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domenica 20 Giugno 2021

La Covid-19 lega il Sudamerica alla Cina

In breve

  • Le esportazioni fra i Paesi latinoamericani hanno subito una forte contrazione a causa della pandemia di Covid-19.
  • La Cina trae vantaggio dai bassi prezzi delle esportazioni di materie prime provenienti dalla regione e, d’altra parte, rappresenta l’ultima spiaggia per le economie latinoamericane.
  • Il processo in corso potrebbe accrescere la dipendenza dei Paesi latinoamericani nei confronti della Cina.

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In 3 sorsi – Il crollo delle esportazioni ha messo in ginocchio i principali Stati latinoamericani. La Cina, invece, ha colto l’occasione per rinsaldare i rapporti con il Brasile, Argentina e Messico aumentando la dipendenza di questi Stati da Pechino.

1. CALANO LE ESPORTAZIONI IN TUTTO IL SUDAMERICA

In America Latina la Covid-19 ha generato una delle più gravi crisi economiche della Storia. Molte aziende, anche le più virtuose, sono state costrette a chiudere, mentre quelle che sono riuscite a sopravvivere hanno drasticamente ridotto i propri introiti. Ciò è stato causato da una violenta crisi innescata dal crollo verticale delle esportazioni, principale fonte di sostentamento della bilancia dei pagamenti degli Stati latinoamericani. Il Brasile, ad esempio, ha importato beni per 6,4 miliardi di dollari di merce, ma è riuscito a esportarne solo 1,6. In particolare, segnalano gli analisti del CIESP (Centro das Industrias do Estado de Sao Paulo) rispetto al primo semestre del 2019 le esportazioni verso il Messico sono crollate del 35%, mentre verso l’Argentina addirittura del 36,5%. Anche l’Argentina, terza importatrice di prodotti verdeoro, ha visto contrarre le proprie esportazioni del 16,3% rispetto all’agosto del 2019. Una frenata riconducibile, secondo l’ultimo report della Càmara de Exportadores (CERA), alla precaria condizione sanitaria che sta attraversando la nazione biancoazzurra. Situazione simile si è verificata anche in Messico, poiché durante il primo trimestre dell’anno il mercato in uscita è diminuito del 17%.

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Fig. 1 – Vittime del Covid-19 sepolte al cimitero di Vila Formosa a San Paolo, Brasile

2. IL MERCATO CINESE COME ULTIMA SPIAGGIA PER LE ESPORTAZIONI LATINOAMERICANE

La condizione di estrema difficoltà in cui versa l’America Latina ha aiutato la Cina ad allungare i propri tentacoli anche in questo continente. Difatti uno studio della Confederazione dell’Agricoltura del Brasile a Shangai ha dimostrato come, grazie alla pandemia di Covid-19 e alla conseguente crisi delle economie sudamericane, si è creata l’imperdibile occasione per i produttori brasiliani di caffè di aumentare le esportazioni verso le città costiere della Cina che ospitano studenti universitari, principali consumatori della bevanda. Difatti i cinesi avrebbero il vantaggio comparato di aggiudicarsi grossi stock di caffè a un prezzo vantaggioso, a causa della caduta vorticosa del real verdeoro. Viceversa i produttori carioca potrebbero avere una boccata d’ossigeno dopo il brusco calo delle esportazioni subito tra marzo e giugno. Dal canto suo anche l’Argentina vede il Paese di Xi Jinping come ancora di salvezza per superare la fase pandemica senza correre il rischio di sprofondare in un altro default. Secondo il Presidente Alberto Fernandez l’aumento delle esportazioni di grano verso la Cina potrebbe far ripartire l’intera economia del Paese. Ad onor del vero già quest’anno i prodotti argentini importati dalla Repubblica Popolare sono aumentati del 17% rispetto al primo quadrimestre dell’anno passato. Un importante passo avanti nonostante il calo verticale, quantificabile al 10,5%, dell’intera economia argentina. A essersi molto avvicinato alla Cina c’è anche il Messico, il quale dopo il peggior semestre degli ultimi sei anni in termini di export, sta valutando di aumentare le esportazioni di carne bovina verso l’Asia.

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Fig. 2 – Lavoratori dell’unità di crisi del Ministero della Scienza, dell’Innovazione Tecnologica e delle Comunicazioni in San Paolo, Brasile

3. LE OPPORTUNITÀ CHE EMERGONO DALLA CRISI

La grave crisi sanitaria ha trasformato i Paesi più fragili, come quelli sudamericani, in allettanti prede per le superpotenze economiche come la Cina. Difatti il Governo di Xi Jinping dall’inizio della pandemia si sta attivando nel continente latinoamericano, inviando medicinali, respiratori e dispositivi di protezione. Un comportamento da buon samaritano che dimostra un interesse sempre maggiore della Cina nei confronti di uno dei continenti più ricchi di risorse naturali, ma meno sviluppati di tutto il pianeta.
Si assiste, dunque, a una strategia per rendere ancora più dipendenti da Pechino le economie delle più grandi democrazie latinoamericane.

Mattia Fossati

Photo by imprintmytravel is licensed under CC BY-NC-SA

Mattia Fossati

Friulano di nascita, bolognese per meriti accademici. Mi sono laureato in Scienze Politiche per poi specializzarmi in Giornalismo. Mi occupo di mafia, corruzione e narcotraffico. Ho svolto un tirocinio in Brasile effettuando svariati video-reportage delle manifestazioni studentesche contro i tagli del Governo Bolsonaro.  In seguito sono partito per un viaggio dal Cile alla Colombia per scrivere un libro sulle nuove rotte dei narcos. Follemente innamorato delle mie due case: Venezia e l’America Latina. Non potrei mai rinunciare a un buon caffè o a bere il mate in compagnia.

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