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    Egitto ed Emirati Arabi Uniti intervengono in Libia?

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    Egitto ed Emirati Arabi Uniti sono stati accusati di aver compiuto due attacchi aerei sulla capitale libica Tripoli, per colpire le posizioni delle milizie islamiche. In 3 Sorsi analizziamo i raid, i loro effetti geopolitici e la situazione in Libia.

    1. I RAID – Negli scontri tra le varie fazioni presenti in Libia sono avvenuti due episodi che hanno sorpreso molti osservatori internazionali e Paesi, soprattutto gli Stati Uniti. All’alba del 18 agosto un attacco aereo ha colpito le posizioni delle milizie islamiche, federate sotto il nome di Alba libica, attorno all’aeroporto di Tripoli, ormai da mesi oggetto di combattimenti atti a prenderne il controllo. Un secondo attacco è avvenuto sabato scorso (23 agosto). Inizialmente la provenienza di questi raids aerei non era chiara. Il generale Haftar, comandante delle truppe libiche “rinnegate”, e maggiore avversario degli islamisti, ha provato ad assumersene la paternità, ma osservatori attenti hanno notato che i tipi di attacco e il momento in cui sono stati effettuati (prima dell’alba) vanno oltre le capacità delle forze aeree del generale. L’attenzione si è quindi spostata verso attori esterni, Egitto ed Emirati Arabi Uniti (UAE) su tutti. In particolare il secondo attacco, quello del 23 agosto, ha permesso di elaborare un’ipotesi sulla dinamica. Secondo diverse fonti, tra le quali molte statunitensi, sarebbero stati dei cacciabombardieri degli UAE a compiere le sortite in territorio libico, con l’appoggio di aerei tanker (per il rifornimento in volo) e delle basi aeree messe a disposizione dal Governo del Cairo. Sia gli UAE sia l’Egitto hanno smentito qualsiasi loro coinvolgimento nelle azioni.

    5738748354_4528e37eab_F-16-Emirates2. UNA PARTITA PIÙ AMPIA – Se fosse accertato il coinvolgimento degli UAE e dell’Egitto nei raids su Tripoli, questo farebbe parte di un confronto molto più ampio che si sta svolgendo nella Penisola arabica con il coinvolgimento del Cairo. Gli UAE e l’Arabia Saudita sono stati tra i più grandi sostenitori della caduta del Governo dei Fratelli Musulmani in Egitto e della sua sostituzione con quello guidato dal generale al-Sisi. Ora il fronte avverso ai Governi islamici comprende tutti e tre i Paesi. Il loro maggiore rivale nell’area è il Qatar, che sin dall’inizio della ribellione contro il regime del colonnello Gheddafi in Libia ha supportato le milizie di stampo islamico con forniture di armi e sostenimento finanziario. Se fosse accertata la responsabilità dell’Egitto e degli UAE negli attacchi aerei su Tripoli, questa sarebbe configurabile come un chiaro messaggio al Qatar in una sorta di guerra per procura in miniatura. Gli Stati Uniti e le Nazioni Unite hanno fortemente condannato l’intervento esterno in Libia, sostenendo che questo minerebbe tutti gli sforzi diplomatici per una soluzione ragionata e pacifica della crisi in atto nel Paese. L’attivismo dei Paesi arabi e soprattutto degli UAE, più interventisti e dotati di mezzi militari, soprattutto aerei, all’avanguardia (made in USA), è un nuovo importante fattore che si aggiunge alla complessa situazione del Medio Oriente e del Nord Africa.

    3. LA SITUAZIONE IN LIBIA – Gli attacchi aerei non hanno mutato la situazione sul terreno in Libia, che, anzi, ha visto il successo delle milizie di Alba libica nel prendere il controllo dell’aeroporto della capitale. Le fazioni in gioco rimangono le stesse, con gli islamici da un lato e le truppe del generale Haftar, alleate con le milizie dello Zintan, dall’altro. Il Governo libico rimane chiuso tra questi due contendenti e con scarsa capacità tanto di far cessare gli scontri, quanto, soprattutto, di controllare le frontiere sia terrestri sia marittime, con grandi ripercussioni sull’area mediterranea e sull’Europa meridionale, Italia in primis.

    Emiliano Battisti

    [box type=”shadow” ]Un chicco in più

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    Emiliano Battisti
    Emiliano Battisti

    Consulente per un’azienda spaziale, sono Segretario Generale e responsabile del coordinamento dei Social Media, del desk Nord America e del desk spaziale. Ho pubblicato il libro Storie Spaziali, edito da Paesi Edizioni.

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