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mercoledì 5 Agosto 2020
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    Speciale COVID-19

    Viaggio a Oriente

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    Barack Obama è impegnato questa settimana in una “tournée” in Asia, che lo porterà a toccare Cina e Giappone. Tematiche delicate come ambiente, commercio e Afghanistan saranno all’ordine del giorno. In ben altri scenari, invece, occhi puntati sullo Zimbabwe e sulle nomine europee (con l'ipotesi D'Alema-Mister Pesc che guadagna punti…)

    Immagine di copertina tratta da "The Economist.com"

     

            Ricorre lunedì 9 novembre il ventesimo anniversario dalla caduta del muro di Berlino, simbolo della “cortina di ferro” che caratterizzò l’Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino al 1989. Fu il primo passo verso il crollo delle repubbliche satelliti dell’Unione Sovietica, fino all’implosione della stessa URSS alla fine del 1991. Il processo, innescato dalla “perestrojika” di Gorbaciov, decretò la fine della Guerra Fredda. Anche se, al giorno d’oggi, la rivalità tra USA e Russia non è affatto scomparsa.

     

            A rischio il processo di democratizzazione in Zimbabwe. Roy Bennett, esponente del Movement for Democratic Change, inizierà ad essere processato lunedì 9 per un presunto complotto ai danni del Presidente, Robert Mugabe. Quest’ultimo è al vertice di un regime tirannico che ha condotto il Paese sudafricano alla bancarotta e riducendo alla fame la maggior parte della popolazione. Le cose sembravano essere cambiate quando, un anno fa, Mugabe accettò di formare un governo di unità nazionale con il partito oppositore (appunto, il MDC) di Morgan Tsvangirai. I fatti successivi, però, non hanno rispecchiato un effettivo cambio di rotta.

     

            Barack Obama inizia giovedì 12 un viaggio di una settimana che lo condurrà in Cina e Giappone. Nel Paese del Sol Levante, ormai alleato di vecchia data degli USA, il Presidente dovrà cercare di superare la reticenza del nuovo governo (di centrosinistra, guidato da Yukyo Hatoyama) a seguire le linee di politica estera statunitense. In Cina, invece, Obama cercherà di convincere Hu Jintao sulla necessità di ridurre le emissioni di carbonio, in vista del summit sull’ambiente che si terrà fra meno di un mese a Copenhagen, e di apprezzare la moneta locale, lo yuan, tenuta artificialmente troppo bassa da anni per favorire l’export cinese.

     

            Entro la fine della settimana si potrebbe tenere un summit speciale dell’Unione Europea, sull’onda della definitiva approvazione del Trattato di Lisbona. Si potrebbe giungere alla nomina del nuovo Presidente del Consiglio Europeo: “bruciata” la candidatura di Tony Blair, potrebbe essere la volta buona per il presidente del Belgio, il semisconosciuto Herman Van Rompuy. L’italiano Massimo D’Alema sarà nominato commissario per le Relazioni Estere dell’Unione?

     

            Venerdì 13 comincia il nuovo vertice dell’APEC, l’associazione di integrazione politico-economica che riunisce Paesi dell’Asia e dell’America Latina  (Cile, Colombia, Peru) che si affacciano sull’Oceano Pacifico.

    La Redazione

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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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