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    In questi giorni si dovrebbe finalmente decidere chi sarà il Ministro degli Esteri dell’UE. Una nomina attesa e che porrà l’Unione dinanzi alla sfida, non più rimandabile, di avere voce in capitolo anche a livello politico. Intanto, Obama è arrivato in Cina e si incontrerà con Hu Jintao

    Immagine di copertina tratta da "Economist.com"  

     

              Si tiene a Roma a partire da lunedì 16 novembre il nuovo vertice della FAO, l’istituto specializzato delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. I rappresentanti di tutte le nazioni mondiali si riuniscono per cercare una soluzione condivisa sul problema della fame nel mondo. Sembra difficile tuttavia che si possa giungere ad azioni veramente concrete, visto che nel corso della sua storia la FAO non è mai riuscita a sconfiggere la denutrizione, che affligge ancora circa un miliardo di persone al mondo. 

     

            Barack Obama continua il suo viaggio in Asia e martedì 17 incontrerà il presidente cinese, Hu Jintao, mentre mercoledì sarà a colloquio con il primo ministro Wen Jabao. Obama ha parlato della Cina come di un “partner strategico” ed effettivamente le due economie si sostengono reciprocamente per l’alto livello di interdipendenza finanziaria. A Washington e Pechino è anche chiesto però di affrontare questioni fondamentali a livello globale, come quella ambientale, sulla quale però si è deciso di “glissare” un’altra volta. 

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            Giovedì 19 si terrà un vertice speciale dell’Unione Europea che dovrebbe portare finalmente alla designazione dell’Alto Commissario per le Relazioni Esterne dell’Unione, in altre parole il “Ministro degli Esteri” di cui si è tanto discusso in questi anni. La figura, inserita a livello giuridico dal Trattato di Lisbona appena entrato in vigore, è un’evoluzione rispetto a quella già esistente e si pone l’obiettivo di dare all’UE una voce comune e forte a livello globale in campo politico. In “pole position” c’è l’italiano Massimo D’Alema, la cui candidatura è sponsorizzata anche dal Governo Berlusconi. 

     

            Si avvicinano importanti elezioni presidenziali in America Latina, programmate per domenica 29. In Honduras i candidati Porfirio Lobo ed Elvin Santos competeranno per prendere il posto dei due “litiganti” Micheletti e Zelaya, ma sul voto aleggia ancora un buon grado di incertezza poiché l’accordo tra questi ultimi non si è realizzato concretamente. In Uruguay, invece, si svolgerà il ballottaggio tra José “Pepe” Mujica e Luis Alberto Lacalle, il candidato di centrodestra che potrà contare anche sui voti di Pedro Bordaberry, l’altro esponente della destra sconfitto al primo turno. L’esito del voto è molto incerto. Questa settimana sarà cruciale per le campagne elettorali, prima della "volata" finale di settimana prossima.

    La Redazione

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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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