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sabato 19 Settembre 2020
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    Sul filo del rasoio

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    Mentre gli scenari caldi aperti ormai da tempo sembrano faticare a raggiungere una soluzione , con gli insorti libici fermi alle porte di Sirte e Bani Walid, i protestanti in Siria e in Yemen bersagliati dalle forze di sicurezza fedeli ai Presidenti Al Assad e Saleh, l’Iran irrompe sulla scena internazionale per il complotto svelato dall’FBI sui piani di omicidio dell’ambasciatore saudita a Washington e per i suoi piani di espansione nucleare. Anche questa settimana il caffè è bollente in un Medio-oriente in subbuglio

     

    EUROPA Giovedì 20 – Il vice-Presidente della commissione europea Antonio Tajani  presenzierà al lancio dei primi satelliti del progetto Galileo che porteranno in orbita i primi moduli del sistema di orologi più preciso al mondo finanziato dall’European Space Agency. Domenica 23 – Il Consiglio Europeo si riunisce per discutere dell’evoluzione della politica economica, della preparazione del meeting G20 e delle misure per fermare il cambiamento climatico. Sul tavolo i progetti di nuove misure di regolazione finanziaria, la posizione dell’UE sulle tematiche del G20 di Cannes del 3 e 4 Novembre e le proposte per la Conferenza di Durban sul cambiamento climatico del 28 Novembre. Parallelamente alla sessione del Consiglio Europeo i capi di Stato e di Governo dei paesi dell’area euro si incontreranno con il Presidente Van Rompuy per discutere degli aiuti all’economia greca e del futuro del fondo “salva-stati”.

     

    ASIA

    CINA – Il governo di Pechino sembra interessato a sostenere l’economia dei paesi dell’area euro in difficoltà in cambio di nuovi tagli strutturali. Il sostegno si potrebbe concretizzare grazie ad una vera e propria iniezione di denaro tramite l’aumento delle quote detenute di debiti sovrani e l’acquisto di strutture privatizzate, tra i quali l’aeroporto di Atene. Intanto i rapporti tra Stati Uniti e Cina si fanno sempre più rigidi dopo che il Senato americano ha approvato misure di rappresaglia contro i paesi che manipolano la propria valuta, tra cui proprio la Cina.

     

    MYANMAR – Il regime prosegue la sua politica di pacificazione internazionale rispondendo alle pressioni del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Moon e delle opposizioni con il rilascio in massa degli oppositori politici incarcerati da anni. Decisive sono risultate le manovre del Segretario di Stato americano che ha promosso colloqui bilaterali per una road-map democratica in un paese in posizione chiave nel Pacifico.

     

    COREA DEL NORD – Il regime di Kim Jong Il e il governo del Presidente Obama dovrebbero riprendere i “nuclear talks” interrotti bruscamente nel 2008 e naufragati dopo il test nucleare del 2009. La Corea del Sud e gli stessi Stati Uniti temono che il 2012 possa tramutarsi in un annus horribilis per la piena ed effettiva nuclearizzazione del paese viste le dichiarazioni sui progetti atomici e la coincidenza con il centenario della nascita del “Patriota nazionale” Kim Il Sung.

     

    AMERICHE

    MESSICO – Mentre le forze di sicurezza e l’esercito messicano sono ormai impegnati notte e giorno nella guerra ai cartelli della droga, il Presidente Calderón starebbe ideando un nuovo sistema di lotta armata al narcotraffico senza disdegnare l’ipotesi della legalizzazione di alcune sostanze stupefacenti considerate “leggere”, come hashish e marijuana, per togliere ai cartelli ormai onnipotenti una piccola parte dei loro traffici.

     

    Giovedì 20 – L’ex Presidente USA George W. Bush si recherà in Canada per una visita istituzionale. Non mancano le proteste di Amnesty International che ha intimato al governo canadese di procedere all’arresto del predecessore di Barack Obama per essersi macchiato di vari crimini internazionali tra cui la tortura. Il Ministro degli Interni Jason Kenney si è opposto alla richiesta di AI bollandola come ideologica e poco attinente alla difesa dei diritti umani. USA – Secondo indiscrezioni il Presidente Obama in persona si sarebbe spinto a fare pressione sui funzionari dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) affinchè denunciassero le mire nucleari dell’Iran di Ahmadinejad accusato in settimana di progettare attentati all’ambasciatore saudita e all’ambasciata israeliana a Washington con l’aiuto di killer legati ai “Los Zetas” messicani. Con la campagna elettorale per le presidenziali 2012 ormai a pieno regime, un nuovo nemico giurato farebbe comodo all’amministrazione uscente e l’Iran e il suo piano per l’energia nucleare sembrano l’obiettivo perfetto.

     

    ARGENTINA – Si svolgerà domenica 23 il primo turno delle elezioni presidenziali. Cristina Kirchner, Capo di Stato uscente (nella foto sotto), sembra destinata ad una facile riconferma dalle urne, dato che gli ultimi sondaggi la accreditano come vincente già al primo turno con oltre il 50% delle preferenze. La competizione sembra essere ristretta solo a chi otterrà il secondo posto: i più accreditati sono Hermes Binner, del Partido Socialista, e Ricardo Alfonsín dell’Unión Cívica Radical.

     

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    AFRICA

    LIBERIA – Tempi duri per Ellen Sirleaf Johnson nonostante il Nobel per la Pace, la Presidente uscente non solo si è dovuta scontrare con le denunce di brogli elettorali da tutti i partiti dell’opposizione, ma si è posizionata dietro il suo sfidante Winston Tubman in un testa a testa con l’ex signore della guerra civile Prince Johnson. Proprio come nel caso di Obama, il Nobel sembra pesare sulle spalle dei politici che ne ricevono gli onori.

     

    SOMALIA – Il Governo keniota ha confermato di aver inviato numerose truppe sostenute dall’aviazione circa 100 chilometri all’interno del territorio somalo per sradicare l’influenza del movimento jihadista “Al-Shabab” nelle province a Sud. L’intervento militare segue i continui sconfinamenti di militanti somali in Kenya, con l’obiettivo di rapire turisti o dipendenti di Organizzazioni Internazionali per ottenere riscatti ingenti, e sembra avvenire con il consenso tacito del governo federale di Mogadiscio.

     

    UGANDA – Il Presidente statunitense Obama ha autorizzato l’invio di militari e consulenti in Uganda per sostenere il governo centrale nella lotto contra i guerriglieri dell’Esercito di Resistenza del Signore (LRA) che da tempo crea instabilità nella zona di confine tra Sud-Sudan e Congo. I militari americani saranno armati ma non parteciperanno ad azioni di repressione se non direttamente attaccati e saranno dislocati solo su diretta accettazione dei governi locali.

     

    MEDIO-ORIENTE

    IRAN – Nonostante le smentite provenienti dai funzionari dell’agenzia, sembra che il rapporto dell’AIEA destinato al consiglio dei governatori conterrà dettagli dell’evidente dimensione militare degli impianti di Teheran volte allo sviluppo di armi nucleari. Sul fronte del “complotto diplomatico” L’Ambasciatore americano all’ONU Susan Rice sembra aver comunicato al suo pari iraniano un ultimatum a proposito della faccenda dichiarando di aspettarsi una rapida conclusione della vicenda con la punizione dei mandanti all’interno della Guardia Rivoluzionaria.

     

    YEMEN – Il Presidente yemenita Ali Abdullah Saleh cerca appoggi altolocati all’interno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU, in vista di probabili sanzioni o addirittura di un intervento per tutelare la popolazione. Russia e Cina, i paesi più sensibili a qualsiasi violazione del principio di Sovranità, sarebbero gli alleati di Saleh che continua a mostrarsi determinato a guidare personalmente il paese verso elezioni democratiche.

     

    SIRIA – Il caos è totale in Siria dove per tutto il fine settimana gli oppositori del Presidente Al Assad hanno subito il fuoco delle forze di sicurezza del regime. Mentre l’esercito si sfalda, tra lealisti e fedeli alla popolazioni, la rivolta sembra assumere sempre più le forme di una vera e propria guerra civile tra le fazioni etniche presenti nel territorio. La Lega Araba sembrava finalmente propendere per un’ammonizione ufficiale del regime di Assad con una sospensione da status di paese membro dell’Organizzazione, ma in realtà alla fine si è pronunciata in maniera contraria. Ha invece proposto l’istituzione di una commissione di controllo che coinvolga anche le opposizioni.

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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