello K ha continuato sulla sua linea, in un bagno di folla di Cristina Fernández di populista e peronista memoria. La ragione di tale partecipazione di massa, totalmente spontanea, è da ricondursi alle condizioni in cui Néstor Kirchner prese iL potere nel 2003: un Paese a pezzi, a livello economico e finanziario, ma anche stremato da decenni di gestione politica volta allo sfruttamento e alla corruzione. La grande abilità di questo presidente fu quella di saper ridare fiducia alla gente in una fase storica nella quale tutto, dopo la crisi del 2001, sembrava perduto. E al di là dei difetti del suo modello produttivista, è innegabile che l’Argentina sotto il suo mandato sia cresciuta a livelli sostenuti, e abbia visto un riavvicinamento dei giovani all’interesse politico. Il “pinguino” – così chiamato perché era stato per molto tempo governatore della Provincia di Santa Cruz, vicino alla gelida Terra del Fuoco – aveva inoltre riunito intorno a sé, in una gestione poco incline alla formalità e al protocollo, moltissimi movimenti e associazioni civili per i diritti umani, per la sua clamorosa decisione di ritirare la Ley de Obediencia Debida ai militari della dittatura del ‘76, e così porre in marcia un’epurazione dei corpi di polizia che fino a pochi anni fa nascondevano molti assassini e torturatori impuniti. La stessa speciale relazione con las Abuelas de Plaza de Mayo è testimonianza di quanto fatto da Kirchner per i familiari dei desaparecidos.

    content_577_2

    PROSPETTIVE – Adesso si aprono scenari interessanti: mentre la popolazione si sente orfana, e teme un crollo del governo, la Presidente ha voluto dare forti segnali di continuità del modello economico. Ma le elezioni sono nel 2011, e Kirchner era il principale candidato di un PJ diviso da correnti interne e alleanze scomode – come quella con il sindacalista Moyano- che solo lui riusciva a mantenere unito. Mentre già si parla di ricandidare Cristina Fernández (anche se la Costituzione non lo consente), entra in gioco Máximo, figlio della coppia e militante a Santa Cruz, e c’è chi si divide le spoglie di un impero politico capillare, esteso e complesso. Finora nessuno dei dirigenti sembra in grado di cogliere questa ingombrante eredità.

    Clara Marrone

    redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Redazione
    Redazionehttps://ilcaffegeopolitico.net

    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite

    LASCIA UN COMMENTO

    Inserisci qui il tuo commento
    Inserisci il tuo nome