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martedì 14 Luglio 2020
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    Regalo di Natale?

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    Il Senato statunitense si pronuncerà in questi giorni sulla riforma sanitaria voluta dal Presidente Obama. Un passaggio molto delicato che potrebbe decretare un importante successo per il leader democratico.

    Immagine di copertina tratta da "Economist.com"

            Obama vorrebbe che il voto favorevole arrivasse prima di Natale, sperando che il tacchino non gli vada per traverso. Il Senato statunitense si dovrebbe pronunciare in questi giorni sulla riforma sanitaria promessa dal Presidente e servono sessanta voti perché il provvedimento sia “al sicuro”. Il quorum non dovrebbe essere un problema se il senatore Lieberman, un indipendente fuoriuscito dai Democratici, voterà a favore della legge nonostante le sue obiezioni. Il Congresso si è già pronunciato favorevole alcune settimane fa; il voto del Senato è fondamentale per decretare il successo, o in caso contrario il fallimento, di uno dei punti principali della campagna elettorale di Obama. 

     

            Lunedì 21 dicembre il presidente brasiliano Lula da Silva proporrà l’istituzione di una commissione “della verità” per fare luce sugli episodi di violenza e tortura commessi durante il periodo della dittatura militare tra il 1964 e il 1985. Si tratta di una novità assoluta per il Brasile dove, a differenza di Argentina e Cile, dove tali processi sono già stati eseguiti, c’è stata la tendenza a lasciarsi alle spalle questa triste pagina della storia nazionale.  

     

            In Iran potrebbero ricominciare i disordini in seguito alla morte dell’ayatollah Ali Hossein Montazeri, oppositore di Mahmud Ahmadinejad. Lunedì 21 si svolgeranno i suoi funerali ed è probabile che forniscano l’occasione per un’altra manifestazione di piazza contro il regime, accusato di aver manipolato l’esito delle elezioni di giugno. 

     

            Si riunisce martedì 22 nella capitale dell’Angola, Luanda, l’OPEC, l’organizzazione che riunisce tredici tra i principali esportatori mondiali di petrolio, al fine di rivedere le quote di produzione. È probabile che le quote rimangano stabili così da mantenere il prezzo tra i 75 e gli 80 dollari al barile, dopo che a dicembre scorso erano state riviste al ribasso per alzare il prezzo in seguito al crollo che aveva portato il greggio fino a 30$. La domanda potrebbe aumentare leggermente nel 2010, ma non ci dovrebbero essere impennate clamorose. 

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    Redazione
    Redazionehttps://ilcaffegeopolitico.net

    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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