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venerdì 30 Ottobre 2020
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    Kosovo: elezioni anticipate 8 giugno

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    Domenica si svolgeranno le elezioni anticipate in Kosovo. Il Premier uscente Hashim Thaçi e’ dato in vantaggio sugli altri. Di interesse particolare sarà il coinvolgimento della minoranza serba.

    I SERBI  CONTRO IL GOVERNO – Il 7 maggio il Presidente del Kosovo, Atifete Jahjaga, ha sciolto l’Assemblea Parlamentare ed ha indetto nuove elezioni. La decisione non e’ arrivata del tutto inaspettata, dal momento che Hashim Thaçi, in veste di Primo Ministro, aveva dichiarato “ un’Assemblea che non può decidere sul suo esercito non ha senso di continuare ad esistere” . Il fattore principale che ha spinto i leader dei partiti Kosovari verso le elezioni anticipate e’ stato il boiccotagio del voto da parte della minoranza serba, che si oppone all’aumento numerico e alla trasformazione delle forze di sicurezza del Kosovo in un vero e proprio esercito. Infatti, per l’approvazione della legge che prevede di portare da 2500 a 5000 unità le forze di sicurezza per poi trasformarle nell’esercito del Kosovo – secondo la Costituzione – è necessaria l’approvazione dei i 2/3 dei parlamentari e, in aggiunta, il consenso dei 2/3 dei rappresentanti delle minoranze.

    Il leader del PDK (Partito Democratico del Kosovo) Hashim Thaçi al momento e’ dato in vantaggio in tutti i sondaggi. Il tempo breve per fare campagna elettorale ha spinto i leader di tutti i partiti kosovari ad affrontare temi molto sentiti dalla popolazione, ad esempio la disoccupazione. Le promesse sono tante ma la strategia poco chiara su come verranno affrontati i problemi sollevati lascia tanti dubbi.

    MINORANZE IN ASSEMBLEA – Le minoranze etniche hanno una particolare importanza nell’Assemblea Parlamentare del Kosovo. Infatti, a loro è garantito (o meglio, e stato garantito fino ad ora) un numero minimo di rappresentanti, più ulteriori deputati secondo l’esito delle elezioni. I serbi sono particolarmente gelosi di questo privilegio, del quale i rappresentanti della minoranza serba hanno fatto ampio uso in Assemblea per impedire l’incremento di numero e importanza delle forze di sicurezza.

    Dopo due legislature con il sistema dei posti riservati, si pensava che, questa volta, il numero dei parlamentari per le minoranze sarebbe uscito soltanto dalle votazioni. Questo fatto ha spinto la minoranza serba a mettere pressione al Governo perchè indicesse elezioni anticipate, facendo leva sul tema della creazione dell’esercito per compattare il proprio consenso. In effetti, i serbi hanno questa volta una grande chance: se votassero compatti potrebbero conquistare più di 20 seggi su 120 nella prossima legislatura. Un numero che garantirebbe loro un ruolo determinante nella futura Assemblea.

    Anche Belgrado spinge su questa linea ma i serbi che vivono a nord di Mitrovica hanno sempre tentato di boicottare le elezioni. Ancora una volta il simbolo del Kosovo nelle schede elettorali spinge la minoranza serba a Nord a boiccotare le elezioni.

    La mappa della composizione etnica del Kosovo. Image Credit: globalsecurity
    La mappa della composizione etnica del Kosovo. Image Credit: globalsecurity

    PROVOCAZIONI A TIRANA – Ad   accendere il dibattito anche fuori dai confini del Kosovo sulle relazioni tra kosovari e serbi ci ha pensato il patriarca serbo, Irenej. Trovandosi a Tirana il primo di Giugno per la santificazione della Chiesa ortodossa di Tirana, Irenej ha rilasciato delle dichiarazioni nazionaliste che hanno mandato su tutte le furie la classe politica albanese. Durante un’ intervista ha dichiarato che “il Kosovo e la parte piu sacra per la Serbia e non possiamo accettare la separazione”. Queste dichiarazioni hanno portato alla dura presa di posizione del Premier Albanese, Edi Rama, che riferendosi al patriarca serbo ha dichiarato: “il vostro amico – indicandolo con il dito – ha abusato della nostra ospitalita, trasformando la nostra festivita religiosa in una questione politica. Il premier, in segno di protesta, non ha partecipato al pranzo ufficiale offerto dalla chiesa ortodossa albanese.

    FUTURO INCERTO – Prima di sciogliersi, l’Assemblea ha ratificato due normative molto importanti per il futuro del Kosovo. In primo luogo, ha votato a favore per il prolungamento della Missione EULEX in Kosovo. Secondo gli accordi tra il Kosovo e l’UE, deve essere proprio il Kosovo a richiederne la permanenza. La missione europea continuerà ancora per due anni e continuerà a sostenere la costruzione dello Stato di diritto. La seconda decisione riguarda la creazione di un Tribunale per i crimini di guerra in Kosovo. Tra le molte polemiche che si sono accese, l’Assemblea ha approvato il provvedimento, incoraggiata sia da Bruxelles che da Washington.

    Juljan Papaproko

    Juljan Papaproko
    Juljan Papaproko

    Juljan Papaproko è nato a Tirana. Laureato in Scienze Politiche a Torino con una tesi sulla Guerra del Kosovo. Collabora con diverse testate giornalistiche in Italia e in Albania. Il suo centro di interesse è l’Europa e i Balcani, binomio difficile ma affascinante. Diverse esperienze di vita a Torino, Firenze, Parigi, Bruxelles e Berlino. Condivide con il Caffè la stessa passione per la geopolitica.

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