utenti ip tracking
sabato 5 Dicembre 2020
More

    Speciale COVID-19

    La scommessa persa della Svezia

    In 3 sorsi - La Svezia, nel pieno della seconda ondata,...

    Nuova Zelanda: un nuovo Governo e un ritrovato regionalismo

    Caffè Lungo – All’indomani delle elezioni generali del 17 ottobre scorso...

    L’UE unita contro le minacce comuni

    In 3 sorsi - Il 19 novembre si è tenuta la...

    Il secondo lockdown e la frenata dell’economia francese

    In 3 sorsi - L’economia francese, già fortemente provata, vede stime...

    La lunga diatriba commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti

    In breve

    • Nel 2004 si aprì la disputa legale tra Unione Europea e USA, che si accusarono reciprocamente di aver concesso aiuti di Stato ai gruppi Airbus e Boeing.
    • Nel 2018 l’Organizzazione mondiale del Commercio sentenziò a favore degli USA, che poterono imporre dazi ai prodotti d’importazione europea.
    • A ottobre è arrivata anche la sentenza favorevole all’Unione Europea, che potrà applicare dazi commerciali ai prodotti statunitensi per un valore di 4 miliardi di dollari.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsiA seguito della disputa legale su aiuti di Stato illegittimi concessi alle compagnie aeree, è stata emanata la sentenza dell’Organizzazione Mondiale del Commercio per la quale l’Unione Europea potrà imporre dazi sulle importazioni americane. Con la nuova presidenza statunitense i due partner riusciranno a trovare un accordo?

    1. LA DISPUTA AIRBUS-BOEING

    Il 26 ottobre 2020 è giunta a Bruxelles la decisione presa da parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) per la quale l’Unione Europea può imporre dazi all’importazione per un valore di 4 miliardi di dollari sulle merci statunitensi. Questo provvedimento si riferisce alla disputa in corso da una decina di anni tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, fondata sulle reciproche accuse di aver fatto ricorso ad aiuti di Stato per finanziare le rispettive aziende produttive di aeromobili, il consorzio Airbus e Boeing.
    Nel 2004 arrivarono le prime critiche da parte degli Stati Uniti ad alcuni Stati membri europei. Nello specifico Francia e Spagna furono accusate di aver aiutato Airbus utilizzando sussidi pubblici per un ammontare di 22 miliardi di dollari: così facendo avrebbero violato le regole dell’Accordo GATT del 1994, che istituisce l’Organizzazione Mondiale del Commercio. La risposta europea ha dato vita al contenzioso legale che tuttora è in atto, dimostrando nel 2005 che anche la controparte americana aveva fatto lo stesso con la propria compagnia Boeing, concedendo sussidi per 23 miliardi di dollari.

    Embed from Getty Images

    Fig. 1 L’oggetto della disputa: in alto un aereo Boeing e in basso il corrispettivo Airbus

    2. LE DECISIONI DEL WTO

    Il World Trade Organization si è occupato della questione come parte terza e garante degli interessi commerciali internazionali. Nel 2018 arrivò la prima sentenza secondo la quale gli Stati Uniti potevano imporre dazi doganali sulle merci europee per un valore di 7,5 miliardi di dollari. Sentenza che si è sposata perfettamente con la politica commerciale dell’Amministrazione Trump, finalizzata a penalizzare i principali partner economici al fine di ridurre il proprio deficit commerciale.
    Lo scorso ottobre, tramite una sentenza lunga ben 137 pagine, il WTO ha concesso l’autorizzazione all’Unione Europea per impartire dazi agli Usa, alla condizione di non poter però superare il limite di 4 miliardi di dollari. La valutazione del WTO si è basata sugli “effetti sfavorevoli” che gli aiuti statunitensi avrebbero causato al costruttore europeo Airbus.

    Embed from Getty Images

    Fig. 2L’Organizzazione Mondiale del Commercio ha lo scopo di supervisionare gli accordi commerciali tra partner internazionali

    3. SOLUZIONE NEGOZIATA?

    Il Vicepresidente esecutivo per l’Economia della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, ha commentato la sentenza dicendo che “preferirebbe evitare di ricorrere a questa possibilità: nessuna delle parti ha interesse ad applicare dazi supplementari” e che si aspetta “che gli Stati Uniti decidano di revocare i dazi introdotti l’anno scorso sulle esportazioni dell’Unione Europea”. La proposta dell’Unione Europea è quella di giungere a una soluzione negoziata per la quale entrambi i Paesi decidano di revocare i dazi, soprattutto per cercare di non aggravare la situazione di crisi economica causata dalla pandemia in cui attualmente versano, ma se così non fosse l’Unione ha dichiarato che si vedrà costretta a imporli.
    Finora il Presidente Trump non ha mai voluto rinunciare alla possibilità di imporre dazi e di garantire il rispetto degli interessi americani. Ad oggi tuttavia bisogna considerare decisivo l’esito delle elezioni presidenziali americane del 3 novembre, che si sono concluse con la vittoria del candidato democratico Joe Biden. Secondo la dottrina Biden, che egli stesso ha presentato su Foreign Affairs, “gli Stati Uniti dovranno guidare di nuovo il mondo”, tornando a essere presenti nelle grandi Organizzazioni internazionali e opponendo all’approccio economicistico di Trump un maggiore interesse geopolitico. Ci si aspetta, quindi, una politica estera aperta al dialogo e alla diplomazia soprattutto nei confronti di un alleato storico e un partner commerciale come l’Unione Europea.
    Nel frattempo l’UE ha già stilato la lista di prodotti americani che subirebbero l’imposizione di dazi addizionali all’importazione, tra cui è possibile trovare jeans, whiskey e altre bevande alcoliche, sneakers di noti marchi, burro di arachidi e ketchup, moto e aerei, prodotti chimici e tanti altri.

    Alessandra Fiorani

    Photo by PublicDomainPictures is licensed under CC BY-NC-SA

    Alessandra Fiorani
    Alessandra Fiorani

    Nata il giorno di Natale del 1997 in un piccolo paesino della Tuscia, mi sono laureata in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali – curriculum Investigazione e Sicurezza nel 2019. Ho poi intrapreso una specializzazione all’Università Internazionale di Roma sotto la facoltà di Scienze Politiche al Corso magistrale in Investigazione, Criminalità e Sicurezza Internazionale; è qui che è sbocciata la mia passione per la geopolitica.

    Inoltre, pochi sanno di me che sono un’appassionata di criminologia, criminal profiling e serial killer.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite