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lunedì 29 Novembre 2021

EUSFTA: l’avanguardia del libero commercio

In breve

  • L’EUSFTA rappresenta un primo passo in vista in un futuro accordo di libero commercio fra l’UE e l’ASEAN
  • Bruxelles eliminerà i dazi verso Singapore in tre fasi progressive, mentre la città-Stato ha già tolto i suoi verso i prodotti europei negli anni scorsi
  • Già nei primi sei mesi dall’accordo è stato possibile riscontrare un netto segno positivo, nonostante la pandemia di Covid-19. Da questo punto di vista EUSFTA promette di rafforzare considerevolmente la cooperazione tra UE e ASEAN

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In 3 sorsi – A un anno dall’entrata in vigore dell’Accordo di libero commercio fra l’Unione Europea e Singapore, EUSFTA, si denotano già i primi effetti positivi, in termini sia di crescita dell’import-export che di cancellazione di barriere al commercio. 

1. L’ACCORDO IN SINTESI

Entrato in vigore il 21 novembre 2019, dopo anni di negoziazioni, l’EUSFTA rappresenta un buon esempio della nuova generazione di trattati commerciali che la Commissione Europea ha iniziato a negoziare dal 2005. L’accordo è composto da nove parti, spaziando dal commercio di beni e servizi, alla protezione degli investimenti, della proprietà intellettuale, dell’ambiente e del lavoro, agli appalti pubblici, le energie rinnovabili, il supporto alle piccole e medie imprese e la cooperazione doganale. Fra le tante innovazioni spicca sicuramente una nuova concezione della ‘regola del Paese d’origine’. Tradizionalmente questa regola prevede che solo i beni che vengono prodotti nei Paesi firmatari dell’accordo possono beneficiare dell’esenzione dai dazi. L’EUSFTA va oltre, introducendo il concetto di ‘cumulabilità’. Poiché Singapore è uno Stato membro dell’ASEAN, la cumulabilità permetterà alle manifatture di Singapore di vendere come prodotti originari dell’isola anche beni che includono componenti provenienti da altri Paesi ASEAN  e che verranno considerati come se fossero originari di Singapore. Questo nuovo approccio è inteso a valorizzare la natura integrata della filiera regionale, ma rappresenta anche un primo passo in vista in un futuro accordo di libero commercio fra l’UE e l’ASEAN.

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Fig. 1 – Federica Mogherini, allora Alto Rappresentante per la Politica Estera UE, insieme al Ministro degli Esteri di Singapore Vivian Balakrishnan durante il summit UE-ASEAN dell’agosto 2019

2. LA QUESTIONE DEI DAZI

Essendo un accordo di libero commercio, la sua prima utilità è di azzerare le barriere allo scambio. Tuttavia questo punto merita un approfondimento. L’UE infatti eliminerà i dazi in tre fasi progressive. Alcuni settori (elettronica, parafarmaceutica, petrolchimica, prodotti agricoli lavorati) verranno liberalizzati immediatamente – questi rappresentano l’84% del totale. Dopo tre anni sarà il turno del settore tessile e, infine, dopo cinque anni, toccherà alla maggior parte dei prodotti agricoli e sportivi. Al contrario Singapore consentiva già un ingresso duty-free a quasi tutti i prodotti europei, per cui, al momento dell’entrata in vigore dell’accordo, la città-Stato ha liberalizzato l’unico settore ancora protetto, ovvero le bevande alcoliche.

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Fig. 2 – Il Premier di Singapore Lee Hsien Loong insieme ad Angela Merkel durante una sua recente visita in Germania

3. IL BILANCIO A UN ANNO

Nonostante le aspettative pessimistiche, dovute alla pandemia di Covid-19, secondo le fonti della Commissione già nei primi sei mesi dall’accordo è stato possibile riscontrare un netto segno positivo, grazie alla facilitazione del commercio, permessa dall’accordo. Si stima infatti che nel periodo dicembre 2019-maggio 2020 l’import europeo da Singapore sia aumentato del 12%, soprattutto riguardo ai prodotti chimici e petrolchimici. Questo significativo risultato è stato però controbilanciato da un calo del 16% nell’export europeo verso la città-Stato, anche se questo dato è il diretto risultato dell’emergenza pandemica e dei lockdown avuti negli Stati europei in quegli stessi mesi. Questi dati, tradotti in euro, indicano un import europeo pari a €9,7 miliardi e un export pari a €12,5 miliardi, decretando dunque un surplus commerciale di2,8 miliardi a favore del Vecchio Continente. Questi dati naturalmente sono parziali poiché riguardano solo il primo semestre di vita del trattato, ma permettono di comprendere a pieno l’effetto di “creazione di commercio” che un simile accordo può comportare, nonostante l’esternalità negativa, rappresentata dalla pandemia, che ha distorto i flussi commerciali internazionali.
I dati sono stati commentati con soddisfazione dall’Ambasciatore dell’UE a Singapore, Barbara Plinkert, che ha evidenziato come essi siano un “chiaro segnale dei benefici dell’EUSFTA sulla riduzione ed eliminazione delle tariffe”, invitando poi le imprese a “raccogliere i benefici di questo accordo comprensivo”. Anche il Ministro per il Commercio e l’Industria dell’isola, Chan Chun Singha favorevolmente accolto i dati, incoraggiando le imprese della città-Stato a “trovare modi per fare leva sui benefici che l’accordo porterà”. L’EUSFTA è ben più di un trattato commerciale, rappresentando piuttosto un serio impegno in favore del libero commercio e di un ordine internazionale basato sulle regole, che delinea un nuovo orizzonte per le relazioni commerciali e politiche fra l’UE e l’ASEAN, accorciando le differenze e rafforzando la cooperazione. Insieme, cresciamo.

Andrea Daidone

Photo by Tom Fisk is licensed under CC0

Andrea Daidone
Andrea Daidone

Mi chiamo Andrea Daidone, ho 26 anni e sto attualmente frequentando l’ultimo anno di Laurea Magistrale in International Relations and European Affairs presso l’Università di Bologna. In passato ho frequentato un Master in Management Internazionale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e ho una Laurea Triennale in International Relations and Diplomatic Affairs, conseguita presso l’Università di Bologna. I miei interessi principali sono la geopolitica, l’economia ed il commercio internazionale, la governance mondiale, con particolare riferimento a Indo-Pacifico e Medio Oriente.

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