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domenica 19 Settembre 2021

Vaccini, l’Indonesia gioca d’azzardo e rischia di perdere

In breve

  • L’Indonesia è il Paese del Sud-Est asiatico che ha registrato il maggior numero di casi e il maggior numero di morti per Covid-19.
  • Ci sono state accese polemiche sulla decisione di iniziare il piano vaccinale senza che leAutorità sanitarie indonesiane avessero concluso i trials del vaccino Sinovac, facendo invece affidamento solo sui risultati riscontrati in altri Paesi.
  • Rispetto ai Paesi europei, l’Indonesia ha deciso di somministrare il vaccino prima ai lavoratori e alla popolazione compresa tra i 18 e i 59 anni, in modo da far ripartire l’economia.

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In 3 sorsi – Il 13 gennaio il Presidente Joko Widodo ha ufficializzato l’inizio della campagna vaccinale in Indonesia, nonostante diverse criticità e perplessità riguardo alla strategia della campagna e all’utilizzo del vaccino cinese Sinovac. 

1. I NUMERI DELLA PANDEMIA IN INDONESIA 

I dati parlano chiaro: l’Indonesia è il Paese nel Sud-Est asiatico maggiormente colpito dalla pandemia.  Ad oggi sono stati registrati più di 1 milione di casi e oltre 30mila decessi, quasi il triplo di quelli verificatisi nel secondo Paese più colpito della regione, le Filippine.  Un numero così elevato in parte può essere giustificato dalla popolazione (l’Indonesia è il quarto Paese al mondo per numero di abitanti, quasi 280 milioni), ma la crescita dei casi giornalieri rischia di rendere la situazione sempre più complessa: solo tre mesi fa i casi giornalieri erano circa 4mila, mentre oggi sono oltre 12mila. Per cercare di arginare il problema dei contagi, le Autorità sanitarie continuano a suggerire la necessità dell’aumento di tamponi e di un tracciamento più efficace: i tamponi eseguiti sono infatti meno di 6 milioni, decisamente pochi se pensiamo ad esempio che le Filippine hanno effettuato oltre 7 milioni di tamponi, con una popolazione che è meno della metà dell’Indonesia.  

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Fig. 1 – Il Presidente Joko Widodo mentre riceve la prima dose del vaccino anti-Covid19, 13 gennaio 2021

2. IL DUBBIO SINOVAC E I TRIALS DELLA DISCORDIA

Il 13 gennaio è iniziata la campagna vaccinale nel Paese, con il ministro della Salute Budi Gunadi Sadikin che ha affermato che dodici mesi è il tempo stimato per vaccinare il numero di persone necessario per raggiungere l’immunità di gregge, ovvero il 67% della popolazione (circa 180 milioni di persone).  Forti critiche sono giunte al Governo a causa della decisione di utilizzare il vaccino Sinovac Biotech, dell’omonima azienda cinese: secondo i trials effettuati da un’équipe brasiliana la sua efficacia sarebbe infatti del 50,4% per i casi più complessi, raggiungendo invece il 78% per i casi non gravi.  Un altro aspetto che ha suscitato perplessità è stata la scelta di iniziare la campagna di vaccinazione in anticipo, senza attendere i risultati dei trials eseguiti a Bandung, capoluogo della provincia di Giava Occidentale. Il dottor Adib Khumaidi, dell’Associazione Medici Indonesiani, avrebbe affermato all’Australian Financial Review che il Governo avrebbe dovuto attendere i risultati dei trials effettuati dal Paese, piuttosto che fare affidamento solo sui risultati di altri Paesi.    

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Fig. 2 – Escludendo la Cina, l’Indonesia è il primo Paese al mondo a utilizzare il discusso vaccino della Sinovac Biotech

3. UNA STRATEGIA CONTROVERSA 

Secondo i calcoli del Governo, per vaccinare i due terzi della popolazione saranno necessarie oltre 400 milioni di dosi di vaccino, tenendo conto di un 15% di dosi che potrebbe non essere utilizzabile a causa di incidenti o errata conservazione (non sarà infatti facile per il Paese riuscire a raggiungere tutti i centri di vaccinazione mantenendo le giuste temperature di conservazione richieste dai vaccini).  Per raggiungere il numero minimo di dosi, l’Indonesia si è assicurata già 125 milioni di dosi da Sinovac, 50 milioni da Novavax e 54 milioni da COVAX, mentre già entro febbraio dovrebbero arrivare un totale di 100 milioni di dosi da AstraZeneca e Pfizer. Rimane il dubbio della strategia di somministrazione: al contrario di ciò che sta avvenendo in tutti i Paesi europei, l’Indonesia darà la precedenza agli operatori sanitari e ai lavoratori tra i 18 e i 59 anni, lasciando indietro gli anziani.  Questa scelta è stata giustificata dal Governo come necessaria per permettere al più presto la ripresa economica del Paese. I prossimi mesi sapranno dirci se questa azzardata decisione vaccinale avrà davvero rallentato il propagarsi dell’epidemia oppure se si sarà rivelata sostanzialmente inefficace. 

Alberto Botto

Photo by iqbalnuril is licensed under CC BY-NC-SA

Alberto Botto
Alberto Botto

Mi chiamo Alberto Botto, nato a Parma l’11/01/95. Laureato in International Politics and Regional Dynamics presso l’Università “La Statale” di Milano. La mia area di interesse riguarda la politica estera dei paesi asiatici, in particolar modo il Sud -Est asiatico. Appassionato di storia, di musica e di quei viaggi che ti lasciano qualcosa dentro.

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