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venerdì 5 Marzo 2021

Gibilterra: nonostante Brexit, rimane vicino all’UE

In breve

  • Il Regno Unito e la Spagna sono giunti a un accordo secondo il quale Gibilterra resterà più vicina all’Unione Europea, entrando a far parte dello spazio Schengen.
  • Sarà eliminata entro 6 mesi la Verja, ossia il confine fisico tra Spagna e Gibilterra. La frontiera esterna dell’UE sarà spostata nel porto e aereoporto di Gibilterra e sarà controllata dall’agenzia europea Frontex.
  • Si è scelto un sistema di “doppia chiave” per garantire al Governo locale di mantenere il doppio controllo insieme alla Spagna per l’accesso a visitatori stranieri.

Dove si trova

In 3 sorsi – Il 31 dicembre 2020 Spagna e Regno Unito hanno raggiunto un accordo secondo il quale Gibilterra resterà parzialmente legata all’Unione Europea, con la prospettiva di entrare nello spazio Schengen. Ma quali sono i punti? Il Governo locale di Gibilterra opporrà resistenza alla presenza spagnola nel proprio territorio?

1. L’INCOGNITA GIBILTERRA NEL PROCESSO BREXIT

Poco prima dello scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 2020, i Governi di Spagna e Regno Unito hanno annunciato l’accordo posto a dirimere le questioni sul destino di Gibilterra. Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito è formalmente fuori dall’UE come effetto della Brexit, ma l’accordo della Vigilia di Natale sulle future relazioni commerciali e la cooperazione tra UE e Regno Unito non si applica a Gibilterra, dipendente dalla Corona britannica alla stregua dei territori d’oltremare come le isole Cayman o Falkland. In occasione della consultazione referendaria del 2016 sull’appartenenza del Regno Unito all’UE circa il 96% della popolazione si era espressa in favore del Remain. Da citare inoltre che la regione di confine con Gibilterra è una delle più povere del Paese iberico, con i più alti tassi di disoccupazione (circa il 40%) e dunque, nel caso in cui ci fosse stata una frontiera rigida, ciò avrebbe comportato contraccolpi economici e sociali. A tal proposito 8 Sindaci di Comuni vicini allo stretto (Algeciras, La Línea, San Roque, Jimena, Tarifa, Los Barrios, Castellar e San Martín del Tesorillo) hanno chiesto ai Governi di Madrid e Londra di tener conto di questa situazione per gli abitanti dei propri municipi.

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Fig. 1 – Linea de la Concepciòn, frontiera tra Spagna e Gibilterra, 4 gennaio 2021

2. I PUNTI DELL’ACCORDO TRA REGNO UNITO E SPAGNA

Dopo lunghe trattative tra le due delegazioni, guidate dai ministri degli Esteri britannico, Dominic Raab, e spagnola, Arancha González Laya, si è giunti a un accordo: Gibilterra resterà vicina all’Unione Europea, non solo geograficamente, ma entrando nello spazio Schengen. Le persone provenienti da questo spazio potranno dunque muoversi liberamente nel territorio, mentre i cittadini britannici dovranno esibire il passaporto, essendo formalmente usciti dallo spazio di libera circolazione europeo. Entro sei mesi ci sarà la scomparsa della Verja, nome spagnolo che indica l’attuale frontiera tra Gibilterra e la città andalusa in provincia di Cadice, Línea de la Concepción. La linea di frontiera esterna dell’UE sarà dunque spostata nel porto e aeroporto di Gibilterra, che per 4 anni sarà gestito da Frontex, l’Agenzia UE della guardia di frontiera e costiera.
Dal proprio canto la Spagna dovrà far applicare le leggi Schengen a Gibilterra e quest’ultima dovrà continuare a rispettare le regole UE in materia di lavoro, politiche finanziarie e ambiente.

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Fig. 2 – Le bandiere di Regno Unito, Gibilterra e Unione Europea sventolano alla frontiera

3. IL SISTEMA DI DOPPIA CHIAVE

Nonostante l’accordo sembri proficuo per entrambe le parti, è importante valutare la posizione del Governo locale di Gibilterra, in particolare del Primo Ministro Fabian Picardo. Il nodo dell’accordo tra Spagna e Gibilterra risiede nel cosiddetto sistema di “doppia chiave” o “doble llave” come la chiamano gli spagnoli: Gibilterra deciderà se autorizzare o negare l’ingresso a visitatori stranieri nel proprio territorio, utilizzando una propria base dati. A sua volta la Spagna deciderà in seguito se autorizzare o negare l’entrata nell’Area Schengen, utilizzando la base dati Schengen. Le due decisioni sono cumulative e dunque per entrare nella piccola penisola serviranno entrambi i permessi. Allo stesso modo, all’interno dell’aeroporto ufficiali spagnoli e di Gibilterra condivideranno gli uffici. Una stortura burocratica, forse troppo macchinosa, ma in linea con gli artifici finora trovati per gestire la delicata relazione tra Spagna e Gibilterra. L’establishment politico di Gibilterra ha sempre mal sopportato ogni tentativo di ingerenza spagnola nella gestione della vita politica ed economica locale, come le reazioni alle dichiarazioni in tono espansionistico di Madrid a seguito del risultato del referendum del 2016. A conferma di ciò pochi giorni fa proprio il Primo Ministro Picardo ha dichiarato che nessuna legge di Gibilterra permetterà che agenti spagnoli abbiano “giurisdizione esecutiva o qualsiasi altro tipo di giurisdizione sullo stretto”. Il timore potrebbe essere legato a una futura rivendicazione di sovranità da parte della Spagna: si ricordi infatti che nel 1713 Gibilterra fu sottratta alla Spagna con il Trattato di Utrecht e, da quel momento, è stata una roccaforte inglese in territorio iberico. Alla luce di questa complessa convivenza pacifica, potrebbe nascere nel Governo locale il timore che l’inclusione nello spazio di libera circolazione europea possa essere l’inizio di un processo di avvicinamento al Paese iberico dell’ultima colonia britannica in territorio europeo.

Rachele Renno

Photo by jorono is licensed under CC BY-NC-SA

Rachele Renno

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università “L’Orientale” di Napoli, dopo un’esperienza Erasmus in Spagna all’Università di Jaén decido di tornare in terra iberica per specializzarmi in Relazioni Internazionali con un Master post-laurea a Madrid. Sono appassionata di politica europea e ho svolto uno stage di ricerca presso il think-tank “Real Instituto Elcano” nel campo della “Politica dell’Unione Europea e della Spagna”.
Tra i miei principali interessi la lingua e cultura spagnola e la tutela del patrimonio artistico e culturale, motivo per il quale sono socia dell’associazione UNESCO Giovani.
Un detto spagnolo recita: “Compartir es vivir” (Condividere è vivere) e per me scrivere per il Caffè Geopolitico significa proprio questo: condividere con i lettori la mia passione per la politica internazionale.

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