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    India e Corea del Sud, la strana coppia

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    È la classica partnership inattesa che sorprende un po’ tutti. Negli ultimi anni India e Corea del Sud hanno rafforzato notevolmente i loro rapporti politici, economici e militari, creando le basi di un’intrigante alleanza geopolitica tra Asia orientale e subcontinente indiano. Ma gli ostacoli a tale progetto sono molti, inclusa l’ostilità della Cina a un binomio di potenze indipendenti nel suo “cortile di casa”.

    PAESI LONTANI … – India e Corea del Sud intrattengono normali relazioni diplomatiche sin dal 1973, ma per oltre vent’anni tali relazioni sono rimaste sostanzialmente “congelate” per motivi sia geografici che politici. Paese non allineato e dalle chiare simpatie filo-sovietiche, l’India offriva infatti pochi motivi di interesse per una Corea del Sud solidamente incorporata nel blocco occidentale e diplomaticamente prigioniera del proprio confronto decennale con il vicino comunista nordcoreano. Poche quindi le visite istituzionali tra i due Paesi e quasi inesistente l’interscambio commerciale. Le cose però sono cominciate a cambiare gradualmente dopo il 1997, anno della grande crisi economico-finanziaria dei Paesi dell’Asia orientale. Colpita duramente dall’evento, Seoul ha cominciato a cercare attivamente nuovi mercati al di fuori della propria regione geografica, puntando soprattutto a quelli in crescita del subcontinente indiano. Il risultato di tale scelta politico-economica è stato lo sbarco in India di colossi tecnologici come Hyundai, Samsung e LG, che hanno aperto diversi stabilimenti in stati popolosi come il Tamil Nadu e l’Uttar Pradesh. E l’attività di tali aziende ha portato inevitabilmente a una crescita significativa del valore degli scambi commerciali tra i due Paesi, passato da poche centinaia di milioni di dollari nel 1992-93 a oltre 10 miliardi nel 2006-07.
    A questa crescita delle relazioni economiche ha fatto seguito una notevole espansione delle relazioni culturali tra Seoul e New Delhi, con un aumento significativo del numero di studenti sudcoreani iscritti a università indiane e l’organizzazione di festival culturali indiani nelle principali città sudcoreane. Oggi Seoul ospita anche due grandi templi induisti, frequentati regolarmente da centinaia di immigrati indiani, mentre diverse chiese cristiane in India hanno cominciato a celebrare alcune delle proprie funzioni in lingua coreana, venendo incontro alle esigenze della crescente comunità di fedeli sudcoreani presente nel Paese.

    Park Geun-hye, attuale presidente sudcoreano
    Park Geun-hye, attuale Presidente sudcoreano

    …MA INTERESSI CONVERGENTI – Sul fronte diplomatico le relazioni tra i due Paesi si sono rafforzate soprattutto in seguito alla firma di un accordo generale di partnership economica nel 2009. Dopo una visita ufficiale in India del presidente Lee Myung-bak nel 2010, suggellata dalla sottoscrizione di ulteriori accordi commerciali, il primo ministro Mamonhan Singh è volato a Seoul nel marzo del 2012 per importanti colloqui bilaterali di carattere politico e militare. Tali colloqui hanno portato all’acquisto da parte del Governo indiano di otto navi da guerra costruite in cantieri sudcoreani e a una promessa informale di maggiore cooperazione con Seoul in ambito nucleare. Nel 2014 il nuovo presidente sudcoreano Park Geun-hye ha riconfermato tali decisioni durante una visita ufficiale in India, mettendo la relazione con New Delhi al centro della sua ambiziosa strategia diplomatica in Eurasia. Park vuole infatti promuovere la creazione di un vasto sistema di infrastrutture (ferrovie, autostrade, gasdotti) dal Pacifico all’Atlantico, volto ad abbattere i costi del trasporto merci tra le due coste dell’Eurasia e a reintegrare pacificamente la Corea del Nord nel sistema internazionale. Queste ambizioni geopolitiche convergono parzialmente con quelle del nuovo primo ministro indiano Narendra Modi, che intende modernizzare la rete viaria del suo Paese per rendere l’economia indiana più competitiva a livello mondiale. Inoltre Modi mira a rafforzare la cooperazione con la Corea del Sud nel settore chiave della tecnologia militare. L’obiettivo è infatti quello di sviluppare una forte industria nazionale degli armamenti, capace di esportare prodotti di qualità in tutta l’Asia e di rilanciare le ambizioni navali di Delhi nell’Oceano Indiano. Da questo punto di vista una stretta collaborazione con Seoul è considerata di primaria importanza dal nuovo esecutivo nazionalista del BJP (Bharatiya Janata Party).

    Narendra Modi, Primo Ministro indiano
    Narendra Modi, Primo Ministro indiano

    OSTACOLI E DILEMMI – La partnership tra India e Corea del Sud rappresenta un affascinante tentativo da parte di due potenze regionali di uscire fuori dalle proprie tradizionali sfere d’azione geografiche e giocare un ruolo maggiore a livello globale. Tuttavia ci sono numerosi ostacoli e dilemmi che promettono di mettere a dura prova l’asse New Delhi-Seoul nell’immediato futuro. Anzitutto, entrambi i Paesi continuano a essere pesantemente assorbiti dai loro rispettivi conflitti con Pakistan e Corea del Nord: conflitti statici e di vecchia data, ma che continuano a limitare la libertà diplomatica e le risorse economiche sia del Governo indiano che di quello sudcoreano. Poi la stretta amicizia dell’India con il Giappone infastidisce non poco le autorità di Seoul, che continuano ad avere un duro contenzioso storico-politico con Tokyo in Asia orientale. D’altro canto l’India guarda con diffidenza alla tradizionale alleanza militare tra Corea del Sud e Stati Uniti, vedendola come un’indebita intromissione di Washington nelle dinamiche politiche asiatiche.
    Ma l’ostacolo più grosso alla tenuta della partnership indo-sudcoreana viene dalla Cina, che non vede affatto di buon occhio un’alleanza indipendente tra due dei suoi maggiori rivali economici in Asia. La strategia di Pechino sembra infatti essere quella di tenere divisi i principali attori del continente, giocando poi un ruolo da mediatore non ufficiale tra loro. Una politica divide et impera che ha certamente rafforzato lo status internazionale della Cina, ma che potrebbe essere messa in discussione dalle scelte del binomio New Delhi-Seoul. Da qui la malcelata ostilità di Pechino al progetto, che potrebbe far deragliare le ambizioni geopolitiche di Park e quelle geoeconomiche di Modi.

    Simone Pelizza

    [box type=”shadow” ]Un chicco in più

    La comunità sudcoreana in India è composta da oltre 8mila persone, concentrate soprattutto a New Delhi e nella città di Chennai, capitale automobilistica del Paese. Piccoli gruppi di studenti e professionisti sudcoreani si trovano anche a Mumbai e Bangalore, dove lavorano nella locale industria hi-tech. A Delhi la comunità sudcoreana è molto attiva e organizza parecchi eventi culturali nel corso dell’anno, inclusi festival musicali, esposizioni artistiche e tornei di taekwondo. [/box]

    Simone Pelizza
    Simone Pelizzahttp://independent.academia.edu/simonepelizza

    Piemontese doc, mi sono laureato in Storia all’Università Cattolica di Milano e ho poi proseguito gli studi in Gran Bretagna. Dal 2014 faccio parte de Il Caffè Geopolitico dove mi occupo principalmente di Asia e Russia, aree al centro dei miei interessi da diversi anni.
    Nel tempo libero leggo, bevo caffè (ovviamente) e faccio lunghe passeggiate. Sogno di andare in Giappone e spero di realizzare presto tale proposito. Nel frattempo ho avuto modo di conoscere e apprezzare la Cina, che ho visitato recentemente per lavoro.

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    3 Commenti

    1. Coppia interessante, che per i coreani offre un’alternativa agli odiati giapponesi e ai mai amati cinesi, e per l’India offre un’utile testa di ponte nella regione più dinamica del globo. Pechino se ne farà una ragione. Piuttosto c’è da chiedersi cosa ne pensi Washington; forse ha mandato Seul in avanscoperta, negli ultimi anni, in vista di sviluppi futuri.

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